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Rassegna Stampa: I cristiani iraniani ancora una volta contro l’oppressione delle donne

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protesty w Iranie po śmierci Mahsy Amini

YASIN AKGUL / AFP

Protest po śmierci Mahsy Amini przed irańskim konsulatem w Stambule, 21 września 2022 r.

i.Media per Aleteia - pubblicato il 28/09/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Mercoledì, 28 settembre 2022

1. I cristiani iraniani solidali contro l’oppressione delle donne

2. La Chiesa messicana denuncia l’impunità di fronte all’assassinio dei sacerdoti

3. Caritas Algeria costretta a porre fine alle sue attività

4. Il cardinale Zuppi onora un giudice antimafia assassinato 

5. Cosa aspettarsi dalla visita ad limina dei vescovi tedeschi?

1I cristiani iraniani solidali contro l’oppressione delle donne

I cristiani iraniani si sono uniti al movimento che denuncia l’oppressione delle donne in Iran. Dopo la morte di Mahsa Amini, una ragazza di 22 anni di origine curda morta per le ferite riportate dopo essere stata picchiata mentre era sotto la custodia della polizia morale iraniana, i cristiani hanno espresso solidarietà alla sua famiglia in una dichiarazione riportata da AsiaNews. Mentre le proteste aumentano, anche oltre i confini del Paese, i cristiani chiedono “giustizia” per la ragazza, condannano “la sistematica oppressione delle donne e la diffusa violazione dei diritti umani” nel Paese e chiedono “libertà, giustizia e pari diritti per tutti gli Iraniani”. I cristiani lodano “il coraggio senza precedenti” alla base delle manifestazioni e attaccano l’obbligo del velo, che definiscono una “chiara violazione dei diritti umani”, da rimuovere “come le altre norme discriminatorie”. A seguito della tragedia, le proteste popolari si sono diffuse in molti Paesi del Medio Oriente, dalla Turchia all’Iraq e alla Siria. Lì, le donne hanno denunciato la brutalità della polizia bruciando i loro hijab e tagliandosi i capelli, gesto simbolico di sollevazione. In Iran, le autorità stanno contrastando le proteste arrestando molti attivisti, giornalisti, avvocati e personalità alla guida della lotta per la libertà d’espressione.

AsiaNews, italiano.

2La Chiesa messicana denuncia l’impunità di fronte all’assassinio dei sacerdoti

In Messico, il 28 settembre di quest’anno segna 100 giorni dall’assassinio del padre di famiglia Pedro Palma e dei sacerdoti gesuiti Javier Campos e Joaquín Mora. “La morte dei giusti non può mai essere sigillata dalla lapide dell’impunità”, afferma un editoriale pubblicato su Desde la Fe, la rivista dell’arcidiocesi del Messico, che chiede che “la loro morte si trasformi sempre in un appello alla giustizia e in fermento di pace, perché la loro vita non può essere dimenticata”. L’attacco a Cerocahui, nello Stato di Chihuahua, è uno degli ultimi tra le migliaia di altre morti violente in Messico, ma ha suscitato particolare indignazione. Le circostanze di questo triplice assassinio hanno

assunto un carattere particolarmente oltraggioso. Un lavoratore, padre e marito ha cercato di sfuggire al suo sicario in una chiesa, mentre due sacerdoti gesuiti hanno provato a proteggerlo e ad assisterlo a livello sacramentale prima di essere uccisi a colpi di arma da fuoco. I loro corpi sono caduti tra l’altare e il tabernacolo, mentre padre Joaquín teneva gli oli sacri. Gli assalitori hanno portato via i tre cadaveri nel tentativo di farli sparire, ma sono stati ritrovati, “cosa che purtroppo non accade in altre migliaia di casi”, sottolinea l’autore dell’editoriale. Questo evento fa emergere “una richiesta di giustizia da parte del popolo messicano di fronte alle morti violente e all’impunità”, prosegue il testo. “Abbiamo trascorso 100 giorni tra lacrime, incontri, celebrazioni, azioni, preghiera, riflessione, conversazioni e molta ricerca per costruire la pace, che, come dice Papa Francesco, è laboriosa e artigianale (Fratelli Tutti 217)”, si legge nell’articolo. Al termine dell’udienza generale di mercoledì 22 giugno 2022, Papa Francesco ha espresso “dolore” e “sgomento” dopo il triplice omicidio. “La violenza non risolve i problemi, ma accresce le inutili sofferenze”, ha sottolineato il Pontefice, che ha visitato il Messico nel 2016. La rivista dell’arcidiocesi di Città del Messico esorta quindi la Chiesa a rimanere mobilitata: “Dopo 100 giorni, sentiamo l’appello a continuare ad aprire le porte delle nostre chiese per accogliere e consolare; ci sentiamo chiamati a parlare, a unirci e a dialogare, a pregare insistentemente per la giustizia e la pace”, insiste l’autore del testo.

Desde la Fe, spagnolo.

3Caritas Algeria costretta a porre fine alle sue attività

Il ramo algerino della confederazione Caritas è stato costretto a porre fine alle sue attività, ha annunciato l’arcivescovo emerito di Algeri, monsignor Paul Desfarges. Questa chiusura “completa e definitiva”, ordinata dalle autorità, sembra legata al desiderio del Governo algerino di restringere le attività delle ONG straniere, spiega l’agenzia Fides.

Fides, francese.

4Il cardinale Zuppi onora un giudice antimafia assassinato

Ieri, nell’insolita cornice della Corte di Cassazione, il presidente dell’episcopato italiano ha celebrato una Messa in onore del beato Rosario Livatino (1952-1990) in occasione del 32º anniversario del suo assassinio da parte della mafia, il 21 settembre. Nel 2021, il giovane magistrato è stato riconosciuto come martire dalla Chiesa cattolica e beatificato.

L’Osservatore Romano, italiano.

5Cosa aspettarsi dalla visita ad limina dei vescovi tedeschi?

Nel mese di novembre, l’episcopato tedesco dovrebbe recarsi a Roma per la sua visita ad limina. The Pillar prevede un clima probabilmente teso per via delle questioni sorte dalla Via Sinodale Tedesca, che ha aperto la porta a posizioni in netto contrasto con il Vaticano, soprattutto sui temi della governance e della morale sessuale.

The Pillar, inglese.

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