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“Il messaggio di Garabandal è cristiano, ma resta incompiuto perché c’è un’ondata di ingratitudine”

GARABANDAL

garabandal.it

Santiago Mata - pubblicato il 02/11/22

Intervista a p. José Rolando Cabeza, parroco di San Sebastián de Garabandal

Il 18 ottobre 1961, nel paesino di San Sebastián de Garabandal, in Cantabria (Spagna), si è udito un messaggio che sarebbe stato trasmesso dalla Madonna: “Bisogna compiere molti sacrifici, molta penitenza. Dobbiamo fare spesso visita al Santissimo. Prima, però, dobbiamo essere molto buoni. Se non lo facciamo arriverà un castigo. Il bicchiere si sta colmando, e se non cambiamo arriverà una punizione molto grande”.

Testimone di quei tempi in cui quattro bambine – Conchita, Jacinta, Loli e Mari Cruz – parlavano con la Vergine, il cui ultimo messaggio, il 18 giugno 1965, aveva un tono di maggiore urgenza – “prima il bicchiere si stava colmando, ora sta traboccando” – è l’attuale parroco, padre José Rolando Cabeza, che assicura che il messaggio di Garabandal è coerente con la fede cristiana, ma anche che quell’appello alla conversione è caduto nel vuoto: “C’è un’ondata di ingratitudine e di sconcerto religioso per ideologie che attentano alla comunione ecclesiale”:

GARABANDAL

Col passare degli anni, cos’è rimasto del messaggio?

Non è stato messo in pratica quel messaggio di penitenza e sacrifici, di visitare il Santissimo, e neanche di essere molto buoni, perché il denaro, l’affanno di lucro e le “discordie” di ideologie religiose hanno adulterato un po’ quel messaggio. Si è trattato di servire la Vergine, e al contempo il denaro e la proliferazione di mentalità religiose che non hanno nulla a che vedere con la grandezza del Vangelo di Gesù e la dottrina ecclesiale.

Vige ancora la neutralità espressa sulle presunte apparizioni da una commissione pontificia nel 1992?

La Chiesa è molto prudente e molto sensata. Se conoscesse da vicino tutta la problematica, forse sarebbe anche più rigida, vedendo tanti che parlano male del Papa, definendolo anticristo, massone, e che dopo averlo fatto fanno la Comunione. Persone di qui o che vengono, e tra queste anche alcuni sacerdoti e religiosi.

A cosa si riferisce quando dice che da Garabandal nessuno va via a mani vuote?

Al fatto che la gente che viene con buone intenzioni e con una spiritualità seria riceve sempre la pace interiore, come una sorpresa dello spirito.

Vengono però anche persone tradizionaliste sospese a divinis, come Richard Williamson (uno dei tre vescovi consacrati nel 1998 da monsignor Lefebvre), un altro italiano che è sospeso latae sententiae, dei sacerdoti della nostra diocesi che si dedicano a necessità personali in base alle apparizioni… Per queste persone io sono l’avvocato del diavolo, perché sono in comunione con la Chiesa diocesana e attraverso questa con la Chiesa universale.

Continua ad essere valida la lode del messaggio di Garabandal realizzata nel 1965 dal vescovo Eugenio Beitia, quando ha espresso la neutralità ecclesiale dopo la fine delle presunte apparizioni?

Sì, perché chiede di essere buoni e questo non va contro niente, neanche l’ultimo messaggio, che parlava di ciò che va corretto nella Chiesa.

Il secondo è più sensibile perché la gente cerca di poter accusare qualcuno?

Sì, così ci si sottrae alle proprie responsabilità. Io insisto perché la gente dimentichi il secondo messaggio, dicendo che quando moriremo Dio non ci chiederà com’era un Papa, ma come siamo noi. Perché tanta preoccupazione per com’è il Papa? Preoccupati di come sei tu.

Come orientare chi viene a Garabandal “impreparato”?

Quando vengono, chiedano del parroco. Bisogna essere preparati a comportamenti diversi e a gruppi di persone che cercano di seminare il dubbio e lo sconcerto ecclesiale. A Los Pinos non si possono organizzare atti di pietà collettivi, perché l’immagine della Vergine che è lì non è riconosciuta.

A chi manipola le apparizioni, dico che non si può servire Dio e il denaro, e che non si può essere buoni credenti se non si è in comunione ecclesiale, in cui si cerca di vivere in una comunità d’amore.

Il clero della diocesi di Santander non è eccessivamente scettico nei confronti di Garabandal?

Ciascuno avrà il suo modo di pensare, ma non sono critici, quanto tolleranti e rispettosi. La gente vive il momento presente, che non è molto promettente.

Il messaggio è caduto nel vuoto?

Sì. La gente sente i messaggi come sente che pioverà. Non ci sono cambiamento e conversione. Il denaro e i confronti ideologici hanno fatto molto male. Come ha detto una veggente, quando la gente smetterà di credere arriverà l’avviso. Come ha detto Gesù, il Figlio dell’Uomo verrà quando meno ve lo aspettate. Non c’è niente di nuovo, è tutto scritto nel Vangelo.

Cosa pensa di chi viene in cerca di fenomeni straordinari?

La gente cerca di vedere fuochi artificiali, spettacolo, e poi dimentica. È normale che la Vergine parli tutti i giorni ai veggenti in luoghi come Medjugorje? C’è molto turismo religioso, perché il turismo porta denaro. Qui c’è turismo religioso nazionale e straniero.

E di chi raccoglie firme perché l’arcivescovo riconosca le apparizioni?

La vera firma è la testimonianza personale di ciascuno, che nasce dalla conversione. Dico sempre “Lasciate che Dio sia Dio e che la Vergine sia la Vergine”. La firma migliore è la conversione personale di ciascuno. Non dobbiamo voler emendare il progetto dello Spirito Santo e togliergli protagonismo, lasciamo che sia Lui a operare.

Quanto all’Hogar de la Madre, si può mettere ordine?

Non è un tema di mia competenza, e potete informarvi da varie fonti, ma non da me. Abbiamo bisogno di gruppi e movimento che promuovano la comunione ecclesiale sotto lo sguardo della Vergine come nel giorno di Pentecoste.

Soffre per questa mancanza di unità?

Ovviamente come sacerdote e uomo profondamente credente e mariano, soffro perché il desiderio più grande di una Madre è vedere i suoi figli uniti al Signore, frutto benedetto del suo grembo, e formare partendo da Lui la grande chiesa che Egli ha voluto fondare.

Si può approfondire la vicenda di Garabandal nel libro di Santiago Mata Silencio en Garabandal: el precio pagado por la Virgen. Madrid, 2018, Freshbook, 312 páginas.

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Tags:
apparizioni marianespagna
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