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“Immischiati”: cominciare dall’uomo nella sua interezza, la relazione

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Photo by Marina Vitale on Unsplash

Lucandrea Massaro - pubblicato il 26/10/22

Il progetto di formazione e divulgazione della Dottrina Sociale della Chiesa (Dsc) promossa da OL3 e Fondazione Natalità e animato da Gigi De Palo si confronta col tema più importante: la persona.

Il corso promosso dall’associazione OL3, dalla Fondazione Natalità, finanziato dalla Fondazione Cattolica Assicurazioni e animato da Gigi De Palo entra nel vivo della Dottrina Sociale della Chiesa (Dsc) con brevi e agili webinar portati avanti da esperti di etica, giuristi, attivisti e altro ancora. Oggi esploriamo il primo “capitolo”: la persona, soggetto e oggetto della Dsc, e culmine del progetto di Dio.

Un webinar, anzi quattro

Se avessimo una sola domanda a disposizione per il politico che vogliamo votare cosa chiederemmo? Qual è la domanda fondamentale per comprendere la politica? La domanda è “cosa è per te un essere umano?” A partire da questa domanda – enorme anche per lo sviluppo della storia del pensiero politico e filosofico – ci si deve muovere per valutare.

Attraverso queste domande niente affatto banali scorrono così i primi due (anzi il secondo e il terzo) dei webinar proposti da Immischiati. Il primo è una lettura della definizione di persona estratta dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Ad accompagnarci sono nell’ordine l’attrice Beatrice Fazi, il filosofo Simone Budini e il giurista Matteo Fortelli. Chiude e tira le somme Gigi De Palo, presidente del Forum Famiglie e animatore di questo stesso progetto.

Chi è l’Uomo?

Individuo monade solitaria o cellula funzionale di una società? Per la Chiesa la risposta è: persona. Un individuo in relazione con Dio e il prossimo, parte di un tutto, ma non esclusivamente riducibile ad esso, autonomo ma non autosufficiente. Visioni parziali e incomplete e dunque contrapposte sono quelle con cui maggiormente ci ritroviamo a dover fare i conti: l’uomo come parte di una società da inquadrare in leggi, regole e tradizioni o l’uomo come mero individuo funzionale ai bisogni miei e del mercato ma privo di un suo valore intrinseco. Vi suonano familiari? Societari e libertari si azzannano da secoli su queste differenze, ma sono le uniche idee di uomo che abbiamo a disposizione? L’attribuzione dell’umanità o ce la diamo da soli o ce la dà la società, dicono. Due visioni che in realtà collimano perché non riconoscono alla persona una dignità in quanto tale. Cosa resta allora?

Ma l’androide Roy Batty di Blade Runner (1982) è, alla fin fine, un essere umano?

La risposta è che è solo la Dottrina Sociale della Chiesa a riconoscere all’uomo una dignità inviolabile e irriducibile, che non pesa la persona in base al suo successo (libertari) o alla sua funzionalità sociale (societari), non prevede eccezioni o possibilità per cui una persona possa perdere valore in quanto tale, perché il valore è intrinseco stesso alla persona, dal barbone al professionista, dal bambino all’anziano, dallo straniero all’autoctono.

Ma perché l’Uomo è così prezioso?

Perché la Chiesa si ostina così tanto ad affermare che l’essere umano è prezioso? Perché come diceva San Giovanni Paolo II, “tu vali il Sangue di Cristo“. E tanto basta. Gesù si è dato per tutti e per ciascuno, la vita di ciascuno vale addirittura il sacrificio del Figlio di Dio. Ma concretamente cosa vuol dire? Che ognuno di noi vale e dunque apparteniamo tutti alla stessa famiglia umana legata dalla fratellanza, e questo vuol dire – politicamente – che siamo tutti sulla stessa barca. Tutelare gli ultimi (i bambini, i poveri, i migranti, i disabili, gli anziani) vuol dire tutelare tutti. Se la dignità riguarda tutti, tutti vanno salvati e tutelati. Solo la Chiesa – con coerenza – tiene tutti insieme. Solo a partire da questa presa di coscienza ha senso parlare di Bene comune, solidarietà, sussidiarietà e partecipazione.

Tags:
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