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Said Nassar e il “progetto di Dio” nella sua vita: portare il messaggio di Gesù attraverso la musica

VENEZUELA

@nassarsaid

Ramón Antonio Pérez - pubblicato il 26/09/22

Said è stato invitato da una ragazza a un ritiro spirituale. Ci è andato solo perché voleva conoscerla meglio, ma ha capito che Dio gli apriva la porta per il progetto musicale della sua vita

La parabola dei talenti (Matteo 25,14-30) offre grandi lezioni. Dio dona a ogni persona qualità specifiche e l’opportunità di metterle in pratica. Per ottenere buoni risultati dai doni ricevuti, il segreto è non paralizzarsi e amministrarli bene.

Said Nassar definisce così la sua vita e la sua carriera musicale. Pur essendo avvocato, ha deciso di diventare un cantante cattolico e ha fatto irruzione sui palchi del Venezuela per portare il messaggio di Gesù senza paura né complessi. Suo nonno era arabo palestinese (musulmano), sua nonna cattolica praticante.

Quando aveva 15 anni, una ragazza lo ha invitato a un ritiro spirituale. Ha deciso di andarci solo perché voleva conoscere meglio quella ragazza e il ritiro era la scusa perfetta. Non sapeva che era anche il momento per far sì che Dio gli facesse scoprire il progetto che aveva per la sua vita: una carriera musicale dedicata a Gesù.

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“Tu plan”, il lavoro che lo identifica

Dopo quel ritiro, la storia personale di Said ha dato origine a Tu plan, un testimonianza vocazionale cantata in cui Said parla a tu per tu con Dio.

“Perché il tuo progetto è ora il mio progetto. Smetterò di remare controcorrente. Il tuo progetto è ora il mio progetto, tutto quello a cui provvedi per il mio bene, anche se fa male lo usi per guidarmi verso il tuo progetto”, ripete Said nel ritornello.

Pur avendo ricevuto una “formazione cattolica” nella scuola Padre Juan de Barnuevo, ad Altagracia de Orituco (Guárico), nelle pianure centrali del Venezuela, il giovane non si era mai interessato al servizio laicale nella Chiesa fino a quel ritiro.

“Cantavo solo in bagno o al karaoke, non avevo mai pensato che Dio mi chiamasse a quel servizio, ma per necessità del gruppo giovanile Tras las Huellas del Carmelo [Sulle Orme del Carmelo], in cui mi sono consacrato a Nostra Signora del Monte Carmelo dopo il ritiro, qualcuno doveva imparare la chitarra”.

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Nada te turbe in versione rock

Quando aveva 16 anni, partecipando a un altro ritiro, è stato incoraggiato da una religiosa a comporre le proprie canzoni. Ha realizzato un adattamento in stile rock la poesia Nada Te Turbe di Santa Teresa di Gesù, uscito il 10 maggio 2018, ma doveva studiare. Desiderava diventare avvocato, e quindi si è trasferito a Caracas.

“Trasferirsi ad appena 17 anni a ore di distanza da casa mia mi ha molto colpito, e il mio rifugio in una città di estranei era la musica, che ho coltivato ogni giorno come un esercizio di preghiera, mettendo in musica salmi, traendo canzoni dalla Parola di Dio o testi di santi o imparando la musica cattolica popolare. Visto che ero concentrato sui miei studi, però, non mostravo nulla, li custodivo in un diario personale”, ha commentato Said.

La sua ricerca di servire era costante, e si è unito allora al progetto di discepolato, una proposta formativa delle Arti Cattoliche in Venezuela. Lì ha capito con la lettera di San Giovanni Paolo II agli artisti, qual era il suo vero luogo: “La realtà venezuelana richiede una nuova forma di evangelizzazione”. E lui ci si è impegnato in modo deciso.

Messaggi a favore della vita

Nel 2017 è entrato in contatto con la Pastorale Giovanile di Caracas e del Venezuela. Ha partecipato al festival Un Canto a Jesús, classificandosi al primo posto nei settori voce maschile, miglior canzone e miglior arrangiamento vocale insieme a un gruppo di giovani. Nel 2018 ha fondato un gruppo chiamato The Nassars, attivo fino al 2020.

“Nel 2019 mi sono unito come pellegrino e musicista alla GMG di Panama, dove ho ‘ricaricato le pile’ per servire Cristo come musicista cattolico. Poi è arrivata la pandemia e ho dovuto lavorare come solista, riuscendo a far uscire il mio secondo singolo, No Temeré”.

Alla fine del 2021 ha organizzato un concerto con raccolta fondi per una mensa per bambini in condizioni precarie di un quartiere di Caracas. “Lì ho invitato altri giovani a dare una mano amica a quei bambini”.

Nel primo semestre del 2022, di fronte al bombardamento mediatico dell’ideologia contraria alla famiglia, ha deciso di far uscire un videoclip intitolato Hágase en mí, con cui ha lanciato un messaggio a favore della vita avendo come esempio di coraggio Maria, che ha detto “Sì” senza paura.

Il suo lavoro più recente è il videoclip di En la Oscuridad, in cui affronta temi come ansia, depressione e droghe. “Credo che la musica sia potente e possa aiutarci a liberare la nostra oscurità interiore più profonda”, dice convinto.

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Prossimi concerti

I progetti di Said Nassar lo terranno occupato nel secondo semestre del 2022 con vari concerti che ha intitolato Nada te turbe, tour. L’intenzione, ha affermato, è quella di incoraggiare e di mostrare un messaggio evangelizzatore diverso nelle comunità per far conoscere il Vangelo e la sua musica.

Il 6 e il 7 ottobre, Said parteciperà al IV Congresso Eucaristico Nazionale Giovanile a El Tigre, nello Stato Anzoátegui.

“Come potrete vedere, sono solo un uomo ordinario che amministra un dono che Dio gli ha dato. Essere determinati dal Signore, allora, è essere disposti a percorrere la strada che Egli vuole, e farlo in modo deciso”, conclude Said.

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