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RASSEGNA STAMPA / La Messa in latino trova un nuovo pubblico statunitense

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Messa in Latino

Philippe Lissac / GODONG

Messe selon le rite tridentin en la Chapelle Notre-Dame du Carmel.

i.Media per Aleteia - pubblicato il 17/11/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Giovedì, 17 novembre 2022

1. La Messa in latino trova un nuovo pubblico statunitense, nonostante le direttive del Papa

2. Hong Kong, vescovo Chow: la legge sulla sicurezza nazionale deve definire confini chiari

3. Mondiali di calcio: nove cose che un cattolico non può dimenticare se va in Qatar

4. Immergersi nei “tabernacoli dell’Antartide”

5. Cop 27: la Santa Sede chiede misure urgenti e responsabili

1La Messa latina trova un nuovo pubblico statunitense, nonostante le direttive del Papa

“Non parlo latino […], ma si ha la sensazione di essere più collegati a Dio”. È quello che un cattolico ha commentato al The New York Times in un lungo articolo sul numero crescente di fedeli che scelgono di assistere alla Messa celebrata in base al messale del 1962. Il giornalista scrive che questi cattolici sono disposti a spostarsi di molti chilometri per trovare una chiesa e un sacerdote che celebri in base a quella che fino a poco tempo fa era definita la Forma Straordinaria del Rito Latino. Negli Stati Uniti ci sono circa 17.000 parrocchie, e il numero di luoghi in cui si celebra la Messa in latino sta aumentando, indica il quotidiano. Sembra che nel Paese ci siano almeno 600 luoghi che offrono la cosiddetta Messa “tradizionale”. Secondo il The New York Times, questa liturgia attira tradizionalisti, famiglie giovani, neoconvertiti e anche coloro che si oppongono a Papa Francesco. Il Pontefice argentino ha ridotto drasticamente la possibilità di celebrare la Messa tridentina, mentre il suo predecessore, Benedetto XVI, aveva optato per un approccio più aperto alla questione. L’articolo sostiene che ci sono molte ragioni per la rinascita della Messa latina. A causa della pandemia, ad esempio, le parrocchie ordinarie sono rimaste apparentemente chiuse più a lungo, spingendo alcuni cattolici desiderosi di rivivere splendide liturgie a cercare altri luoghi. Molti fedeli dicono poi di aver scoperto podcasters e influencers tradizionalisti che li hanno indirizzati alla Messa tradizionale in latino. Un altro motivo per cui molti cattolici stanno tornando a questa tradizione è il fatto che la Chiesa statunitense sta mettendo sempre più in discussione il suo ruolo politico e culturale in un mondo travagliato. Il giornalista del NYT riferisce che molte ricerche mostrano che i fedeli che preferiscono la Messa latina hanno opinioni conservatrici, soprattutto su questioni relative ad aborto e matrimonio omosessuale. L’articolo sottolinea anche la netta cesura esistente all’interno della Conferenza Episcopale Statunitense, visto che alcuni presuli hanno ridotto significativamente l’utilizzo del messale del 1962, mentre altri hanno implementato solo in modo marginale le direttive del motu proprio Traditionis Custodes di Papa Francesco.

The New York Times, inglese.

2Hong Kong, vescovo Chow: la legge sulla sicurezza nazionale deve definire confini chiari

La legge sulla sicurezza nazionale ha seminato “confusione su ciò che si può dire e ciò che non si può”, ha affermato il vescovo di Hong Kong, Stephen Chow, in un’intervista alla rivista di una scuola gesuita locale che ha guidato in passato, riferisce AsiaNews. Insediato nel dicembre 2021 alla guida di una diocesi altamente strategica, il presule ha spiegato che la natura poco chiara della legge sulla sicurezza approvata nel 2020, in particolare la mancanza di una “linea rossa” relativa a quello che si può e non si può dire, ha influenzato negativamente il lavoro di coloro che cercano di guarire le ferite all’interno della società di Hong Kong. Ricordando che la Chiesa non è stata inattiva durante le proteste del 2019 che hanno spinto Pechino a stringere la presa, ha sottolineato la necessità di prendersi il tempo di ascoltare le parti opposte e discernere. “In questo momento, la più grande crisi che affronta Hong Kong è il fatto che diversi gruppi pensano solo ai propri interessi”, ha sottolineato. Monsignor Chow ha espresso la sua speranza di incontrare il Responsabile Esecutivo di Hong Kong, il cattolico John Lee Ka-Chiu, ex allievo della scuola gesuita che ha diretto, e ha commentato il rinnovo del mese scorso dell’accordo tra Cina e Santa Sede, auspicando che questo riavvicinamento gli permetta di incontrare vescovi della Cina continentale e rimarcando che questo era l’obiettivo di Giovanni Paolo II. Il vescovo ha aggiunto che intende portare a compimento il suo grande progetto di un’università cattolica a Hong Kong, che vorrebbe chiamare Università di San Francesco.

AsiaNews, inglese. 

3Mondiali di calcio: nove cose che un cattolico non può dimenticare se va in Qatar

Il 20 novembre inizieranno i Mondiali di calcio in Qatar, un Paese musulmano retto dalla sharia, che prevede pene severe per chi viola le sue norme religiose. I cattolici che assisteranno ai Mondiali devono evitare di partecipare ad attività religiose pubbliche, di professare pubblicamente la propria religione e di porre in atto qualsiasi tentativo di convertire alla fede cattolica.

Religion Digital, spagnolo.

4Immergersi nei “tabernacoli dell’Antartide”

La rivista Omnes si concentra sull’opera pastorale svolta dai cappellani nella zona più fredda del mondo, sotto il 60° parallelo sud, dove inizia l’Antartide. Oltre questa linea ci sono sette cappelle cattoliche, cinque delle quali dipendono dall’arcidiocesi militare argentina. Una delle altre due dipende dall’arcidiocesi militare cilena, l’altra alla diocesi cilena di Río Gallegos.

Omnes, spagnolo.

5Cop 27: la Santa Sede chiede misure urgenti e responsabili

Il Nunzio Apostolico in Egitto, l’arcivescovo Nicolas Thevenin, ha pronunciato un discorso alla conferenza delle Nazioni Unite a Sharm El Sheikh in cui ha chiesto “un’azione urgente e responsabile per affrontare la crisi climatica che interessa troppe persone, soprattutto i più poveri e vulnerabili”.

Vatican News, inglese.

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