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RASSEGNA STAMPA / Perché il Concilio Vaticano II è stato necessario

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VATICAN II

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I lavori del concilio Vaticano II: fu teatro di un primo dibattito acceso sulla contraccezione.

i.Media per Aleteia - pubblicato il 21/10/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Venerdì, 21 ottobre 2022

1. Perché il Concilio Vaticano II è stato necessario

2. “Non mi aspettavo un regalo così grande”, ha affermato la cugina di Papa Francesco, a cui lui farà visita per il suo 90° compleanno

3. Le diocesi in Germania non si sono ancora riprese dalla pandemia

4. La Santa Sede non “si oppone” all’energia nucelare per usi civili

5. Dialogo e riconciliazione non sono un’opzione, afferma il Patriarca Bartolomeo

1Perché il Concilio Vaticano II è stato necessario

L’autore cattolico statunitense George Weigel spiega perché il Concilio Vaticano II è stato necessario, una questione sollevata spesso oggi dai giovani cattolici che “immaginano che tutto nel cattolicesimo fosse perfetto fino a quando Giovanni XXIII ha commesso l’errore fatale di convocare un concilio ecumenico”. “In quest’atmosfera soffocante di imbecillità indecorosa e arrogante, forse un grido – caotico ma cristiano – farebbe del bene”, affermò monsignor Giuseppe De Luca, chierico del Sant’Uffizio, nel 1953. Il teologo svizzero Hans Urs von Balthasar era preoccupato per il fatto che la tradizione cattolica fosse “scivolata fuori dal centro vivente di santità [della Chiesa]”. Negli anni successivi al Concilio, Joseph Ratzinger ha individuato altre ragioni per cui il Concilio Vaticano II era necessario. A suo avviso, il “Concilio ha reinserito nella Chiesa nel suo insieme una dottrina di primato [papale] che era pericolosamente isolata; ha integrato nell’unico mysterium del Corpo di Cristo una concezione troppo isolata della gerarchia; ha restituito all’unità ordinata della fede una mariologia isolata; ha dato alla parola biblica tutto ciò che le era dovuto; ha reso la liturgia ancora più accessibile, e ha compiuto un passo coraggioso verso l’unità di tutti i cristiani”. Allo stesso modo, il rifiuto del trionfalismo cattolico da parte del Concilio è stato positivo e necessario per la sua missione: “È stato necessario e un bene per il Concilio porre fine alle false forme della glorificazione di sé da parte della Chiesa sulla terra, sopprimendo la sua tendenza compulsiva a difendere la sua storia passata, ad eliminare la sua falsa giustificazione di sé”, ha spiegato il futuro Papa Benedetto XVI. “È ora”, affermava, “di risvegliare la nostra gioia nella realtà di una comunità ininterrotta di fede in Gesù Cristo. Dobbiamo riscoprire quella scia luminosa che è la storia dei santi e del bello – una storia in cui la gioia del Vangelo è stata espressa in modo inconfutabile nel corso dei secoli”. La proclamazione e l’apologetica della Chiesa davanti al Concilio erano logicamente molto forti, spiega George Weigel. Un mondo che era diventato irreligioso, tuttavia, non era, in generale, destinato ad essere convertito da dimostrazioni logiche, e doveva essere convertito dalla santità e da una Chiesa che offriva più bellezza di quanto il mondo potesse creare, conclude l’autore americano.

First Things, inglese.

2“Non mi aspettavo un regalo così grande”, ha affermato la cugina di Papa Francesco, a cui lui farà visita per il suo 90° compleanno

Carla Rabezzana, che vive nel paese di Portacomaro, in provincia di Asti, non si aspettava di festeggiare il suo 90º compleanno il 19 novembre con suo cugino Papa Francesco. “Non mi aspettavo un regalo così grande”, ha confessato all’edizione piemontese del Corriere della Sera. La signora Carla vive ancora nella terra che il padre di Jorge Mario Bergoglio lasciò per fare fortuna in Argentina, e ha da tempo un rapporto speciale con il Papa, a cui telefona una volta al mese. La notizia del suo arrivo l’ha commossa: “Gli ho risposto che mi aveva fatto venire il batticuore. E in tutta risposta mi sono sentita dire: cerca di non morire. Poi siamo scoppiati a ridere”. In passato la signora Rabezzana ha ospitato spesso il cugino a Torino quando questi è venuto in Europa per continuare i suoi studi. Oggi la sua proprietà – mezzo ettaro, una “vigna papale” – produce ancora il Grignolino, che, ha spiegato, è “tra i vini preferiti di Giorgio, insieme alla bagna cauda, un piatto che adora”. La signora è felice che il Pontefice, che lei chiama “Giorgio”, sia rimasto “una persona umile”.

Corriere della Sera, italiano.

3Le diocesi in Germania non si sono ancora riprese dalla pandemia

La frequentazione dei servizi ecclesiali in Germania è drammaticamente cambiata dopo l’apice della pandemia. Il declino, però, non è uguale ovunque.

Katholisch, tedesco.

4La Santa Sede “non si oppone” all’energia nucleare per usi civili

Michael Czerny, responsabile del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale e sostenitore del forte orientamento ecologico sottolineato nell’enciclica Laudato si’, assicura in un’intervista che la Santa Sede ha sempre considerato l’uso civile dell’energia nucleare senza pregiudizi o schemi ideologici.

Il Gazzettino, italiano.

5Dialogo e riconciliazione non sono un’opzione, afferma il Patriarca Bartolomeo

In un’intervista, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I parla della guerra in Ucraina, della Chiesa Ortodossa Russa e della ricerca dell’unità cristiana.

The Pillar, inglese.

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