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Percorre 15.000 km in camper con la nonna di 100 anni

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Fiona Lauriol

Anna Ashkova - pubblicato il 27/10/22

Fiona Lauriol non ha esitato a portare la nonna centenaria in un viaggio in camper, convinta che dovesse approfittare della vita fino alla fine. Oggi percorre un Paese intero per raccontare la sua storia e cambiare il modo in cui le persone considerano la vecchiaia

A 40 anni, Fiona Lauriol è guidata da due cose: i viaggi e la volontà di lottare contro l’isolamento degli anziani. Una battaglia che affronta grazie alla nonna Dominique, con la quale ha percorso 15.000 chilometri in due anni a bordo di un camper.

Nel 2017 nessuno era in grado di prevedere un viaggio di quel tipo. “Mi avevano detto che aveva una settimana di vita”, ha detto Fiona ad Aleteia. “Ho quindi deciso di portarla a casa mia a La Faute-sur-Mer per evitare che morisse lontana dalla sua famiglia, perché la casa di riposo in cui si trovava era nella regione di Parigi”.

La nonna ha avuto un carcinoma al cervello, prendeva molti farmaci e aveva difficoltà a muoversi da sola. Un’infermiera si prendeva ogni giorno cura di lei, ma Fiona ha imparato tutte le cure necessarie, nonostante il suo rapporto piuttosto complicato con la nonna. “Lei è nata in Italia nel 1917. È arrivata a Parigi a 35 anni. Era sedentaria, mentre io viaggio da quando avevo 15 anni”, dice Fiona. Quello che Dominique non riusciva a capire, però, era il fatto che sua nipote fosse ancora single.

Prima destinazione: Lourdes

Sono trascorsi sei mesi, e Dominique ha confutato tutte le previsioni dei medici. Stava sempre meglio! Fiona allora ha avuto un’idea: farle fare un viaggio, soprattutto perché Dominique aveva sempre voluto vedere la Costa Azzurra e soprattutto tornare in Italia.

Se la ragazza non ha avuto paura di portare la nonna centenaria a bordo di un camper, sua madre, Fosca, non era altrettanto entusiasta dell’idea. Alla fine, la squadra nonna/nipote ha avuto la meglio su Fosca, che ha autorizzato questo viaggio, ma a condizione di accompagnare l’avventura in macchina.

camping-car Fiona Lauriol

“Prima abbiamo fatto un test di 40 giorni per vedere se la nonna avrebbe retto”, ricorda Fiona. Il primo viaggio è avvenuto nell’ottobre 2018, e la destinazione scelta è stata Lourdes. Molto religiosa, Dominique era felice di compiere un piccolo pellegrinaggio familiare lì. Un pellegrinaggio che purtroppo è finito male, perché Dominique si è rotta il naso cadendo. Nonostante otto punti e il ritorno forzato a casa, ha chiesto subito: “Quando ripartiamo?”

Due anni di viaggio e un grande isolamento in Spagna

Dopo una breve pausa, il viaggio è ripreso. “Consultavamo sempre un medico per sapere se nonna poteva viaggiare”, dice Fiona. Questa volta, il viaggio è stato più lungo: quasi due anni.

“Occasionalmente tornavamo a casa per qualche giorno e poi partivamo di nuovo. Con la nonna non andavamo molto veloci. Facevamo 20 chilometri al giorno”, racconta Fiona. 

Fiona Lauriol

Insieme hanno percorso 15.000 chilometri. Hanno visitato l’Andalusia, dove Dominique ha spento 102 candeline in riva al mare. Hanno anche trascorso lì la Settimana Santa. Tutta la famiglia ha poi proseguito verso Santiago de Compostela. “Abbiamo iniziato il viaggio nell’agosto 2019 a Roncisvalle. Abbiamo spinto la sedia della nonna per 400 chilometri. Mamma ci seguiva con un camper, mentre io e mio padre camminavamo con la nonna”.

Era Thierry, 61 anni, padre di Fiona, che guidava il programma dei viaggi, soprattutto di quelli legati ai luoghi sacri.

Fiona Lauriol

E poi? Poi è venuto il nord del Portogallo, dove Dominique ha potuto immergere i piedi nelle sorgenti di acqua calda naturale. In Spagna, ci sono state la visita al deserto di Bardenas, al santuario di Sant’Ignazio di Loyola e la venerazione della Croce di Cristo nel monastero di San Toribio di Liebana.

La pandemia

L’8 marzo 2020, Dominique ha festeggiato i suoi 103 anni in Spagna. Qualche giorno dopo, tutto il mondo è rimasto confinato in casa. La famiglia è rimasta ferma vicino Valencia, in Spagna. “Abbiamo vissuto per due mesi in un’area di sosta per camper”, dice Fiona. Per non far preoccupare la nonna, nata durante l’epidemia di spagnola, Fiona ha deciso di non raccontarle nulla del Covid. “Le abbiamo detto che stavamo aspettando che riposasse prima di ripartire”.

Fiona-Lauriol-camping-car

A metà maggio 2020, dopo due mesi di isolamento in Spagna, sono finalmente tornati a casa. Come al solito, Dominique ha chiesto di partire di nuovo, ma il medico lo ha proibito.

Alla fine di giugno, le cose non andavano come previsto. “A 40 chilometri da casa nostra, la nonna ha iniziato a mostrare segni di debolezza. Ho dovuto portarla al pronto soccorso a Luçon”, dice Fiona. Lì, il 29 giugno 2020, Dominique è partita per il suo ultimo viaggio, a 103 anni, tre mesi e tre settimane.

“Vai, nonna, non preoccuparti, stai facendo questo viaggio da sola, un giorno verrò da te, ma puoi andare, mi hai insegnato molto, ci siamo divertite tanto. Sentirò molto la tua mancanza, ma hai il diritto di unirti a Dio per annoiarlo”, ha sussurrato Fiona all’orecchio della nonna.

Cambiare il punto di vista sulla vecchiaia

Dopo aver raccontato la sua avventura con la nonna in un libro, Fiona Lauriol è tornata a viaggiare, con i suoi genitori, e gira la Francia per “combattere l’isolamento degli anziani”. Dal nord al sud del Paese, il camper si è già fermato in molte città. Fiona organizza conferenze gratuite per “cambiare il modo di guardare alla vecchiaia”.

Ha anche creato una pagina su Facebook per far seguire alle persone il suo viaggio. “Più persone ci seguono, più credibilità avremo presso i parlamentari”, dice Fiona. A suo avviso, dobbiamo “permettere all’anziano di vivere fino alla fine, non proibirgli di vivere pienamente. Iperproteggendo i nostri anziani tendiamo a soffocarli, e così li facciamo morire più rapidamente”, osserva.

Alle famiglie, e soprattutto ai giovani, Fiona consiglia di (ri)creare un legame affettivo e tenero con gli anziani – quel legame che lei è riuscita a tessere con la nonna grazie al viaggio. “Siamo riusciti a domarci e ad amarci. Mia nonna ha anche migliorato il suo rapporto con mio padre. Dopo vari mesi di viaggio, ha finito per chiamarlo ‘l’uomo buono’”, dice Fiona, aggiungendo: “Grazie al viaggio, ho anche ritrovato mia madre. Ha perfino iniziato a chiamarmi con i soprannomi che mi dava quando ero piccola”.

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