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La storia del diabete di Don Orione può aiutarvi ad affrontare questa malattia

DON ORIONE

Kireeva Veronika - Shutterstock

Marìa Eugenia Brun - pubblicato il 15/11/22

Diagnosi precoce, prevenzione e cura del diabete coinvolgono tutta la famiglia

Diagnosi precoce, prevenzione e cura del diabete coinvolgono tutta la famiglia, non solo la persona affetta da questa malattia.

Per questo, il sostegno, la cura e l’amore delle persone che circondano il malato hanno grande importanza. Un esempio è avvenuto nel 1935 alla comunità religiosa di San Luigi Orione, noto come Don Orione, sacerdote salesiano fondatore della congregazione religiosa Piccola Opera della Divina Provvidenza, che soffriva di diabete e la cui famiglia si è preoccupata molto per lui e la sua salute.

Per far stare più tranquilli i suoi cari, Don Orione decise, una volta scoperto di soffrire di diabete, di scrivere brevi lettere alla sua congregazione raccontando i sintomi e il trattamento della malattia e come si sentiva.

Il diabete è una malattia che una volta sviluppata accompagna per tutta la vita. È cronica e irreversibile. Seguendo le indicazioni mediche (piano alimentare, esercizio e/o farmaci) ed esercitando un controllo permanente, però, si tiene sotto controllo e se ne prevengono le complicanze.

All’epoca non erano tante le persone che ne soffrivano come oggi, quando ci sono più di 425 milioni di persone malate di diabete, nella maggior parte dei casi di diabete di tipo 2, quello di Don Orione. 

Attualmente, però, nonostante ci siano tutti gli strumenti necessari per una diagnosi precoce, la realtà è che una persona su due ha il diabete e non le viene diagnosticato, cosa invece fondamentale per evitare le complicanze di questa patologia e ottenere buoni risultati.

Il diabete di tipo 2 si può prevenire in gran parte mediante un’attività fisica regolare, una dieta sana ed equilibrata e la promozione di un ambiente di vita salutare.

In questo senso, la famiglia ha un ruolo di rilievo informandosi, educando, cercando le risorse per condurre uno stile di vita più sano e soprattutto accompagnando nel cammino e dando molto amore.

I sintomi

DIABETE

“Sono stato per più di un mese molto debole. Pensavo fosse stanchezza per il lavoro svolto – non riuscivo a scrivere né a lavorare un po’ più del dovuto. Avevo anche tanta sete, e analizzando l’urina hanno trovato il diabete”.

Lettera di Don Orione a Don Sterpi quando ha sospettato di avere il diabete (Bs. As, 12/6/1935).

Don Orione aveva ragione, perché i sintomi del diabete sono:

  • sonno,
  • stanchezza,
  • fame costante,
  • necessità di urinare spesso,
  • molta sete,
  • crampi,
  • formicolio,
  • mani o piedi addormentati,
  • ferite che tardano a guarire,
  • visione offuscata,
  • perdita di peso senza motivo,
  • lesioni cutanee,
  • infezioni frequenti
  • o non presentare alcun sintomo.

Se c’è un precedente familiare di diabete o un fatto di rischio come mancanza di esercizio, obesità, età avanzata e si presenta qualcuno di questi sintomi, è bene consultare il medico.

Diagnosi

“Non vorrei avervi impressionati con il mio diabete, e sì, avevo molta sete e non riuscivo più a lavorare, senza sapere il perché. Ho pensato che fosse diabete, e l’analisi delle urine ha dato 42 per mille di glucosio. Mi hanno proibito patate, frutta, uovo, riso, razionato il pane, ecc.. Oggi mi hanno estratto un po’ di sangue e ripetono anche l’analisi liquida. Ora mi sento meglio di prima, mi astengo da alcuni cibi e ho riposato di più. Per questo, state tranquilli, vi terrò informati”. (Bs. As., 14/6/1935)

I medici confermarono la diagnosi attraverso l’analisi delle urine, che aveva dato 42 per mille di glucosio, che è già un livello alto, equivalente a 140 o 180 mg% di zucchero nel sangue.

Attualmente il diabete viene diagnosticato in vari modi, con esami di laboratorio come una prova dell’A1C, che misura il livello medio di glucosio nel sangue negli ultimi 2 o 3 mesi, o anche con la prova del glucosio plasmatico a digiuno, che si realizza prima di fare colazione (con 8 ore di digiuno, senza mangiare o bere niente).

Trattamento

In base alle conoscenze dell’epoca, i medici pensarono che il riposo e una dieta povera di carboidrati avrebbero aiutato Don Oriene a normalizzare i valori di zucchero nel sangue, che non erano molto elevati.

“Carne di vitello principalmente alla griglia e pollo lesso o come la carne / Uovo crudo o bollito in acqua / Brodo – latte, tè o caffè – burro / Poco – pane nero e poco, gallette. / Verdura – a piacere e spinaci bolliti, con poco olio / Scorzobianca – cetrioli – cavolo, insalata con olio e limone / Frutta: un’arancia o mandarino – 100 grammi di vino per pasto – tè o caffè. / Vietato – farina – pasta – semolino e tagliatelle / Pane bianco – biscotti – dolci – frutta – zucchero – patate – patate dolci – carote – lenticchie – fagioli e ceci”.

Don Orione scrisse sulla lavagna quello che doveva mangiare, con raccomandazioni valide ancora oggi e altre meno.

Ecco quello che si continua a raccomandare:

  • Modi di cottura sani, come cibo bollito o al forno, a cui si aggiungono le cotture alla piastra e al vapore.
  • Si possono consumare infusi come tè o caffè, poco olio, verdura, frutta con moderazione, poco pane nero.
  • Proibiti dolci e zucchero.

Ci sono anche altri fattori presenti nella dieta di Don Orione che oggi però non vengono raccomandati:

  • Uovo crudo, burro.
  • Preferire il pane nero alle gallette, e nella quantità indicata dal nutrizionista.
  • Alcune verdure sono a consumo libero, altre no.
  • Il vino non è raccomandato, come qualsiasi altra bevanda alcolica.
  • Farina, pasta, patate, legumi non sono proibiti, anzi, sono necessari, ma nelle porzioni indicate da un esperto, e devono essere accompagnati da verdura.

Quanto al riposo consigliato al santo dai medici, al giorno d’oggi si è visto che non aiuta a migliorare la patologia, anzi, è il contrario. Si raccomanda invece di condurre una vita attiva, svolgendo qualche tipo di attività indicata dal medico curante.

Don Orione ha assunto la sua malattia con responsabilità e ottimismo, senza scoraggiarsi e seguendo le indicazioni del suo medico. La preoccupazione, le cure e l’amore della sua famiglia religiosa lo hanno aiutato ad andare avanti.

Prendiamolo come esempio, prevenendo, informandoci, conducendo uno stile di vita sano o cercando il trattamento necessario con il sostegno familiare per avere la migliore qualità di vita possibile.

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malattiasanti e beati
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