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Gli elementi cattolici del funerale della regina Elisabetta II

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BEN STANSALL / POOL / AFP

Cerith Gardiner - pubblicato il 22/09/22

È stata la prima volta che un chierico cattolico ha partecipato a un funerale reale

Tutto il mondo ha assistito al maestoso funerale della regina anglicana Elisabetta II, e certi dettagli e influenze della fede cattolica non sono passati inosservati durante la cerimonia.

Il luogo stesso del funerale

L’abbazia di Westminster è attualmente il Royal Peculiar della Chiesa d’Inghilterra, ovvero un luogo di culto legato direttamente ai sovrani. Il luogo però è servito come dimora per i monaci benedettini fino alla dissoluzione dei monasteri da parte di Enrico VIII.

L’abbazia è dedicata a San Pietro, primo vescovo di Roma, e anche se la Chiesa anglicana crede che il monarca sia il capo della Chiesa, è interessante vedere che il primo Papa della storia ha un ruolo di spicco nell’abbazia.

Una cattolica a iniziare le letture

Patricia Janet Scotland ha letto la Prima Lettura, tratta dalla Lettera ai Corinzi. La baronessa cattolica è nata in Dominica e proviene da una famiglia con 12 figli. Si è trasferita in Gran Bretagna quando aveva 2 anni.

È diventata membro del Gabinetto britannico e della Camera dei Lords. Ora è Segretaria Generale del Commonwealth, un’organizzazione voluta dalla regina.

Un cardinale ha pregato al funerale

Il re Carlo III è stato molto aperto circa l’importanza di avere un dialogo ecumenico e interreligioso. Il fatto che il cardinale Vincent Nichols sia stato invitato a partecipare al funerale – primo chierico cattolico presente a un funerale reale da secoli – è stato un forte segno della determinazione del nuovo re a promuovere l’unità tra tutte le fedi del suo regno.

Il cardinale Nichols, arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza Episcopale di Inghilerra e Galles, ha diretto una delle preghiere di intercessione, chiedendo a Dio uno “spirito di onore e rispetto reciproci”.

Considerando che nessun prelato cattolico era presente al funerale del padre della regina, Giorgio VI, l’inclusione del cardinale Nichols nella cerimonia è stata particolarmente significativa. Gavin Ashenden, ex cappellano reale anglicano della regina Elisabetta II, convertitosi al cattolicesimo nel 2019, ha dichiarato all’Our Sunday Visitor che “vedere il cardinale Nichols in piedi accanto all’altar maggiore con i paramenti da cardinale durante il servizio funebre della regina ha dato origine a un complesso misto di emozioni, in cui si combinavano gioia e nostalgia”.

Un compositore cattolico

James MacMillan ha presentato il brano Who Can Separate Us? (Chi ci separerà?), basato sulla Lettera ai Romani ed eseguito come inno finale. La composizione di un eminente compositore cattolico è un onore particolare che resterà negli annali.

Una preghiera scritta da un grande teologo cattolico

A Windsor dopo il funerale c’è stato un clima ameno. Nella cappella piena di storia, i familiari della regina hanno recitato la preghiera della sera di San John Henry Newman, sacerdote anglicano poi diventato cattolico:

“Possa Egli sostenerci lungo l’intero giorno,

fino al momento in cui le ombre si allungano

e scende la sera;

quando l’operosità del mondo si placa,

la febbre di vivere svanisce

e il nostro lavoro è giunto al termine.

Possa allora Egli, nella Sua misericordia,

concederci una dimora sicura,

un santo riposo e, infine, la pace.

Amen”.

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