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È iniziata la fine dell’era di Vladimir Putin?

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KAY NIETFELD / DPA / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP

Salvador Aragonés - pubblicato il 24/09/22

Il Presidente russo, Vladimir Putin, richiama 300.000 riservisti per la guerra in Ucraina, nota ufficialmente in Russia come “operazione militare speciale”

Vladimir Putin ha minacciato di usare qualsiasi tipo di arma, ovvero anche quella nucleare, e ha dichiarato che si svolgeranno dei referendum nelle zone controllate dalla Russia nella regione del Donbass.

Le dichiarazioni di Putin durante lo svolgimento dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite suonano come una bomba. Nella notte tra mercoledì e giovedì, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito su richiesta dell’Ucraina di fronte alle minacce della Russia di scatenare una guerra globale in Europa, secondo quanto ha affermato il Presidente ucraino, Volodomir Zelenski.

Nessuno, finora, ha sostenuto i referendum annunciati dalla Russia, men che meno Stati Uniti, Canada e Stati membro dell’Unione Europea. Un portavoce del Dipartimento di Stato statunitense ha affermato che “i referendum annunciati dalla Russia in Ucraina sono un segno di disperazione”.

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Vladimir Putin si accorge della possibilità di perdere questa guerra ed entra in una spirale di “fuga in avanti”, commentano vari portavoce e Governi occidentali, riuniti in questi giorni nella sede dell’ONU.

Cosa dicono i portavoce e i Governi occidentali?

Il portavoce del responsabile della diplomazia europea, Josep Borrell, ha affermato che le misure annunciate da Putin dimostrano un’“escalation” nella guerra e “anche un segno di disperazione” del Presidente russo. L’Europa assicura non solo il suo sostegno politico all’Ucraina, ma anche di continuare a fornire armamenti a Kiev e di portare avanti le sanzioni nei confronti della Russia.

Il Presidente statunitense ha dichiarato che “una guerra nucleare non si può vincere e non dovrebbe aver luogo”. Joe Biden ha annunciato 2.900 milioni di dollari di aiuto contro la crisi alimentare, aggravata dalla guerra in Ucraina e dai problemi legati all’esportazione dei cereali.

Biden ha dichiarato davanti alle Nazioni Unite che la guerra intrapresa dalla Russia “ha l’obiettivo di estinguere il diritto dell’Ucraina di esistere”.

Per il cancelliere tedesco Olaf Scholz, “Putin non fa altro che peggiorare le cose. All’inizio ha sottovalutato la situazione, e non conosceva la volontà di resistenza degli Ucraini”.

Il presidente del Consiglio d’Europa, Charles Michel, ha scritto su Twitter che l’annuncio di Putin arriva nel giorno in cui i Paesi lavorano per la cooperazione alle Nazioni Unite. “In questa guerra”, ha aggiunto, “c’è un unico colpevole, un aggressore, la Russia, e un solo Paese aggredito, l’Ucraina”.

Il Presidente francese Emmanuel Macron, che continua a mantenere contatti con Putin, sostiene che “non siamo in guerra con la Russia”. “Ho deciso di rimanere in contatto, e manterrò questa decisione ogni volta che sarà possibile e necessario con il Presidente Putin” per “evitare un’estensione e una diffusione del conflitto”, e ha aggiunto che Vladimir Putin “ha scelto la guerra” lo ha fatto “solo e in modo deliberato”. “In Ucraina non ci sono truppe né basi della NATO. La Russia non è l’aggredito, ma l’aggressore”.

Come mediatore si è posto anche il Presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, che dopo aver parlato con Putin in Uzbekistan ha dichiarato di avere l’impressione che il suo omologo russo sia “disposto a porre fine la guerra il prima possibile”, ma “il modo in cui vanno le cose in questo momento è piuttosto problematico”.

Il portavoce dell’Unione Europea, Peter Stano, ha dichiarato che i territori “occupati dalla Russia fanno parte dell’Ucraina, che ha tutti i diritti di ristabilire la sua autorità, e l’Unione Europea (UE) è disposta a continuare a sostenere l’Ucraina a livello militare”.

Gli Stati dell’UE devono pronunciarsi sull’assegnazione di un nuovo finanziamento per la prosecuzione della sua assistenza militare all’Ucraina. Sono stati già liberati 2.500 milioni di euro del Fondo Europeo per la Pace, un fondo gestito in modo intergovernativo al di fuori del budget comune, e la nuova tranche di cui si discute dovrebbe essere di 500 milioni, secondo le informazioni ottenute dall’agenzia France-Presse. Peter Stano non ha confermato la cifra.

PUTIN

Il leader dell’opposizione a Putin in Russia, incarcerato, Alexei Navalni, ha definito “guerra criminale” quella di Putin in Ucraina, che ora aggrava con la partecipazione di altra gente. “Tutto per rimanere al potere”.

Dal canto suo, la Cina ha chiesto un cessate il fuoco tra le parti, “attraverso un dialogo, per trovare una soluzione che regoli le legittime preoccupazioni per la sicurezza di tutte le parti”. Lo ha affermato il portavoce degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, in una conferenza stampa.

Nel caso dell’India, il Governo di Nuova Delhi, concretamente il Primo Ministro india, Nerendra Modi, rimprovera Putin perché “non è il momento di fare la guerra”.

In conclusione, Vladimir Putin non vuole perdere questa guerra, e si vede messo alle strette dopo il rifiuto di aiuto da parte di Cina e India, che ritengono questa guerra mal programmata e messa in atto ancora peggio. Putin è all’angolo, e ora l’appello ai riservisti ha aizzato la popolazione. Nessuno vuole morire in questa guerra se bisogna versare altro sangue russo e perdere altre giovani vite.

A Putin manca ormai sostegno interno, e come propone la Cina potrebbe arrivare il momento di stabilire un cessate il fuoco e avviare i negoziati.

E non manca chi si chiede se questo non sia l’inizio della fine dell’era Putin in Russia.

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