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Quando lui vuole un altro figlio e lei no: come affrontare il problema?

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Martin Novak | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 04/11/22

La lettera di un padre desideroso di un terzo figlio, che la moglie invece non vuole, ci aiuta ad affrontare questa tematica così sofferta e frequente in molte coppie. Per riaprire il dialogo è fondamentale accogliere i dubbi e le paure dell'altro, e amarlo anche così

Nell’ultimo numero di Famiglia Cristiana, la “Posta del cuore” a cura di Mariateresa Zattoni – consulente e formatore – ospita la lettera di un marito che, già padre di due figli, esprime la sua frustrazione di fronte al rifiuto della moglie di averne un terzo.

La lettera di un marito che desidera un altro figlio

Arturo riferisce che la sposa pone delle motivazioni a giustificazione di questa indisponibilità centrate sul non voler correre il rischio, dopo due bambini belli e in salute, di metterne al mondo un altro che potrebbe non nascere sano, e nel non voler affrontare nuovamente la fatica già vissuta per crescere i figli.

Inoltre a rinforzare la sua posizione, il colpo finale:

E poi in che mondo lo andiamo a mettere, con tutto quello che succede?

(Famiglia Cristiana, numero 45, 6 novembre 2022)

“Vuoi che faccia il terzo figlio con un’altra?”

L’autore della lettera, esasperato per il rifiuto, confessa di aver pronunciato la frase: “Vuoi che faccia il terzo figlio con un’altra?”, per cui ammette – nell’incipit della missiva – di sentirsi in colpa.

Questo caso sottolinea come si pensi a torto che il problema di non condividere un ulteriore progetto procreativo nasca solo a parti inverse, quando il desiderio derivi da lei.

La paura di perdere l’equilibrio tanto faticosamente raggiunto

Non infrequentemente invece capita che sia l’uomo a volere un altro figlio, mentre la donna preferisce non aprirsi ulteriormente alla vita per le più diverse ragioni. La principale delle quali va individuata nella perdita di quell’equilibrio, familiare e lavorativo, tanto faticosamente raggiunto dopo le precedenti gravidanze e a cui si ha paura di rinunciare.

No ai ricatti e alle colpevolizzazioni

La consulente di Famiglia Cristiana risponde in prima battuta che rivolgersi alla “Posta del cuore” per cercare di ottenere ragione non è mai una buona idea, in quanto non è questo il modo di affrontare il sofferto problema posto da Arturo.

Anche se la sua aspirazione è in teoria assolutamente condivisibile, visto il bene prezioso rappresentato dalla messa al mondo di più figli, ella afferma categoricamente che:

Ora il tuo desiderio è nelle mani della tua donna, senza ricatti e senza colpevolizzazioni.

(Ibidem)

La risposta della consulente alla lettera del marito: Ama di più la tua donna

Pertanto la strada da percorrere per il marito viene indicata nel:

Amare di più la tua donna, compresa la sua attuale sfiducia nella vita. Amare di più vuol dire coccole, tenerezza, vicinanza fisica, ma non solo: vuol dire amare le sue paure, le sue incertezze, la sua svalutazione del mondo in cui viviamo e soprattutto amare la sua attuale autosvalutazione.

(Famiglia Cristiana)

“Falla sentire una brava mamma, falle sentire la tua stima”

La consulente ha chiaramente riconosciuto il fardello di paure e di fragilità presente nell’animo di questa madre, che incarna i sentimenti di timore e insicurezza presenti in tante donne di oggi, combattute e divise tra il loro ruolo familiare, sociale e lavorativo.

Pertanto il consiglio che viene dato ad Arturo – a differenza delle tante “ricette” che sull’argomento vengono propinate sulle riviste rosa – e che noi condividiamo è semplicemente uno, ed uno solo:

E allora tu comincia a farla sentire una brava mamma, falle sentire la tua stima: questo è un bene prezioso anche per i due figli che ci sono già!!

(Ibidem)

Questa è la base solida per poter far si che riprenda un dialogo autentico fra i due coniugi nel rispetto reciproco. E non è detto che in tempi diversi la prospettiva di una nuova gravidanza non trovi dimora anche nel cuore dell’altro.

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