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Queste suore hanno trovato il segreto per suscitare nuove vocazioni

hermanitas pobres

Hermanas Pobres de Santa Clara

Matilde Latorre - pubblicato il 30/10/22

Nel convento di Santa Veronica ad Algezares (Murcia) vive una comunità di Sorelle Povere, sorelle e figlie di Santa Chiara, una comunità contemplativa che evangelizza con la gioia attraverso la sua pagina web e le reti sociali

Al giorno d’oggi, per molti monasteri la sfida più difficile consiste nell’accogliere giovani donne che vogliono consacrare la propria vita a Dio. Il convento di Santa Veronica ad Algezares (Murcia), tuttavia, sembra aver capito il segreto.

Si tratta di una comunità dell’Ordine delle Sorelle Povere, appartenente alla famiglia francescana.

La superiore di questa comunità di tredici consorelle, madre Leonor Sánchez, ha accettato di rivelarci il loro segreto: essere felici vivendo in povertà.

Questa avventura appassionante ha sperimentato una svolta inaspettata 37 anni fa, quando la comunità religiosa, proveniente dal convento di Murcia, si è vista costretta ad abbandonare il proprio convento, fondato nel 1539, perché era stato dichiarato pericolante.

Le religiose hanno dovuto cercare un nuovo convento, ma come comprare un terreno se vivevano in autentica povertà?

Le suore hanno deciso di abbracciare la povertà seguendo gli insegnamenti di Santa Chiara, che era rimasta affascinata dalla povertà di San Francesco. Sono arrivate ad Algezares grazie all’aiuto della diocesi di Murcia e al Capitolo, e sono riuscite a creare un convento estremamente semplice, coerente con la loro opzione.

Hermanas pobres de santa clara

Come spiega madre Leonor, le religiose vivono la bellezza della povertà guardando a Cristo. Santa Chiara (1194-1253), seguidora seguace di San Francesco d’Assisi, è stata la prima donna a scrivere una regola per le donne, regola che viene professata da queste suore.

Nuove vocazioni

Se questa comunità si è vista toccata dalla grazia di nuove vocazioni, il segreto è dovuto al fatto che il suo carisma non è passato di moda: le religiose sono una sintesi di vita meramente contemplativa e di vita attiva. È questo che differenzia le Sorelle Povere dagli altri ordini di vita contemplativa. Vivono in clausura, ma non è una clausura che le separa dal mondo.

“Quello che attira della nostra comunità è che mostriamo soprattutto la fraternità”, spiega madre Leonor. “Siamo una vera famiglia. Nella nostra casa ci trattiamo come in famiglia. Come dicevano i pagani dei primi cristiani, ‘guardate come si amano’. Il mondo pensa che essendo contemplative dobbiamo tagliare con i sentimenti, ma è esattamente il contrario. Solo l’amore può unire, lottiamo insieme come famiglia per un ideale che è Cristo”.

Hermanas Pobres

I pilastri

La vita delle Sorelle Povere si basa sui quattro pilastri lasciati da Santa Chiara, che come spiega madre Leonor sono “contemplazione, fraternità, assenza di cose proprie e missione. Sono tutte determinanti quanto insufficienti”.

La “contemplazione”, spiega la superiora, significa che “viviamo cercando continuamente il volto di Dio, e per questo organizziamo la nostra giornata con diversi momenti di incontro con Lui”.

“Fraternità”: “siamo la famiglia che Dio sceglie, non ci scegliamo, ciascuna di noi è chiamata a formare insieme la vera Sorella Povera”.

“Assenza di cose proprie” significa che “tutto quello che abbiamo lo riceviamo da Dio, niente è mio, ma tutto è nostro. Lavoriamo per poter vivere, e anche per aiutare chi ne ha più bisogno”. “Missione”, infine, “implica che siamo chiamate ad essere scale in cui il cielo e la terra si uniscono. Un belvedere da cui poter vedere Dio”.

La semplicità delle loro giornate

La quotidianità è praticamente come quella degli altri ordini contemplativi, ma in loro richiama l’attenzione l’importanza attribuita all’esercizio fisico.

Comunidad monjas

“Facciamo tutte esercizio. Alcune corrono, altre giocano a pallacanestro, e le più anziane passeggiano per poter stare all’aria aperta. L’esercizio si adatta alle condizioni di ciascuna delle religiose”.

Le Sorelle Povere vivono del loro lavoro, dedicandosi all’artigianato e lavorando soprattutto il legno. Realizzano oggetti preziosi e unici che si possono acquistare attraverso la loro pagina web Hermanaspobres.com

Il lavoro viene svolto in fraternità, tutte insieme, dalla più anziana alla più giovane, ed è l’unica fonte di entrate, anche se madre Leonor insiste sul fatto che la Provvidenza fa loro visita spesso.

La superiora indica che nella famiglia delle Sorelle Povere spiccano soprattutto l’amore e la cura per le consorelle anziane, maestre e perle preziose.

“Un anno fa è morta una delle consorelle anziane. Per un mese, in cui è stata piuttosto male, l’abbiamo accompagnata 24 ore su 24 a turno. Mi emoziono sempre ricordando i suoi ultimi minuti di vita, prima di partire verso il Padre. L’abbiamo circondata tutte, cantando, abbracciandola, banciandola. È partita piena di amore fraterno, circondata dalla sua famigtlia”.

È questo il segreto imperituro che continua ad attirare tante ragazze oggi: le Sorelle Povere sono uno specchio della bellezza di Cristo. In loro, si riflette l’amore. Vogliono essere un riflesso dell’amore di Dio.

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