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Gli scienziati analizzano la storia delle inondazioni antiche

Noah's ark

Simon de Myle | Public Domain

Daniel R. Esparza - pubblicato il 25/10/22

Un documento pubblicato di recente suggerisce che le narrazioni antiche su inondazioni catastrofiche si riferiscano a fatti reali

Il geografo Patrick Nunn e la storica Margaret Cook, dellaUniversity of the Sunshine Coast(Australia), hanno proposto in un documento recente che le leggende indigene del Nord Europa e dell’Australia che descrivono inondazioni catastrofiche si riferiscano a fatti realmente avvenuti agli albori della storia umana.

Gli esperti di storia orale definiscono spesso queste storie come “leggende della terra”, “mitologia del paesaggio” o più semplicemente geomiti.

L’articolo di Chris Baraniuk su The Atlantic spiega come i geomiti presentino e preservino la memoria di questi eventi storici, offrendo al contempo uno sguardo alla vita di chi vi ha assistito. Baraniuk cita Tim Burbery, esperto di geomiti della Marshall University (West Virginia, Stati Uniti), che spiega come “siano storie basate su traumi, su catastrofi”.

Nel loro documento, Nunn e Cook hanno raccolto e analizzato 32 gruppi diversi di storie di comunità indigene della costa australiana che sembrano riferirsi a cambiamenti geologici sui litorali.

La loro ricerca spiega che “molte di queste storie ricordano tempi, spesso millenni fa, in cui il livello del mare all’indomani dell’ultima glaciazione (ultima era glaciale) stava aumentando e trasformando i paesaggi costieri e gli usi umani proprio nei modi descritti da queste storie”, e sostengono che “la possibilità che possano essere nate da testimonianze oculari di questi processi di trasformazione, finora ritenuti comprensibili solo con ricostruzioni scientifiche (paleoambientali), dovrebbe incoraggiare indagini più sistematiche di questi racconti da parte degli scienziati”.

Gli esperti aggiungono che la “la scienza ha tradizionalmente sottovalutato la capacità delle culture orali (pre-alfabetizzate) di acquisire, codificare e sostenere le proprie osservazioni di eventi memorabili con un alto grado di fedeltà di replica”.

L’articolo di Baraniuk cita anche Jo Brendryen, paleoclimatologo dell’Università di Bergen (Norvegia) che ha studiato gli effetti della deglaciazione in Europa dopo l’ultima glaciazione, e sostiene che “l’idea che le storie orali tradizionali conservino testimonianze reali dell’innalzamento del livello del mare è perfettamente plausibile […] Durante l’ultima glaciazione”, dice, “l’improvviso scioglimento delle calotte polari ha provocato eventi catastrofici […] che hanno causato un improvviso ed estremo innalzamento del livello del mare. Lungo alcune coste europee, l’oceano potrebbe essere salito fino a 10 metri in appena 200 anni. A un ritmo simile, la gente avrebbe potuto notarlo nell’arco di poche generazioni”.

“Queste storie sono aneddoti, ma un numero sufficiente di aneddoti porta a dati”, ha detto Brendryen a Baraniuk. “Raccogliendo sistematicamente questi tipi di ricordi e di storie, penso che si possa imparare qualcosa”.

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