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Il ‘Consulente Filosofico’ è e fa ciò che ogni filosofo ha fatto e deve fare: capire l’esperienza

Ateneo Pontificio "Regina Apostolorum" | 08/11/22

di Guido Traversa*

L’identità professionale del consulente filosofico è data sia dalla conoscenza dei principali modelli logici, categoriali ed etici della filosofia, sia dalla capacità di applicare tali modelli ai vari ambiti dell’esperienza umana: da quella prevalentemente legata alla singola persona, alle interazioni di gruppo, alle dinamiche del lavoro, ai problemi sociali e politici che riguardano l’attuale dimensione globale.

Riflettendo su un possibile ‘identikit’, quale profilo specifico del consulente filosofico, immagino una persona, figura professionale in grado di affinare alcune capacità fondamentali, tra le quali:

cogliere il nesso, non sempre esplicito, tra le categorie analizzate (da un singolo, come dalla società) e i comportamenti concreti che ne conseguono; 

cogliere le somiglianze e le dissomiglianze tra le diverse azioni che si presentano nella realtà che gli si viene di volta in volta a prospettare al fine di poter scorgere possibilità ancora non viste o non espresse pienamente e che potrebbero costituire la base sia per una migliore comprensione dell’esperienza, sia per una possibile soluzione di  un problema o conflitto che vi si possa presentare;

valutare con rigore i diversi dettagli ed accidenti che costituiscono la fisionomia della realtà a cui si viene rapportando.

Deve altresì saper;

educare la propria attitudine all’ascolto.

guidare la singola persona così come i gruppi e/o ambiti sociali – Istituzioni e Aziende – alla consapevolezza della propria identità e delle componenti che la costituiscono e che spesso non vengono adeguatamente riconosciute e che per tale ragione generano conflitti.

– far emergere le molteplici propensioni: il suo divenire. Deve saper utilizzare il sapere filosofico – testi, pensieri, posizioni – per rendere più agevole la comprensione della realtà “consultata”.

– individuare i possibili problemi clinici “portati” dai singoli al fine di non confondere la prassi filosofica con le varie e tante forme di psicoterapia o di psicologia.

conoscere alcune delle principali dimensioni legate alla sfera del lavoro organizzato – Aziende, Istituti, Fondazioni – al fine di saper interagire con esse.

affrontare in una prospettiva filosofica le principali dimensioni sociali e politiche della contemporaneità.

tradurre nella forma di un’esperienza comunicabile ed esprimibile tutte quelle dimensioni della vita individuale e relazionale (la nascita, la morte, l’affettività, le passioni, i disagi psico-fisici etc.), che spesso possono generare conflitti.

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Il ‘Consulente Filosofico’ è una figura davvero rilevante nella società attuale in quanto ‘autentico partecipante di una scuola di filosofia’ rivolta alla acquisizione di quell’abito, etico ed estetico, che renda capaci di essere familiari ai principi che guidano le proprie azioni, praticando l’esperienza della bellezza, per come essa si esprime nella arte e nelle forme della vita.

Per valorizzare ma, ancor prima, formare il ‘Consulente Filosofico’, è ‘accademicamente corretto’ approfondire alcuni ambiti, quali la conoscenza dei principali modelli logico-categoriali, ontologici ed etici che si sono presentati nel corso della storia della filosofia occidentale e i comportamenti che ne conseguono; la lettura e commento di pagine emblematiche dei classici del pensiero filosofico; capacità di percepire e valutare le analogie che varie forme di esperienza  (individuale, di gruppo, lavorativa, sociale, etica, estetica); lo studio teorico-pratico delle diverse forme di disagio che possono presentarsi nell’esperienza individuale e/o sociale; lo studio e la conoscenza delle principali forme di psicoterapia e di analisi psicologica (con supporto di espero clinico); la conoscenza filosofica dell’esperienza del bello e tanto altro.

Pensare a una formazione mirata è una risposta ad alcune importanti esigenze della società di oggi; una risposta che dal 2009 il Master in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale offre a tutti i gli studenti/professionisti (filosofi, educatori, economisti, giuristi, sociologi bioeticisti etc.).

Inoltre, in base all’accordo tra l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum(APRA) e l’Università Europeadi Roma (UER), si rilascia un Titolo Congiunto (UER-APRA).

Un ‘identikit’, importante e nuovo, per i professionisti di oggi.


*Guido Traversa è Coordinatore accademico del Master in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale

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