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Piemonte vara fondo pro vita: 400.000 € per aiutare le donne a non abortire

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Pavel Pomoleyko/ Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 03/10/22

E' esplosa la polemica in seguito al recente annuncio di una delibera della Regione Piemonte che assegna 400.000 euro alle Associazioni Pro Vita per aiutare le donne in difficoltà che scelgono di non abortire.

Nelle edizioni degli ultimi giorni di varie testate giornalistiche viene ampiamente riportata la polemica esplosa in seguito al recente annuncio di una delibera della Regione Piemonte che assegna 400.000 euro alle Associazioni Pro Vita per aiutare le donne in difficoltà che optano per non abortire.

La Regione Piemonte vara fondo pro vita

Nella pratica questa iniziativa della Giunta Regionale, attraverso la “delibera attuativa sul fondo vita nascente per il sostegno sociale alla libera scelta di dare la vita”, consiste in una revisione dei criteri sulle modalità di accesso e di assegnazione dei finanziamenti per la promozione e realizzazione di progetti di accompagnamento individualizzati.  

La finalità che essa si propone è quella della promozione del valore sociale della maternità e della tutela della vita nascente contro la scelta dell’interruzione della gravidanza.

“La Regione Piemonte pagherà alle donne in difficoltà economica tutto ciò che serve per non rinunciare alla gravidanza”

L’Assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone afferma al riguardo:

La Regione Piemonte pagherà alle famiglie socialmente vulnerabili e alle donne in difficoltà economica, magari perché abbandonate da genitori e partner, tutto ciò che serve per non dover rinunciare alla gravidanza che desiderano: canoni di locazione, rate di mutuo, bollette di utenze, abbigliamento, alimenti, farmaci, pannolini, carrozzine, lettini eccetera. Mentre noi realizziamo un passo alla volta la rivoluzione sociale delle culle, attuando finalmente la parte preventiva della legge 194 che tutela in concreto il valore sociale della maternità, le sinistre si radicalizzano ulteriormente inseguendo una piazza estremista che oltraggia cartelli con su scritte le parole “Dio” e “famiglia”: non si meraviglino se il Paese reale e in particolare le periferie voltano loro le spalle.

(corriere.it)

L’Assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone

L’Assessore chiarisce inoltre:

I 400.000 euro già stanziati a bilancio serviranno a sostenere le attività di ascolto e consulenza, attraverso la presenza a sportello programmato nei presidi sanitari, progetti di sostegno alle mamme per almeno i primi mille giorni dei neonati, anche attraverso il sostegno economico, gli aiuti materiali e la fornitura di beni di prima necessità, percorsi di sostegno psicologico sia individuali che di gruppo, attraverso figure professionali adeguatamente formate e accompagnamento a gruppi di auto mutuo aiuto tra gestanti e neomamme.

(luce.lanazione.it)

La risposta dell’ex sindaco di Torino Chiara Appendino

L’annuncio ha scatenato vivaci reazioni nel campo di quanti ritengono sia in atto una campagna contro il diritto all’aborto, fra cui quelle dell’ex sindaco di Torino, neodeputata eletta nelle liste del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, la quale sostiene che dietro le dichiarazioni dell’Assessore Marrone si celi unicamente la volontà di elargire contributi alle associazioni anti-abortiste.  

La stessa sottolinea che se:

(…) volesse davvero aiutare le donne e le famiglie, la Giunta Regionale dovrebbe fare tutto ciò che non ha fatto in questi anni sul capitolo welfare e sanità: dall’abbattimento delle rette degli  asili nido all’incremento dei servizi per la prima infanzia, dai sostegni all’occupazione femminile agli interventi per garantire la presenza di medici non obiettori nelle strutture sanitarie.

(Ibidem)

Il fondo pro vita sostiene il diritto del nascituro a venire alla luce

Ciò che sta avvenendo conferma ancora una volta come nel nostro Paese non ci sia un clima tale da permettere un sereno confronto fra chi intende difendere la Legge 194 e quanti ritengono debbano essere prese iniziative, come quelle preannunciate dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino, volte a sostenere un diritto ben superiore a quello di abortire: il diritto del nascituro a venire alla luce, sostenuto dalle Associazioni Pro-Vita.

La sfida che la nostra società ha davanti a sé, astraendo da qualunque credo religioso, rimane quella di uscire da pretestuose contrapposizioni politico-ideologiche, per affermare senza e senza ma il valore assoluto della maternità facendo di tutto per permettere alla donna di scegliere in modo autenticamente “libero” la sua realizzazione. 

Tags:
abortocultura della vitagravidanzapiemonte
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