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Il consumo di pornografia da parte delle religiose e l’avvertimento del Papa

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Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 23/11/22 - aggiornato il 23/11/22

9 spunti per uscire dalla dipendenza dalla pornografia di un'esperta in psicologia e accompagnamento di religiose e religiosi. Seconda parte della serie di approfondimenti sul tema

La percezione di dipendenza/consumo di pornografia digitale potrebbe essere associata a priori al sesso maschile, specificatamente ai rischi per la vocazione di sacerdoti o seminaristi.

L’esperta suor María Rosaura González Casas, STJ, psicologa con più di trent’anni di esperienza, è d’accordo con Papa Francesco riguardo alle sue dichiarazioni sulla dipendenza dalla pornografia, che non coinvolge solo i maschi consacrati. Su Aleteia abbiamo già pubblicato un primo contributo della religiosa sulla questione pornografia-consacrati, e ne seguirà un terzo.

Il consumo di materiale pornografico si verifica anche tra le donne consacrate, le religiose, “anche se la percentuale è più bassa”.

“Anche le religiose incorrono in questo tipo di rischio”, dice. “Le vocazioni alla vita religiosa femminile riguardano ragazze che vivono nel loro ambiente come qualsiasi giovane di oggi, e in generale hanno le stesse esperienze dei loro coetanei (ricordiamo che oggi 7 adolescenti su 10 consumano materiale pornografico).

È possibile che alcune di loro abbiano avuto contatti con la pornografia prima di entrare nella vita religiosa. In seguito, possono cadere in momenti di debolezza, solitudine, crisi… Possono verificarsi vari fattori che favoriscono la ricaduta”.

Suor María Rosaura è esperta nell’accompagnamento di consacrate e consacrati e docente dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana (PUG) di Roma, e indica che per aiutare ad abbandonare questa dipendenza “conviene identificare quali siano questi fattori alla radice”.

La curiosità

“In molte occasioni ci cadono per curiosità”, spiega la religiosa. “Anche se viviamo nell’epoca in cui si sa tutto, ovvero si hanno tutte le informazioni, non dispongono forse degli strumenti necessari nella loro formazione per gestire alcuni aspetti relativi alla sessualità e alla dipendenza. Per questo possono cadere nella trappola di voler sapere o conoscere”.

“Diciamo chiaramente che i mezzi di comunicazione sociale manifestano una realtà virtuale ipersessualizzata, violenta, misogina, che vede la donna come un oggetto di piacere e di consumo, e le donne consacrate e nubili per vocazione sono spesso prive degli strumenti sufficienti per affrontare questa realtà virtuale, di fronte alla quale possono quindi essere vulnerabili”.

La dipendenza dalla pornografia “produce una dissociazione interiore, perché non c’è coerenza, visto che una cosa è lo stile di vita e l’opzione per Gesù e il Suo regno di sacerdoti, religiose, religiosi e seminaristi, e un’altra è quello che si vive nel privato e nell’anonimato”.

La dipendenza dal porno ruba energia vitale

La dipendenza dalla pornografia “indebolisce l’anima” perché “ruba” linfa vitale e “tutte le energie”, oltre ai danni che provoca a livello di relazioni interpersonali e di processi cognitivi, volitivi e di immaginazione.

“La persona non si relaziona con la totalità della persona, ma con parti del corpo dell’altra, ad esempio le parti genitali, perdendo la prospettiva della totalità della dignità umana”.

Questa dipendenza diventa “un desiderio che riempie di senso di colpa e di insicurezza, perché è contrario alla scelta che si è fatta. E questa schizofrenia distrugge davvero le persone, creando una sensazione di vuoto, bassa autostima e dolore”.

“Il cuore di una persona celibe o nubile dev’essere appassionato, riservato al Signore Gesù, al Suo Regno e alla Sua causa, che sono i poveri, la missione apostolica. Se tutta l’energia se ne va in un altro tipo di gratificazioni, si perde la forza interiore per impegnarsi e donarsi.

È quello che succede quando si verifica la dipendenza dalla pornografia, e può accadere anche con qualsiasi altro tipo di gratificazioni e compensazioni contrarie alla scelta compiuta”, ha osservato l’esperta.

Come prevenire la dipendenza dalla pornografia?

1 Formazione nell’affettività e nella sessualità

“Si deve parlare di questi temi, perché quando diventano tabù e si crea una cultura di puritanesimo che reprime gli affetti e le emozioni, è proprio lì che iniziano le difficoltà.

Religiose, religiosi e sacerdoti, come ogni uomo e donna, devono assumere la propria umanità e accogliere le emozioni, gli affetti, la corporeità. Allo stesso tempo, attraversiamo varie tappe nella vita, e dobbiamo tutti affrontare questi temi relativi all’affettività e alla sessualità”.

2 Formazione ed educazione digitale

“È importante che si conosca la portata degli spazi digitali e che si impari a mettere dei dispositivi per bloccare la ‘dark web’”, ovvero tutto ciò che si riferisce a pornografía, traffico di esseri umani, violenza, ecc., su cellulare, tablet o computer.

Bisogna imparare i pericoli che comporta il fatto di addentrarsi in certi spazi digitali in cui si trovano delle mafie, e rendere consapevoli del rischio di cadere nella dipendenza dalla pornografia.

3 Parlare apertamente del problema della pornografia

Bisogna parlare apertamente del problema della pornografia, “perché si entra da soli nella dipendenza, ma non se ne esce da soli.

Per uscire serve un aiuto esterno, che può essere quello di un accompagnatore, una formatrice o un formatore o una direttrice o direttore spirituale.

Se la dipendenza è molto forte, può essere necessario, come nel caso degli Alcolisti Anonimi, un gruppo di aiuto.

Si tratta di un processo liberatorio in cui si può abbandonare la vergogna e il senso di colpa per la dipendenza dalla pornografia attraverso l’aiuto di altri”.

E poi a livello personale…

4 Cosa si cerca nella pornografia?

Bisogna porsi una domanda: “Cosa sto cercando nella pornografia?” “La persona deve porsi questa domanda”, dice suor María Rosaura. “Bisogna chiedersi se è una questione di curiosità, un voler placare la propria solitudine o un modo per scaricare l’aggressività”.

5 Riconoscere di avere un problema

Bisogna poi “riconoscere con umiltà di avere un problema e volerlo affrontare”.

6 Accettare che non si può uscire da soli dalla dipendenza

Si deve poi accettare di non poter uscire da soli dalla dipendenza dalla pornografia, e “accettare con umiltà che si ha bisogno di un aiuto esterno”.

7 Riconoscere i fattori che provocano il problema

È poi fondamentale riconoscere quali sono i fattori che provocano il problema, “ovvero quando mi succede? Quando provo solitudine, quando sono molto stanco, quando sono arrabbiato, quando ho qualche conflitto… È importante riconoscere i sentimenti e le emozioni che portano la persona a cadere o a sfogarsi nella pornografia”.

8 Analizzare i momenti critici

Si devono analizzare i momenti critici, ed è necessario conoscere gli spazi e i momenti che rendono la persona più vulnerabile a cadere, ad esempio la notte, la sera o nel tempo libero.

9 Studiare i “riti”

“Se si riconoscono i sentimenti e le emozioni interne, quello che accade dentro la persona e quali sono i momenti critici, si potranno allora identificare, diciamo così, alcuni ‘riti’ che fanno cadere nella pornografia. Ad esempio, si entra nella pagina web perché si vuole vedere la partita di calcio e appare una ragazza, quella ragazza attira, e quasi senza rendersene conto si entra in un contenuto porno.

L’identificazione di questi riti aiuta le persone a rendersi conto di cosa le motiva e le spinge a cadere in questa dipendenza ripetitiva, e può aiutare a prevenire e a crescere in libertà per evitare quei momenti in cui si può cadere nel vizio”.

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