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Card. Zuppi dopo le elezioni: “L’Italia ha bisogno dell’impegno di ciascuno”

Cardinale-Zuppi-Giorgia-Meloni

ELIANO IMPERATO / CONTROLUCE - Andreas SOLARO VIA AFP

Lucandrea Massaro - pubblicato il 27/09/22

Il Presidente della CEI invia alle forze politiche un messaggio chiaro di responsabilità e di azione per il bene comune. La disponibilità a collaborare della Chiesa.

Le elezioni meno sentite della storia repubblicana hanno però dato uno dei responsi più chiari: il centrodestra trainato da Giorgia Meloni ha vinto nettamente, e anche grazie ad una legge elettorale molto criticata, ma mai modificata, avrà una ampia rappresentanza parlamentare e quindi ampia facoltà di governare il Paese.

Le parole della CEI alla politica

Il presidente della Conferenza Episcopale italiana, il cardinale di Bologna Matteo Zuppi è partito proprio dal tema della scarsa affluenza per il suo messaggio rivolto alla politica italiana:

“L’Italia ha bisogno dell’impegno di ciascuno, di responsabilità e di partecipazione”. Nell’appello del Consiglio Episcopale Permanente, diffuso alla vigilia delle elezioni, abbiamo sottolineato quanto sia importante essere partecipi del futuro del Paese. Purtroppo, dobbiamo registrare con preoccupazione il crescente astensionismo, che ha caratterizzato questa tornata elettorale, raggiungendo livelli mai visti in passato. È il sintomo di un disagio che non può essere archiviato con superficialità e che deve invece essere ascoltato. Per questo, rinnoviamo con ancora maggiore convinzione l’invito a “essere protagonisti del futuro”, nella consapevolezza che sia necessario ricostruire un tessuto di relazioni umane, di cui anche la politica non può fare a meno.

La grande responsabilità di oggi

Il Cardinale, a nome dei vescovi italiani, richiama dunque i nuovi membri del Parlamento, che si insedierà ufficialmente il 13 ottobre prossimo, ad un surplus di attenzione e di responsabilità nel loro servizio al Paese. Quello della politica, nelle parole di Paolo V, è un impegno che rappresenta la “forma più alta della carità”, ed è a questo livello di consapevolezza che implicitamente il Presidente della CEI richiama i neoeletti che avranno di fronte a sé sfide inedite:

Agli eletti chiediamo di svolgere il loro mandato come “un’alta responsabilità”, al servizio di tutti, a cominciare dai più deboli e meno garantiti. Come abbiamo ricordato nell’appello, “l’agenda dei problemi del nostro Paese è fitta: le povertà in aumento costante e preoccupante, l’inverno demografico, la protezione degli anziani, i divari tra i territori, la transizione ecologica e la crisi energetica, la difesa dei posti di lavoro, soprattutto per i giovani, l’accoglienza, la tutela, la promozione e l’integrazione dei migranti, il superamento delle lungaggini burocratiche, le riforme dell’espressione democratica dello Stato e della legge elettorale”. Sono alcune delle sfide che il Paese è chiamato ad affrontare fin da subito. Senza dimenticare che la guerra in corso e le sue pesanti conseguenze richiedono un impegno di tutti e in piena sintonia con l’Europa.

Ruoli distinti, ma la Chiesa c’è

Dal canto suo la Chiesa non parteggia, né però si tira fuori dall’agorà politica, semplicemente svolge un ruolo diverso, rivendicato dal Presidente Zuppi: quello di coscienza del Paese. Dire quel che non va senza remore, indicare il bene senza tentennamenti.

La Chiesa, come già ribadito, “continuerà a indicare, con severità se occorre, il bene comune e non l’interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità”. Da parte sua, nel rispetto delle dinamiche democratiche e nella distinzione dei ruoli, non farà mancare il proprio contributo per la promozione di una società più giusta e inclusiva.

Il discorso della vittoria di Giorgia Meloni

Dal canto suo la premier in pectore, come si usa dire, e leader delprimo partito italiano (Fratelli d’Italia), Giorgia Meloni nella sua prima uscita post elettorale nella notte tra il 25 e il 26 settembre ha parole concilianti che sembrano andare nella direzione auspicata dalla CEI: “Questo è il tempo della responsabilità. Il governo sarà per tutti gli italiani”. Parole di circostanza o la consapevolezza che la situazione del Paese è seria e servono le energie di tutti?

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