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I vescovi cattolici russi si esprimono sulla guerra di Putin

RUSSIA

Olga MALTSEVA | AFP

John Burger - pubblicato il 30/09/22

Nel frattempo, Papa Francesco oppone resistenza all'ipersemplificazione del conflitto

La Conferenza Episcopale Russia ha diffuso una dichiarazione in cui definisce l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca un “duro confronto” che “minaccia l’esistenza del mondo intero”.

A seguito della mobilitazione parziale del Presidente russo Vladimir Putin per sostenere i suoi sforzi di guerra in Ucraina, i vescovi russi hanno emesso un appello in cui si afferma che l’“operazione militare speciale” ha provocato “migliaia di vittime” e ha “minato la fiducia e l’unità tra i Paesi”.

“Il duro confronto in Ucraina è degenerato in un conflitto militare su larga scala che ha già provocato migliaia di vittime, ha minato la fiducia e l’unità tra i Paesi e popoli e minaccia l’esistenza del mondo intero”, si legge nella dichiarazione, pubblicata mercoledì e firmata dall’arcivescovo Paolo Pezzi, dell’arcidiocesi cattolica latina della Madre di Dio a Mosca a nome della Conferenza Episcopale.

I vescovi cattolici latini del Paese, che sono appena cinque, hanno anche rivolto un appello per la pace. Dall’invasione dell’Ucraina del 24 febbraio, il Governo russo ha represso le proteste contro la guerra in Russia. Anche definire l’“operazione militare speciale” una guerra potrebbe provocare l’arresto.

Il recente richiamo dei riservisti da parte di Putin è stato accolto con proteste popolari e un esodo di massa dal Paese degli uomini non disposti ad andare a combattere in Ucraina.

“Vogliamo seguire l’insegnamento della Chiesa, in base al Vangelo e alla Tradizione della Chiesa antica: la guerra non è mai stata e non sarà mai un mezzo per risolvere i problemi tra le Nazioni”, si leggge nell’appello dei vescovi, che citano Papa Pio XII, che nel 1939 ha dichiarato “Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra”. 

I presuli hanno anche citato Papa Francesco, che in una Messa celebrata in Kazakistan il 14 settembre ha affermato: “Non abituiamoci alla guerra, non rassegniamoci alla sua ineluttabilità. Soccorriamo chi soffre e insistiamo perché si provi davvero a raggiungere la pace. Che cosa deve accadere ancora, quanti morti bisognerà attendere prima che le contrapposizioni cedano il passo al dialogo per il bene della gente, dei popoli e dell’umanità? L’unica via di uscita è la pace e la sola strada per arrivarci è il dialogo”.

Obiezione di coscienza

La Conferenza Episcopale Russa ammette che i Governi a volte debbano difendersi militarmente, e che i cittadini chiamati a combattere debbano adempiere il loro dovere finché la loro coscienza discerne che l’azione militare è giustificabile. I presuli citano anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (2302-2317), che ammette il ricorso alla guerra per legittima difesa e solo nel caso in cui si verifichino determinate condizioni

In contrasto con l’annuncio governativo del 25 settembre per cui gli obiettori di coscienza non potranno avvalersi dell’opzione di svolgere un servizio comunitario anziché prendere le armi, i vescovi affermano nella loro dichiarazione che la Costituzione russa protegge gli obiettori di coscienza.

Il loro appello dichiara anche che la partecipazione dei vescovi alla guerra è proibita dalla tradizione della Chiesa e dalle convenzioni internazionali.

Il documento termina con un appello a tutti i cattolici russi a pregare e a digiuntare per la pace, e ai sacerdoti a offrire Messe con preghiere specifiche per la stessa intenzione.

Il Papa: la guerra è complicata

Nel frattempo, è stata diffusa la trascrizione di una conversazione tra Papa Francesco e i Gesuiti in Russia e in altri Paesi che rivela ulteriori dettagli circa l’atteggiamento del Papa nei confronti dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

“È in corso una guerra, e credo sia un errore pensare che sia un film di cowboy in cui ci sono buoni e cattivi”, ha affermato il Pontefice il 15 settembre in un incontro svoltosi durante la sua visita apostolica in Kazakistan. A suo avviso, è anche “un errore pensare che questa è una guerra tra Russia e Ucraina e basta. No: questa è una guerra mondiale”.

Il Pontefice gesuita incontra sempre i membri della Compagnia di Gesù durante i suoi viaggi all’estero. Questa volta l’incontro è stato con i Gesuiti che lavorano nella regione russa della Compagnia di Gesù, specificatamente in Russia, Bielorussia e Kirghizistan.

Le sue osservazioni hanno fatto eco alle dichiarazioni precedenti che hanno messo in discussione l’argomentazione per la quale la colpa dell’invasione dell’Ucraina dovrebbe essere attribuita totalmente a Mosca, e ha affermato che non è così semplice.

“Bisogna indagare la dinamica che ha sviluppato il conflitto. Ci sono fattori internazionali che hanno contribuito a provocare la guerra”, ha osservato. “Ho già ricordato che un capo di Stato, a dicembre dello scorso anno, è venuto a dirmi di essere molto preoccupato perché la Nato era andata ad abbaiare alle porte della Russia senza capire che i russi sono imperiali e temono l’insicurezza ai confini. Lui ha espresso paura che ciò avrebbe provocato una guerra, e questa è scoppiata due mesi dopo”.

Mentre nel corso del 2021 e all’inizio del 2022 la Russia stava accumulando risorse militari lungo i confini dell’Ucraina, Putin ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico si fosse estesa a Paesi sempre più vicini alla Russia. In particolare. ha chiesto assicurazioni che l’Ucraina non avrebbe aderito all’Alleanza.

“Dunque, non si può essere semplicisti nel ragionare sulle cause del conflitto. Io vedo imperialismi in conflitto”, ha proseguito il Pontefice. “E, quando si sentono minacciati e in decadenza, gli imperialismi reagiscono pensando che la soluzione sia scatenare una guerra per rifarsi, e anche per vendere e provare le armi”.

Francesco ha osservato che “stiamo già vivendo la Terza Guerra Mondiale”, un’idea che ha già proposto negli ultimi anni.

Il Papa ha comunque insistito sul fatto che la “vittima” dell’attuale conflitto è l’Ucraina, e ha ricordato che in passato ha definito l’invasione dell’Ucraina “un’aggressione inaccettabile, ripugnante, insensata, barbara, sacrilega”.

Il Pontefice lancia appelli a favore dell’Ucraina in quasi tutti i suoi discorsi pubblici.

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