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Manifestanti pro-aborto cercano di dare fuoco alla cattedrale di Bogotà

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Lucía Chamat - pubblicato il 07/10/22

Un atto di aggressività e intolleranza nella capitale colombiana

Un gruppo di donne sostenitrici dell’aborto ha cercato di dare fuoco alla cattedrale primaziale della Colombia mercoledì 28 settembre, nel contesto delle manifestazioni durante la giornata dell’azione legale per un aborto legale e sicuro. Le manifestazioni hanno avuto luogo in vari Paesi dell’America Latina.

A quanto pare, le donne hanno lanciato una bottiglia incendiaria piena di combustibile contro la porta di legno, ingresso principale del tempio, e questa avrebbe appiccato il fuoco, fortunatamente posto sotto controllo in pochi minuti. Le femministe hanno anche dipinto graffiti a favore dell’aborto sulla facciata del tempio e lanciato invettive contro la Chiesa.

Indignazione

Le critiche su mezzi di comunicazione e reti sociali non si sono fatte attendere, e cristiani e non hanno espresso la propria indignazione di fronte alla mancanza di rispetto delle convinzioni cattoliche in un Paese con libertà di culto e con una tradizione storica cattolica.

La rivistaSemana ha intitolato: “Aberrante: donne incappucciate e disadattate hanno cercato di dare alle fiamme la cattedrale primaziale di Bogotà; le immagini sono allarmanti”. Nella notizia, si dice che “un gruppo di vandale ha cercato di appiccare il fuoco all’ingresso della cattedrale primaziale di Bogotà, di fronte allo sguardo impavido di alcuni funzionari del distretto, noti come Gestori della Convivenza”.

“Si possono constatare l’aggressività e l’odio con cui, in mezzo ai fischi, i manifestanti festeggiano il fatto di aver appiccato il fuoco”.

Al rifiuto dell’atto si sono uniti politici come Andrés Forero, rappresentante alla Camera per Bogotà, del Partito Centro Democratico di destra, che ha definito il fatto come un’“inaccettabile dimostrazione di intolleranza”.

Sul suo account Twitter, il noto avvocato penalista Julián Quintana ha affermato che il tentativo di bruciare la porta del tempio è “una chiara violazione della libertà di culto e un rischio per la vita altrui”.

Anche il leader pro-vita e attore Juan Pablo Obregón ha rivolto un appello ad agire: “È ora di svegliarci e di agire insieme. Recuperiamo quello che abbiamo perduto. Prima la preghiera, ma abbiamo bisogno di agire uniti”.

Tra le reazioni di rifiuto in rete, alcuni internauti hanno detto che “questo non ha nulla a che vedere con la libertà d’espressione, è puro vandalismo”. Molti cittadini hanno chiesto di rispettare la libertà di culto, altri hanno chiesto azioni legali da parte delle autorità, visto che atti violenti di questo tipo contro i luoghi di culto sono sanzionati dal Codice Penale.

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Contro la cattedrale

Le femministe che hanno attaccato la chiesa erano nella Plaza de Bolívar di Bogotà, dove si trovano, oltre alla cattedrale, la sede del Congresso della Repubblica, il Palazzo di Giustizia (in cui funzionano i tribunali principali del Paese) e il Comune di Bogotà. Ad appena 200 metri c’è la Presidenza della Repubblica, in cui risiede il Presidente di sinistra Gustavo Petro.

Non è la prima volta che questo importante tempio, fondato nel 1807 e consacrato all’Immacolata Concezione, è oggetto di attacchi violenti. Nel marzo scorso, durante una Messa domenicale, un gruppo di manifestanti, alcuni dei quali incappucciati, ha fatto irruzione nella navata centrale per inveire contro la fede cattolica e difendere l’aborto. Vari fedeli li hanno affrontati per difendere la celebrazione eucaristica, e sono riusciti a far sì che dopo vari minuti se ne andassero.

Va precisato che la Colombia è uno dei Paesi in cui la donna può abortire fino a uno stadio avanzato della gravidanza. La situazione è stata ufficializzata dopo che nel febbraio di quest’anno la Corte Costituzionale (massimo tribunale del Paese) ha determinato che l’aborto è permesso fino alla 24ma settimana di gravidanza e senza che venga considerato un crimine.

Azioni di vario tipo e aggressioni contro chiese cattoliche o luoghi pubblici sono aumentate negli ultimi mesi in Colombia. Dopo il fallimento del tentativo di smantellare la cappella dell’aeroporto El Dorado qualche settimana fa e il suo recente restauro, qualche mese fa è stato attaccato anche il portone della chiesa di San Francisco, costruzione emblematica che risale al periodo coloniale. All’epoca, l’intervento delle autorità ha impedito che il fuoco si estendesse al resto dell’edificio.

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