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Ercolubus: chi c’è dietro al diffusione di un libro catastrofista

APOCALIPSIS

Romolo Tavani | Shutterstock

Luis Santamaría del Río - pubblicato il 07/11/22

Un pianeta rosso si avvicina alla Terra a grande velocità. Viene ritratto sulla copertina di un libro distribuito gratuitamente e che serve come esca alle sette gnostiche di tutto il mondo

Nelle strade di varie città spagnole si vedono ultimamente dei cartelli – con messaggi tanto colorati quanto allarmanti e catastrofisti – che pubblicizzano un libretto intitolato Ercolubus, il pianeta rosso. In molti Paesi dell’America Latina e anche non ispanofoni si possono vedere annunci simili.

Nel caso della Spagna, sui cartelloni si legge esplicitamente che l’entità responsabile della distribuzione – gratuita – del volume è l’associazione Un Libro para Siempre, debitamente iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni del Ministero dell’Interno dal 2017 e con sede a Granollers (Barcellona).

Molti sono rimasti sorpresi, ma in realtà non è una novità, visto che il libro è stato annunciato in varie ondate dalla sua uscita nel 1998. Pur essendo gratuito, i diritti d’autore sono stati oggetto di una disputa tra persone e gruppi che lo pubblicano (ad esempio tra la casa editrice Volkenborn e la Fundación V.M. Rabolú).

HERCOLUBUS

L’appello spirituale… e la paura

Anni fa si insisteva sul fatto che il libretto mostrasse “le catastrofi che l’umanità subirà a breve termine per l’azione di questo enorme corpo celeste, e cosa possiamo fare per evitarlo”, visto che Ercolubus sarebbe “un pianeta enorme il cui grande potere gravitazionale provocherà sul nostro pianeta molteplici terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, ecc., che aumenteranno a livello di intensità fino a provocare la distruzione totale di questa umanità”.

Pensiamo al contesto della pubblicazione del libro: il 1998, vicino al passaggio di millennio e con la moltiplicazione di gruppi settari che realizzavano un’interpretazione – ed esagerazione – peculiare del cosiddetto ‘Effetto 2000’, con messaggi catastrofisti. Tra questi, le sette gnostiche, alcune delle quali sono dietro Ercolubus o il pianeta rosso, come vedremo.

I cartelloni attuali sembrano mettere da parte questo linguaggio (anche se ci sono immagini ed espressioni che incutono timore) per insistere su elementi di autoconoscenza e autoaiuto. Parlano di risveglio della coscienza, luce interiore ed eliminazione dei difetti psicologici, ma anche di conoscere l’universo e i suoi dèi, dell’ascesa fino all’Essere Regale e del messaggio dei Maestri, nonché della visita di esseri di altri mondi.

La conoscenza di ciò che insegna il libro è la soluzione di tutti i problemi, sostengono gli annunci: “Solo così usciremo dall’oscurità in cui è immersa la nostra umanità”. Sull’immagine dell’esplosione di una bomba atomica si può leggere: “Quasi tutte le porte si chiuderanno, ma quella del Risveglio della Coscienza resterà aperta, come spiega V.M. Rabolú nel suo piccolo grande libro”.

L’autore: il “venerabile maestro” Rabolú

La paternità di Ercolubus è dovuta a quello che viene presentato come “V.M. Rabolú”. Le sigle corrispondono all’espressione “venerabile maestro”, usata dagli adepti delle sette gnostiche derivanti dal colombiano Samael Aun Weor per riferirsi ai loro leader. In concreto, Rabolú non è altri che Joaquín E. Amórtegui Valbuena (1926-2000).

Nel frammentato universo di questi gruppi gnostici, diffusi in tutto il mondo – soprattutto nei Paesi ispanofoni –, la fazione guidata da Amórtegui ha sempre sostenuto che egli sia stato nominato da Samael suo successore a tutti gli effetti, dando vita al cosiddetto Movimento Gnostico Cristiano Universale (MGCU).

In seguito, l’MGCU è scomparso in quanto tale, dividendosi in varie sette che rivendicano di essere le vere depositarie del sapere esoterico insegnato sia da Samael che da Rabolú, e imbarcandosi in dispute per l’autenticità delle loro dottrine e, come si è già detto, per le questioni relative alla distribuzione di Ercolubus o pianeta rosso.

Cosa dice il libro?

Nonostante la copertina accattivante, il contenuto non potrebbe deludere di più. All’inizio parla del presunto arrivo del pianeta Ercolubus – che l’autori e i suoi seguaci ritenevano imminente già nel 1998 –, “5 o 6 volte più grande di Giove”. Sarà “l’inizio della fine del pianeta Terra”, visto che “non resterà vita”, ed è “il castigo che meritiamo per tanta malvagità”.

In seguito si dedica un’ampia parte del testo a spiegare come sia la vita su Marte e Venere. Rabolú assicura di essere stato su quei pianeti – “muovendomi nel mio Corpo Astrale in modo cosciente” – e di aver conosciuto gli esseri che vi abitano. Spiega anche come sono le navicelle interplanetarie. Si tratta della parte più delirante. Per completare i contenuti dottrinali del libro, offre la percezione gnostica della morte ed espone lo sdoppiamento astrale.

Quali sono i suoi pericoli?

Riferirsi a un libro come “pericoloso” può sembrare allarmista e ricordare l’epoca in cui i libri venivano condannati e perfino distrutti per il presunto danno che provocavano. L’esperienza, tuttavia, ci dice che i libri pubblicati da sette gnostiche derivanti da Samael Aun Weor sono un ingrediente fondamentale nel processo di indottrinamento, manipolazione e depersonalizzazione che mettono in atto.

In effetti, Ercolubus non solo presuppone un opuscolo per attirare e cooptare nuovi adepti attraverso la paura e l’incertezza in aumento nel nostro mondo attuale, ma serve anche per ossessionarli con catastrofi future. Se e quando se ne verificherà davvero qualcuna, i membri dei gruppi gnostici vedranno realizzate le profezie, e si ribadirà la loro adesione alla dinamica settaria.

Nella maggior parte dei cartelloni che annunciano Ercolubus ci sono allusioni dirette ai difetti psicologici… In fondo, si finisce per imporre ai seguaci – lettori che diventano adepti – una visione distorta della realtà, in base alla quale sono loro i responsabili di tutto il male che accade nel mondo, e il “lavoro interiore” o alchimia che possono/devono fare sarà l’unica salvezza. Come sempre, si applica una grande pressione per tenere sottomessi i membri nello “studio” degli insegnamenti esoterici e nella realizzazione di rituali gnostici.

Ad ogni modo, il pianeta Ercolubus non esiste. È un’invenzione del XX secolo, senza alcuna corrispondenza con la realtà astronomica. Come con il ricorrente Nibiru, si tratta di uno stratagemma usato da sette come queste.

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