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Siamo tutti in pericolo con l’IA?

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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Silvia Costantini - pubblicato il 05/10/22

Un convegno internazionale on line, aperto a tutti, risponderà a questa e a molte altre domande, con la partecipazione del direttore dell’osservatorio astronomico vaticano, fratel Guy Consolmagno

È salita di recente alle cronache la notizia che il robot umanoide Sophia, che nel 2016 ha ottenuto la cittadinanza saudita, è ora in cerca di un marito.  

In Cina, per la prima volta nella storia, un umanoide virtuale, chiamato Madame Tang Yu, è diventato il CEO di un’azienda. A quanto pare è stato scelto, secondo le dichiarazioni della società Net Dragon Websoft, per ottimizzare le prestazioni dell’azienda, prendendo decisioni razionali (senza emozioni vere) e completamente trasparenti. 

In Giappone è iniziata la rivoluzione degli alberghi totalmente gestiti da robot, dall’accoglienza degli ospiti al servizio in camera. 

Sono solo esempi di come la tecnologia stia entrando nelle nostre vite, accompagnandole, cambiandole, aprendo scenari finora sconosciuti, ma soprattutto ponendo molti interrogativi etici e antropologici.

Capire l’IA, ma soprattutto approfondire le questioni antropologiche legate alla trasformazione in atto, è l’obiettivo di “Masterclass Homo Roboticus for Global Leaders“, evento internazionale online gratuito, che si terrà il 21 ottobre 2022 (ore 16-19 CET) per iniziativa del Dicasterio vaticano per la Cultura e l’Educazione (già Pontificio Consiglio per la Cultura) e della Fondazione CTN.

Tra i keynote speakers ci sarà  l’astronomo gesuita, direttore della Specola Vaticana, fratel Guy Consolmagno, che ha  registrato un video in preparazione dell’evento  nel quale si pone la domanda: “Dovremmo aver paura dell’IA?”.

“Alla scuola di specializzazione avevo un amico – spiega il religioso gesuita -. Era un astronomo che alla fine è diventato un esperto di computer, e quando parla di computer usa una frase che non ho mai dimenticato: ‘I dati non sono lo stesso dell’informazione, l’informazione non è lo stesso della conoscenza, la conoscenza non è lo stesso della comprensione, la comprensione non è lo stesso della saggezza’”.

Secondo fratel Consolmagno, “i computer hanno ancora a che fare fondamentalmente con i dati. Intendo che la stessa parola ‘intelligenza’ stessa è un termine piuttosto carico, usiamo i test del QI, i test del quoziente intellettivo, che perlopiù verificano quanto si può fare bene un test del QI. Si assume che l’intelligenza arrivi in un’unica dimensione, non c’è computer così potente come un bambino, e i bambini a differenza dei computer possono essere fabbricati da manodopera non qualificata”. 

“Ciò significa che, se mai arriverà il giorno in cui avremo delle macchine che hanno la capacità dell’autoconsapevolezza, la capacità di compiere delle scelte libere, non dobbiamo aspettarci cose meravigliose o avere grandi paure, perché, con tutta la sua intelligenza la razza umana tira sempre fuori nuovi peccati, i poveri saranno sempre con noi perché saremo sempre avidi, saremo sempre invidiosi, vorremo sempre mettere in imbarazzo gli altri, ma allo stesso tempo avremo sempre le virtù della fede, della speranza e dell’amore”.

“Un computer dotato di consapevolezza è anche un computer che sarà in grado di amare. Perché mai dovremmo avere paura di una cosa del genere?”, conclude fratel Consolmagno.

Tra gli altri ospiti della Masterclass for Global Leaders di quest’anno, animeranno la riflessione il prof. Jeffrey Sachs (economista, Columbia University), la prof.ssa Aleksandra Przegalińska (esperta di AI, MIT, Harvard), il dr. Ian Pearson (futurologo) e Giulio Tononi (neuroscienziato), insieme a quasi 10 mila leader in rappresentanza di 65 aziende internazionali, università e organizzazioni internazionali.

Durante l’evento si parlerà di valori e scelte che contribuiscono alla creazione di un nuovo umanesimo e di un nuovo concetto di relazioni umane.

L’iniziativa ha l’obiettivo di mettere in contatto attraverso il programma Masterclass Leadership, leader esperti con le nuove generazioni di leader, affinché i giovani ne possano essere ispirati. Il programma globale si basa su 15 principi di leadership di Papa Francesco.

Lo slogan di questo programma educativo è “Servire per guidare” e “Restituire“. In questa prospettiva, investire nei giovani significa investire sul futuro.

Registrazione gratuita su: masterclassleadership.org

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