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Un nuovo studio archeologico conferma le battaglie bibliche

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Leemage | AFP

Daniel R. Esparza - pubblicato il 04/11/22

Un team interdisciplinare di scienziati israeliani potrebbe aver compiuto un passo avanti per verificare la veridicità storica di alcuni eventi biblici

L’Età del Ferro del Levante (1200-500 a.C.) è un periodo storico dalla cronologia particolarmente nebbiosa. Era di profonde trasformazioni, è iniziata con il declino delle società dell’Età del Bronzo in tutto il Mediterraneo orientale, e si è conclusa con il crollo del dominio imperiale babilonese alla fine del VI secolo a.C.. Come spiega Fred Schwaller nel suo articolo per DW, è stato un momento “in cui sono nate molte delle storie culturali di Vicino Oriente, Nord Africa ed Europa, trasmesse attraverso storie originariamente tratte dalla Bibbia ebraica”.

L’articolo di Schwaller ricorda al lettore che “abbinare gli eventi contenuti nei testi sacri alla storia reale è una questione controversa tra i ricercatori”. C’è anche una definizione per questo: si parla del “Dibattito Cronologico sull’Età del Ferro”, una discussione-conversazione in corso sulla cronologia degli eventi nella Bibbia durante l’Età del Ferro del Levante.

Questo dibattito potrebbe ora entrare in una nuova fase. Yoav Vaknin, un archeologo dell’Università di Tel Aviv e dell’Università Ebraica di Gerusalemme, ha pubblicato di recente un articolo in cui spiega come un nuovo metodo, chiamato geomagnetico e/o archeomagnetico, possa aiutare a scoprire quando hanno avuto luogo gli eventi durante l’Età del Ferro del Levante.

Usando questi metodi, gli archeologi possono ora combinare il resoconto del testo biblico, fonti storiche extrabibliche e artefatti per giungere a una datazione più precisa di alcuni eventi descritti nella Bibbia. Lo studio di Vaknin, ad esempio, si concentra sulle campagne militari, inclusa la conquista del Levante da parte del faraone Shoshenq I verso il 900 a.C., proprio al culmine dell’Età del Ferro del Levante.

Come spiega Amanda Borschel-Dan nel suo articolo per The Times of Israel,

“il metodo utilizza strati di scavo già stati datati in modo affidabile per creare ancoraggi di base per i dati archeomagnetici, che possono essere quindi applicati ad altri siti finora impossibili da datare con sicurezza. Più ancore vengono create, sostengono i ricercatori, più il metodo di datazione diventerà accuratamente calibrato”.

Lo studio di Vaknin, intitolato Reconstructing biblical military campaigns using geomagnetic field data, è stato pubblicato martedì sulla rivista scientifica open sourceProceedings della National Academy of Sciences” degli Stati Uniti (PNAS). Ha sperimentato il metodo su 20 strati di scavo, per alcuni dei quali non era stato possibile procedere a una datazione sicura in precedenza.

In breve, il campo magnetico è uno “scudo” invisibile in costante spostamento che deriva dal minerale magnetico nel nucleo della Terra. Reperti archeologici come frammenti di ceramica, mattoni, tegole e fornaci registrano il campo magnetico della Terra mentre vengono bruciati ad alte temperature, provocando la ri-magnetizzazione dei loro minerali magnetici nella direzione e grandezza del campo al momento del riscaldamento. Questo dato, spiega lo studio di Vaknin, è simile a un’impronta digitale, e vale solo per la data in cui è stato registrato.

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