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RASSEGNA STAMPA / I vescovi spagnoli rispondono alla “legge trans”  

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First trans solidarity rally and march, Washington, DC USA

Ted Eytan CC

First trans solidarity rally and march, Washington, DC USA

i.Media per Aleteia - pubblicato il 11/10/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Martedì, 11 ottobre 2022

1. I vescovi spagnoli offrono 10 risposte sulla “legge trans”

2. In Ucraina, il nunzio si “arma” della preghiera

3. I rifugiati non sono la “nuova normalità”, dice la Santa Sede all’ONU

4. La rivoluzione economica nelle mani dei giovani

5. Papa Francesco riceve il Primo Ministro del Montenegro

1I vescovi spagnoli offrono 10 risposte sulla “legge trans”

La Sottocommissione per la Famiglia e la Difesa della Vita della Conferenza Episcopale Spagnola ha pubblicato una nota lunedì, delineando 10 risposte alla “legge trans” attualmente in discussione al Congresso in Spagna. Il disegno di legge, ufficialmente chiamato “per l’Uguaglianza Reale ed Effettiva delle Persone Trans e per la Garanzia dei Diritti LGTBI”, garantirebbe alcune protezioni e libertà per i membri della comunità LGBT, come il fatto di poter cambiare sesso senza fornire rapporti medici o iniziare trattamenti ormonali, a partire dai 16 anni. Per chi ha tra i 12 e i 14 anni sarà necessaria l’approvazione di un giudice, per chi ne ha tra 14 e 16 sarà richiesto il permesso del tutore legale. La nota dei vescovi, intitolata “A favore della dignità e dell’uguaglianza di ogni vita umana”, esprime preoccupazione per la legge, “dal momento che mette radicalmente in discussione l’identità sessuale delle persone in tutti gli ambiti della vita personale, familiare e sociale, stabilendo arbitrariamente e imponendo un’unica concezione antropologica”. Il primo e il secondo punto della nota sottolineano le conseguenze negative “prodotte dalla cosiddetta teoria queer o teoria del genere”, e offrono “una mano per far luce” su questa “legislazione ideologica”, che ritengono imposta dalle autorità. Il terzo, quarto e quinto punto della nota mettono in guardia sulla “depatologizzazione della transessualità”, che porta il personale sanitario a dover “obbedire ai desideri dei pazienti”, sulla base di criteri soggettivi, senza poter “determinare il trattamento più consigliabile”. Questi punti sottolineano anche che molti adolescenti chiedono di cambiare sesso “senza presentare una vera disforia di genere”. Il punto 6 sottolinea che “non si può dire che la riassegnazione sessuale ormonale e chirurgica risolva i problemi associati ai disturbi della disforia”. Il settimo e l’ottavo punto spiegano che la comunità cristiana e i suoi pastori dovrebbero sempre accogliere i fedeli affetti dalla disforia di genere in quanto “figli amati del Padre” che “hanno il diritto di essere rispettati” e di ricevere cure mediche adeguate” nel pieno rispetto della verità e della dignità umana”. Il punto 9 denuncia con forza i “trattamenti prematuri e irreversibili”, soprattutto sui minori, il punto 10 sottolinea che “la libertà di coscienza e di scienza deve essere rispettata per tutti i professionisti”.

Alfa y Omega, spagnolo.

2In Ucraina, il nunzio si “arma” della preghiera

“La mia lettura personale è che l’’arma’ principale è proprio la preghiera”. Dopo sette mesi e mezzo di guerra in Ucraina, il Nunzio Apostolico a Kiev testimonia la situazione terribile che vive la popolazione ucraina. Anche se dice di essere ormai psicologicamente abituato alla guerra, il vescovo Visvaldas Kulbokas riconosce che i recenti bombardamenti russi continuano a provocare sofferenza. “Con ogni missile, con ogni bomba muoiono persone”, deplora il diplomatico della Santa Sede, che è rimasto nel Paese fin dall’inizio del conflitto, mentre altri ambasciatori se ne sono andati. Il Nunzio sottolinea che questo mese di ottobre “è un’esperienza spirituale che ci fa convertire, ci fa stare sempre più uniti a Dio”. Come gli hanno detto le madri e le mogli dei defunti o degli ostaggi, alcune piangono per i loro cari, altre non sanno dove siano figli o mariti. Sanno che ogni secondo potrebbe essere l’ultimo per le persone che amano…

In questa intervista a Vatican News, il Nunzio parla anche delle azioni intraprese sul campo dalla Chiesa, che partecipa al sistema di protezione dei civili negli scantinati. “Anche le parrocchie diventano punti di informazione”, spiega il vescovo Kulbokas, che ricorda l’appello di Papa Francesco per una “pace giusta”, “quella pace che non ha soltanto l’apparenza ma che è una vera pace”. Senza nominare la Russia, il Nunzio ha affermato: “Vogliamo una vera pace, un vero cambiamento dei cuori, soprattutto di chi ha incominciato la guerra”.

Vatican News, italiano.

3I rifugiati non sono la “nuova normalità”, dice la Santa Sede all’ONU

In un intervento all’UNHCR a Ginevra, il sottosegretario per il Settore multilaterale della Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Segreteria di Stato chiede un progetto di pace globale. 

Vatican News, italiano. 

4La rivoluzione economica nelle mani dei giovani

Uno sguardo all’incontro di Assisi con Papa Francesco e un migliaio di giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo.

Il Corriere della Sera, italiano.

5Papa Francesco riceve il Primo Ministro del Montenegro

Un’udienza di circa 25 minuti si è concentrata sulle relazioni tra il Montenegro e la Santa Sede e sulla situazione nei Balcani.

ACI Stampa, italiano.

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