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“Gesù la vide e la chiamò a sé”: la fede inizia con l’amore di Dio per noi

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 23/10/22

Prima di ogni nostro sforzo, prima della nostra ricerca di Dio c'è il Suo muoversi, venirci a cercare, guardarci e chiamarci a Sé.

Vangelo di Lunedì 24 Ottobre

Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C’era là una donna
che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva
drizzarsi in nessun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera
dalla tua infermità», e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di
sabato, rivolgendosi alla folla disse: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli
dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato». Il Signore replicò: «Ipocriti, non
scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad
abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non
doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?».  Quando egli diceva
queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

(Luca 13,10-17)

Il racconto del Vangelo di oggi è costruito sulla sofferenza di una povera donna che da
diciotto anni è in ostaggio di un male che le impedisce di vivere una vita normale. Nel
dolore di questa donna possiamo leggere tutte quelle vicende che riguardano la nostra
vita e che ci fanno vivere ripiegati su noi stessi.

Delle volte è talmente tanto complicato accorgersi come certe vicende ci hanno chiusi che non riusciamo nemmeno a chiedere aiuto, a pregare o a desiderare un vero cambiamento. Infatti la cosa che colpisce è che non è questa donna a cercare o a vedere Gesù, ma è Gesù a vedere e a prendere iniziativa nei confronti di questa donna:

Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità», e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

Sembra che il Vangelo di oggi voglia rassicurarci del fatto che la fede non è solo l’esperienza di cercare e trovare Dio, ma è anche la certezza che siamo cercati e amati da Lui prima ancora che noi ce ne accorgiamo o abbiamo la forza di fare delle scelte.

Infatti il fondamento della fede non risiede in una nostra capacità, ma nella capacità liberante che ha Cristo nei confronti della gente che incontra. E questa capacità è talmente chiara in Lui che, anche quando viene contestato a causa proprio della compassione esercitata nei confronti di questa donna durante il riposo del sabato, Egli la difende con tutte le Sue forze:

“Il Signore replicò:

«Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?»”.

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