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Non ha abbandonato i suoi figli, e Dio le ha concesso il successo come cantante d’opera

MARTHA JULIANA

@marthajuliana.ayechrodriguez

Jesús V. Picón - pubblicato il 28/09/22

Quando le è stato offerto di vivere in Italia per promuovere la sua carriera professionale, ha chiesto solo che le fosse permesso di portare i figli

A 27 anni è stata scoperta mentre cantava a Messa, come qualsiasi fedele, e da lì ha iniziato un percorso che l’ha portata a diventare cantante d’opera. La sua formazione e il suo talento l’hanno condotta in tutto il mondo a esibirsi sui palchi più importanti.

In Vaticano, Dio le ha concesso di cantare davanti a San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco.

Martha Juliana Ayech Rodriguez, soprano lirico-spinto, vive ora a Querétaro (Messico), dov’è nata, ma ha vissuto per vent’anni in Italia. Il suo repertorio si basa principalmente sulle opere di Verdi e Puccini.

Martha Juliana ha deciso che la sua vita professionale sarebbe stata con i suoi figli. Senza di loro non sarebbe andata in Italia, lasciandoli ai familiari. Ecco la sua storia.

L’inizio del cammino

Chi ti ha scoperto?

Stavo cantando in chiesa, come un fedele qualsiasi, e mi ha sentita il maestro Arnulfo Benítez, che suonava alla Messa. Al termine della celebrazione mi ha detto: “Sento che hai una bella voce, non vuoi cantare nel mio coro?” Mi ha invitata e ho fatto un provino di canto alla scuola di Belle Arti. Mi ha detto che avevo una bella voce, una voce importante, e mi ha invitato nel coro. E lì è iniziato tutto.

Com’è arrivata in Italia per la prima volta?

Ho saputo da uno zio che c’era un concorso d’opera in Italia e mi sono iscritta. Ricordo che mi dicevano “Come puoi andare a un concorso in Italia se lì ci sono i cantanti migliori del mondo?”

MARTHA JULIANA

E io dicevo: “Qual è la cosa peggiore che può succedere? Non vincere. Ma ci proverò per fare esperienza e conoscere l’ambiente dell’opera, e soprattutto per stare nella culla del canto”. E quindi sono andata al concorso Vincenzo Bellini, arrivando al quinto posto.

Parla molte lingue?

Parlo perfettamente solo l’italiano, il mio repertorio è principalmente in questa lingua. È stato questo che me l’ha fatto imparare, perché sono arrivata all’Accademia di Santa Cecilia, a Roma, per studiare con il grande soprano Renata Escoto. Ascoltando la mia voce mi ha detto: “Questa èuna voce verdiana”. E allora mi hanno indirizzato verso quel repertorio.

Quando è tornata a Roma?

Dopo il concorso mi è arrivato un invito per un corso di perfezionamento della tecnica di canto e interpretazione, e poi sono andata all’Opera Studio Verdi, dove ho debuttato con l’opera Il Trovatore, sotto la direzione di Renata Escoto.

Niente senza i miei figli

È madre? 

Sì. ho due figli. Mi sono sposata nel 1986, a 19 anni, e anni dopo mi sono separata. Ho sposato un ecuadoregno, e quando sono tornata dall’Ecuador ho portato i miei figli in Messico. Ho continuato a lavorare come contabile, e a 27 anni mi hanno scoperta.

I suoi figli viaggiavano con lei?

Sì, certo. Nel 1999 sono andata a vivere in Italia. Dicevo: “Se non otterrò il sostegno economico per vivere lì con i miei figli non ci andrò”. Ricordo che mia madre mi ha detto: “Lasciali e vai tu”, ma io ho risposto “No, senza i miei bambini non vado da nessuna parte”.

MARTHA JULIANA

Per via dell’età, non ho iniziato come altre cantanti d’opera, che cominciano da bambine e crescono con l’educazione musicale. Quando ho iniziato avevo 27 anni e non potevo permettermi di perdere tempo, dovevo sfruttare ogni istante e a fare di tutto per sviluppare il talento con cui Dio mi aveva benedetto.

Prima di andare a Roma lavoravo come contabile pubblico alla Scuola di Belle Arti per sostenermi. Studiavo le partiture e mi prendevo cura dei miei figli. È stato un grande sforzo perché mi addormentavo studiando le partiture o facendo i conti, e i miei figli erano piccoli.

“I miei figli sono il mio tesoro, sono la mia vita”

Cantava per i suoi bambini quando erano piccoli?

Sì, certo. I miei figli sono il mio tesoro, sono la mia vita. Ho sempre detto che sono prima madre che cantante d’opera. (…)

I figli ti danno la forza, il coraggio di dire “Farò tutto”. Sono queste le cose che ci muovono nella vita, il fatto di avere qualcosa per cui lottare. In primo luogo, i miei figli, e poi l’impegno che avevo con gli impresari.

Non avrebbe potuto andare via senza i suoi figli…

Non me ne sarei andata, non li avrei mai lasciati. E qui c’è un altro dettaglio importante, con tutto il rispetto per i miei colleghi cantanti d’opera uomini, che vanno in tournée e dicono “I miei figli stanno con la mamma”. Io dicevo: “Se il loro padre non c’è, come posso lasciarli? È impossibile! Non posso deludere i miei figli”. Era impensabile.

MARTHA JULIANA

Credo che Dio nostro Signore sia dietro a tutto. Non c’è sforzo nella vita che non venga ricompensato, questo mi è ben chiaro. Dico sempre ai giovani: “Sforzatevi, fate tutto ciò che è in vostro potere, perché la perseveranza e la volontà sono le cose che muovono la vostra vita; perseverate, non vi scoraggiate, perché le porte vi si apriranno sempre”. (…)

“Nella mia carriera, sono sempre state presenti la mano di Dio e la Santissima Madonna di Guadalupe”.

Cosa ha caratterizzato la sua carriera?

Uno dei dettagli bellissimi della mia vita e che ha segnato la mia carriera è stato il fatto di essere la voce del Giubileo del Messico, cantare per Papa San Giovanni Paolo II.

Nel 1998 avevo una grande voglia di concorrere. Ho vinto, e nel 1999 mi è arrivato l’invito. Nello stesso anno sono andata in Italia a studiare.

Sono stata invitata a cantare nella chiesa di Sant’Agostino, a Città del Messico. Sapevo già che sarei andata in Italia, e ho chiesto alla persona che mi era vicina che se conosceva qualcuno della Basilica di Guadalupe, perché volevo cantare per la Madonna prima di partire per l’Italia. Questa persona mi ha detto che non conosceva nessuno.

Il giorno dopo, tramite amici, cantavo nella Messa nella Cattedrale di Città del Messico. Una domenica, quando sono arrivata, ricordo che c’era un coro di bambini e ho cantato l’Ave Maria. Alla fine il maestro del coro mi ha detto: “Posso chiederti un favore, non puoi andare a cantare in basilica qualche volta?”

Sono rimasta sorpresa e gli ho detto: “Non ci crederà, ma ieri ho chiesto a una persona se conosceva qualcuno nella basilica per poter cantare per la Madonna”.

È saltato fuori che era il direttore del coro della Basilica e che i bambini erano del coro della basilica. Mi ha detto che mi aspettava quando volevo.

MARTHA JULIANA

Sono andata alla basilica una domenica con i miei figli, e ho cantato alla Messa delle 12, delle 13 e delle 14, fino a che non mi hanno detto “Non ci sono più Messe”.

Cosa hai provato?

Ero molto emozionata, e provavo anche una grande consolazione, dicendomi: “Mio Padre Dio è sempre dietro di me, e anche la Santissima Vergine, e quindi cosa può succedere?”

Dopo aver cantato nella basilica dicevo: “Madre mia, con te fino alla fine del mondo”.

Le sorprese di Dio

Qual è stata la sua prima sorpresa arrivando in Italia?

Una settimana dopo il mio arrivo sono stata invitata ad essere la voce del Giubileo del Messico e a cantare per il Papa San Giovanni Paolo II in tutto quello che è stato il Giubileo, cominciando dalla Terra Santa e culminando in Piazza San Pietro, davanti a Sua Santità. (…)

Ci sono tante cose meravigliose nella mia carriera che non posso vedere se non attraverso la mano di Dio e della Madonna.

Penso che Dio mi abbia dato questo talento per offrirlo a Lui e a Sua Madre.

Ho cantato in molti teatri d’Italia e del mondo, ma se mi si chiede un evento particolarmente importante dico che è stato cantare il programma dell’Ave Maria nella chiesa dell’Annunciazione. (…).

Certo, cantare in Vaticano o nei grandi teatri è magnifico, ma cantare lì è stato qualcosa che mi ha riempito l’anima. Per questo credo che nella mia carriera tutto sia stato provvidenziale. (…)

Papa Giovanni Paolo II l’ha benedetta?

Sì, certo, e ricordo che quando mi hanno presentato come la soprano mi ha detto: “Mi canterai Cielito Lindo?” Non l’ho cantato, perché tutto il programma era di musica sacra. (…)

MARTHA JULIANA

Cos’è accaduto con Benedetto e con Francesco?

Poi ho cantato per Papa Benedetto. Per Papa Giovanni Paolo II è stato in Piazza San Pietro al Giubileo e alla canonizzazione, per Papa Benedetto è stato nella Sala Nervi, in Vaticano, in udienza, per Papa Francesco in occasione della canonizzazione di madre Lupita García.

Proprio per via del Giubileo, il rapporto con il Vaticano è stato di grande vicinanza per tutte le persone che ho conosciuto e con cui sono rimasta in contatto. Tre Papi mi hanno benedetto e ho potuto conversare un po’ con loro.

Le tentazioni nel mondo dell’opera

Com’è l’ambiente nel contesto dell’opera?

Come in tutti gli ambienti ci sono situazioni spiacevoli. Ricordo che un direttore d’orchestra mi ha invitato a cena e gli ho detto di sì. Sono arrivata alla cena con mia madre, e con questo ho messo in chiaro tutto perché mi rispettassero, e tutto per i miei figli, perché dobbiamo predicare con l’esempio (…).

Si deve camminare senza deviare, e sempre mano nella mano con Dio, cercando i sacramenti perché in essi si trovano forza e protezione.

Ovviamente ti possono tentare, ma non bisogna permetterlo. Ci si deve allontanare da tutto ciò che può deviare la mente e il cuore dalle cose positive. Dio mi ha benedetto con due figli meravigliosi che sono la mia vita e il mio amore.

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