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RASSEGNA STAMPA / Controversia su un libro donato al Papa da Macron

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prezydent Francji Emmanuel Macron ogląda książkę, którą przywiózł jako prezent dla papieża

VATICAN MEDIA / ipa-agency.net/Press Association/East News

i.Media per Aleteia - pubblicato il 26/10/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Mercoledì, 26 ottobre 2022

1. Il libro donato da Emmanuel Macron al Papa suscita controversie in Polonia

2. Il vero lavoro della Chiesa: rompere la bolla virtuale

3. Il cardinale Parolin prega per la pace in Armenia

4. L’arcivescovo Gallagher in Algeria dopo la chiusura della Caritas

5. Vescovo brasiliano attaccato dai sostenitori di Bolsonaro

1Il libro donato da Emmanuel Macron al Papa suscita controversie in Polonia

Durante la sua visita in Vaticano lunedì 24 ottobre, il Presidente francese Emmanuel Macron ha donato a Papa Francesco un libro della fine del XVIII secolo, la prima edizione in lingua francese di “Progetto di pace perpetua”, un’importante opera pubblicata nel 1796 dal filosofo Immanuel Kant. Questa scelta ha suscitato forti reazioni in Polonia, con gli osservatori che si sono chiesti se questo oggetto da collezione sia finito in Francia dopo il saccheggio nazista durante la seconda guerra mondiale. Sulla prima pagina del testo, infatti, c’è un timbro della biblioteca polacca a Leopoli, città attualmente situata nell’Ucraina occidentale, ma che una volta faceva parte del territorio polacco, con il nome di Lwów. La città era allora uno dei centri più importanti per il mondo accademico polacco, e aveva una sala di lettura accademica che ha operato dal 1867 al 1939 all’interno dell’Università Jan Kazimierz. Non è chiaro come il libro della biblioteca polacca sia finito in Francia. Ciò che è noto, tuttavia, è che prima che Macron lo desse al Papa, è stato acquistato per 2500 € dalla libreria parigina Hatchuel. Due ipotesi principali sono emerse nel dibattito che ha animato gli utenti di Internet. La prima sostiene che il testo sia arrivato in Francia prima della II Guerra Mondiale, perché Hatchuel assicura che l’edizione è giunta nel Paese verso il 1900. La seconda ipotesi prevede che il libro sia stato saccheggiato durante la guerra dai Tedeschi, che hanno occupato Leopoli dal 1941 al 1944. Solo all’Università Jan Kazimierz, gli occupanti hanno portato via quasi 95.000 volumi, inclusi incunaboli e manoscritti di valore inestimabile. “I Tedeschi hanno saccheggiato in modo massiccio le biblioteche e gli archivi polacchi, che restano la fonte più probabile”, ha commentato Sławomir Dębski, presidente dell’Istituto Polacco per gli Affari Internazionali. La controversia, che ha fatto scalpore in Polonia, emerge in un contesto di profonda preoccupazione nel Paese per la convergenza tra Emmanuel Macron e Papa Francesco, entrambi favorevoli a portare avanti un dialogo con la Russia e Vladimir Putin. Varsavia preferirebbe che l’Europa assumesse un pieno sostegno all’Ucraina, perché la resistenza ucraina può essere vista come un baluardo contro il rischio di un’aggressione russa di altri Paesi dell’Europa centrale e orientale.

Wprost, polacco.

2Il vero lavoro della Chiesa: rompere la bolla virtuale

In un articolo d’opinione pubblicato su First Things, Seth Hedman, falegname e pastore della Garwin Methodist Church negli Stati Uniti, esorta le Chiese a tornare a vedere il loro operato come “fondamentalmente pratico” e “di persona”, dopo la pandemia. Hedman spiega che quando è iniziata la pandemia di Covid-19, è emersa una chiara differenza tra i colletti bianchi e gli operai, con i primi che sono riusciti a passare al lavoro a distanza più facilmente degli altri. In questo periodo, afferma, anche il lavoro della Chiesa “è rientrato facilmente nella categoria del lavoro a distanza, da colletti bianchi”, con servizi e celebrazioni online per evitare le infezioni. Ora, però, Hedman chiede un ritorno a un ministero in presenza. “Quando incontriamo Dio attraverso queste pratiche e liturgie incarnate, siamo a nostra volta modellati per vedere Cristo, la Chiesa e noi stessi nella verità della nostra incarnazione. Senza queste pratiche, siamo plasmati da uno gnosticismo digitale e consumistico che svaluta l’esistenza incarnata donataci da Dio”, spiega. Hedman delinea poi tre suggerimenti pratici: rendere l’opera di Dio una “responsabilità primaria quotidiana, attraverso la preghiera pubblica e la lettura della Scrittura”, superare la “bolla del ministero” riconoscendo le esperienze lavorative degli operai e l’importanza del lavoro manuale e chiedere a tutti i cristiani di “riscoprire il culto sacramentale”. Il pastore spera che, mettendo in pratica questi suggerimenti, “il punto focale dell’attività della chiesa per tutta la settimana si sposterà dalla tipografia all’altare. Potrebbe significare che i pastori trascorreranno meno tempo al computer portatile e più tempo a intercedere, disciplinare ed evangelizzare”. “Per i cristiani, pregare insieme faccia a faccia è essenziale quanto respirare”, aggiunge, sperando “di creare una Chiesa che possa essere un porto sicuro di realtà per la prossima generazione di rifugiati digitali”.

First Things, inglese.

3Il cardinale Parolin prega per la pace in Armenia

Il Segretario di Stato vaticano ha presieduto una Messa per la pace in Armenia il 25 ottobre nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, alla presenza del Ministro degli Esteri armeno. L’Armenia è attualmente in conflitto con il vicino Azerbaigian, ma la Santa Sede mantiene discrezione al riguardo.

Armradio, inglese.

4L’arcivescovo Gallagher in Algeria dopo la chiusura della Caritas

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, sta visitando l’Algeria dal 25 al 26 ottobre. La visita ha luogo in un contesto delicato per la Chiesa locale, costretta di recente a chiudere il suo ramo della Caritas per un conflitto con l’amministrazione algerina.

Mondo e Missione, italiano.

5Vescovo brasiliano attaccato dai sostenitori di Bolsonaro

Il vescovo Aldemiro Sena dos Santos, di Guarabira, nel nord del Brasile, è stato attaccato verbalmente e minacciato nella sagrestia della sua chiesa dai sostenitori del Presidente Jair Bolsonaro, che domenica 30 ottobre affronterà l’ex Presidente Lula nella seconda tornata delle elezioni presidenziali. “Qualsiasi tentativo di mettere a tacere la predicazione del Vangelo costituisce una violazione della libertà religiosa, diritto costituzionalmente garantit”, ha affermato la diocesi di Guarabira in una dichiarazione.

SIR, italiano.

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