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Il giro della Spagna in 142 monasteri

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Jesús García de las Heras

Matilde Latorre - pubblicato il 09/10/22

Jesús García de las Heras ha realizzato il sogno della sua vita, raccogliendo in un libro la storia di 142 monasteri spagnoli. In questa intervista ci invita a intraprendere con lui un viaggio che non può lasciare indifferente nessuno

Jesús García de las Heras è nato a 500 metri dal convento delle Clarisse di Chinchón, località della Comunità di Madrid. Quando da bambino giocava a calcio accanto alla porta di questa comunità religiosa si chiedeva: “Che ci sarà dietro quelle mura?”

Dopo essere andato in pensione ha realizzato un sogno: pubblicare il libro Visitas monásticas, un viaje apasionante por los monasterios de nuestro país (edizioni Avant), in cui raccoglie la storia di 142 monasteri spagnoli.

In questo viaggio, l’autore guida il lettore nelle origini e nella storia dei principali monasteri che hanno caratterizzato la fede e la cultura della storia della Spagna, indicando per ciascuno i fondatori, le opere d’arte presenti o quali personaggi storici hanno visitato le strutture o vi sono sepolti. 

Un racconto scritto grazie ai lunghi viaggi che Jesús García de las Heras ha compiuto in ciascuno di loro e alle lunghe e interessanti conversazioni che ha avuto con le badesse, priore e suore che vi abitano oggi.

Raccontaci chi è Jesús García de las Heras.

Sono un cittadino spagnolo, nato nel 1954 in uno dei paesi più belli della Comunità di Madrid, Chinchón. Sono cresciuto accanto al monastero delle Clarisse, per questo è un monastero molto particolare per me. Risale al XVI-XVII secolo. Da bambino giocavo con gli amici alla porta del monastero e avevo un’inquietudine: sapere cosa facevano, a cosa si dedicavano, come vivevano dietro quelle mura le persone che stavano dentro, le suore. All’epoca, in quel monastero lavoravano dei miei parenti.

Jesús García de las Heras
Jesús García de las Heras in una delle sue visite.

Mio nonno è stato il capomastro in vari restauri.

Jesús, è arrivato il pensionamento. Cosa provi? Hai degli hobby? Qual era il tuo progetto?

È stata l’occasione per realizzare un sogno. Qualche mese prima del pensionamento ho pensato: “Cosa farò quando andrò in pensione? Inizierò a visitare monasteri”. Mentre li visitavo, ne scrivevo la storia e la mostrava ai loro responsabili per verificare i dati.

Volevo anche realizzare un reportage fotografico dove le suore e i monaci me lo permettevano: in tutto sono uscite più di seicento foto. Ne ho pubblicate 417 dei 142 monasteri descritti nel libro.

Quanto tempo hai impiegato per mettere su questa “enciclopedia” di monasteri?

Ho lavorato sul tema del libro per quattro anni e mezzo: quasi tre visitando i monasteri e scrivendone la storia, e poi una casa editrice, Avant, ha creduto nel mio progetto alla fine dello scorso anno.

Il libro è uscito a metà giugno dopo che avevo visitato più di 160 monasteri. Una visita dopo l’altra. Alla fine dovevo smettere, perché il libro era già immenso. Sta avendo un buon successo. Si trova su vari siti, come Amazon, sulla web della libreria de El Corte Inglés, ne La Casa del Libro e in oltre 200 librerie di tutta la Spagna.

Jesús García de las Heras

Cosa possiamo trovare nel tuo libro?

Fondatori, date, stili architettonici, ogni tipo di arte sacra, se qualche persona interessante è sepolta nel monastero, se c’è il corpo incorrotto di qualche religiosa, come nel caso della beata Maria di Gesù, il cui corpo si trova nella Chiesa delle Madri Carmelitane di Toledo. 

La Spagna è una “potenza” nell’arte sacra e nella vita religiosa?

Nonostante confische, guerre e guerre civili, in questi luoghi abbiamo opere di arte sacra importanti e curate. È la cosa più importante del mondo.

Ci sono circa 750 monasteri in cui vivono ancora degli ordini religiosi, ma molti stanno chiudendo per mancanza di vocazioni. Dall’inizio del XXI secolo più di 200 monasteri hanno chiuso in Spagna, principalmente per mancanza di vocazioni.

Come raccontava alle priore e ai priori che stava scrivendo un libro su monasteri, conventi e abbazie?

Molto semplicemente, li chiamavo al telefono spiegando il mio progetto d’amore per questi luoghi e per tutti i religiosi/e, stabilivo una data per effettuare una visita per spiegare loro il progetto e lo capivano perfettamente.

La mia idea era di recarmi sul posto per confrontare i dati e in alcuni casi correggerli. Oggi ci sono persone che per ignoranza non sanno cosa fanno i religiosi/e nei monasteri. Vivono del loro lavoro.

Vivono della vendita di una grande varietà di prodotti diversi, e a volte anche di piccole pensioni. Ci sono poi le foresterie, magnifiche in alcuni monasteri, come quello delle Domenicane di Casalarreina, a La Rioja, o quello dei Domenicani di Caleruega, a Burgos.

Cosa ne pensano i protagonisti del libro?

Lo hanno apprezzato, sono molto contenti del libro, come lo sono io. Sono in contatto ogni giorno con le suore. Resta ancora qualche viaggio da fare in vari monasteri, perché mi hanno chiesto dei libri, come nel caso delle Clarisse di Carrión de los Condes e di altri conventi. 

Jesús porterà avanti questo tema nella testa e nel corpo, ma soprattutto nel cuore. Migliaia di uomini e donne silenziosi che pregano per il mondo… Non si fermerà finché non farà conoscere i gioielli dei monasteri spagnoli, e, se mi è permessa una licenza l’autore, direi che i veri gioielli sono quelli che vivono lì dentro, le persone che hanno lasciato il mondo per pregare Dio per tutti noi, ogni giorno.

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