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La preghiera di meditazione è uno yoga cristiano?

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Breslavtsev Oleg | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 21/10/22

5 differenze per non confonderli

di Verónica Tito

È molto comune vedere persone che praticano lo yoga perché è di moda, per cercare di scollegarsi dal mondo, riuscire a rilassarsi o altri motivi. Molti pensano che sia solo una pratica che utilizza posture fisiche, esercizi di respirazione e meditazione.

Se lo yoga fosse solo esercizio sarebbe positivo, perché “mens sana in corpore sano”. Lo yoga, però, è una disciplina spirituale che deriva dall’induismo, una religione politeista.

Il teologo Joel S. Peters segnala che “è un errore credere che practicando lo yoga si ottengano solo benefici corporei, senza essere influenzati dalla sua base spirituale”.

Le differenze tra lo yoga e la preghiera di meditazione sono molte. Ne menzionerò solo alcune, per scoprire come meditare in chiave cristiana.

1. L’esistenza di Dio

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Come meditare nello yoga? Lo yoga non ammette l’esistenza di un unico Dio creatore di tutto, affermando invece che tutto ciò che esiste è divino per natura. Per questo, anche noi siamo dèi.

E come meditare nella preghiera? Nella preghiera teniamo presente che siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, ma che non siamo Dio. Solo Lui è il creatore.

2. La figura di Gesù

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Nello yoga, Gesù è un maestro spirituale tra gli altri, visto che ci sono i propri dèi (Brahma, Vishnù, Shiva…).

La nostra preghiera, invece, si concentra su Gesù Cristo, che riconosciamo come nostro Signore e Salvatore, Vero Dio e Vero Uomo, seconda Persona della Santissima Trinità.

3. Il senso della sofferenza

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Nella pratica dello yoga si cerca di eliminare la sofferenza. Nella preghiera chiediamo al Signore che si compia la Sua volontà. Sappiamo che è il meglio per noi, e chiediamo che ci dia la forza necessaria per accettare la sofferenza come parte della vita del cristiano.

Gesù nelle Sacre Scritture ci dice: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 16, 24). Dice anche: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 11, 28).

Noi seguiamo Gesù, come miglior esempio di sofferenza. Per la nostra salvezza ha dato la vita sulla croce, per poi risuscitare glorioso.

4. La finalità

Yoga : 6 types de cours pour toutes
yoga/ unsplash

Qual è l’obiettivo, la finalità dello yoga? Raggiungere l’illuminazione. Come segnala un guru spagnolo sul suo blog,

“All’illuminazione spirituale si accede, allora, quando si domina completamente la kundalini. Si può giungere a questo stato per varie vie, ma farlo implica il dominio completo della mente, delle emozioni, del corpo e dell’energia spirituale”.

Il Kundalini è un’energia spirituale che attiva i chakra (centri energetici del corpo) dalla colonna vertebrale.

La preghiera è aiuto nelle avversità e forza nella debolezza e nei momenti di tentazione. La preghiera è la respirazione dell’anima e della vita, sostiene Benedetto XVI. Come diceva Santa Teresa di Gesù, “La preghiera è il cammino reale verso il cielo, e un cammino sicuro”.

5. La preghiera non è “svuotare la mente”

MEDYTACJA

Nello yoga si cerca l’unione con se stessi. Il termine “yoga” deriva dalla radice sanscrita yuj, che significa “unione”, il che implica il fatto di “svuotare la mente”, di “metterla in bianco”, concentrarsi su se stessi per trovare la pace interiore, senza tener presente Dio.

La preghiera, invece, è sempre un dono, un regalo di Dio che ci viene incontro, e non è raggiungere un “vuoto mentale”. È unirsi a Dio attraverso il silenzio e anche il dialogo, stare con Colui che ci conosce, che ci ama, e questa relazione ci porta ad amare gli altri.

Si può essere cattolici e praticare lo yoga?

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Molti pensano che si possa essere cattolici e praticare lo yoga senza che influenzi la nostra fede, ma padre James Manjackal, sacerdote indiano che conosce le correnti spirituali che nascono in Oriente, segnala che in base ai casi di cui si è occupato, “tra l’80% e il 90% dei partecipanti che hanno praticato lo Yoga, il Reiki e altre pratiche religiose orientali ha perso la fede in Gesù Cristo e nella Chiesa”.

Il sacerdote canadese Ghislain Roy, autore di libri sulla liberazione e la guarigione, afferma che “spesso le persone che praticano lo yoga smettono di sentire il calore dell’amore di Dio o si allontanano dai sacramenti, abbandonano le loro pratiche religiose… si potrebbe dire che si crei un vuoto. Si passa a vivere in una lotta tra la fede e la pratica orientale”.

“Bisogna rinunciare alla pratica dello yoga per recuperare quella pace che Dio ci dona vivendo i sacramenti”, dice.

Come meditare “in modo cristiano”?

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Dio è disponibile 24 ore al giorno perché possiamo parlare con Lui delle nostre preoccupazioni, gioie e tristezze. Possiamo anche pregare in silenzio per poter ascoltare e far sì che sia Lui a parlarci.

Come dice Papa Francesco, solo lo Spirito Santo può dare la pace che si cerca attraverso la meditazione.

Se non si sa come pregare, in molte parrocchie esistono i laboratori di preghiera e vita di Padre Ignacio Larrañaga, un grande strumento per imparare a pregare e rafforzarci nella preghiera.

Abbiamo le Sacre Scritture, la recita del Santo Rosario, la Santa Messa, il sacramento della Confessione, l’Eucaristia, l’esposizione del Santissimo, l’Ora Santa.

Cosa c’è di meglio che vedere Gesù esposto nel Santissimo Sacramento dell’altare? A livello personale, il mio essere si riempie di pace e di un amore molto grande contemplandolo. Che enorme privilegio poterci nutrire del Pane di Vita Eterna!

E se siete voi a praticare lo yoga, riservate il tempo che gli dedicate alla preghiera. Vi assicuro che otterrete benefici maggiori.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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