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Ho sentito la voce di Dio e potete farlo anche voi

PRAYER FOR LIFE,NEW YORK CITY,ROE V WADE

Jeffrey Bruno

Tom Hoopes - pubblicato il 21/09/22

Non ho avuto alcuna visione, non ho provato una sensazione fisica o una voce udibile, ma lo ricordo in modo vivido, ed era inconfondibilmente Lui

Dio ci parla continuamente, di solito in modo indiretto. A volte, però, parla in modo chiaro e inequivocabile. L’ho sperimentato più di una volta, e ricordo soprattutto un episodio che ha cambiato il corso della mia vita quando avevo 16 anni.

Non fraintendetemi. I modi indiretti in cui Dio parla sono abbastanza forti.

Quando sai dove ascoltare, sentirai la voce di Dio echeggiare ovunque. 

Dio parla nella Scrittura, che è molto più profonda e personale dei post sui social media dei vostri migliori amici. Quando leggete la Bibbia e ottenete un’intuizione che inonda di luce un angolo del vostro mondo, quello è Dio. Ha cambiato molte vite in questo modo.

Dio parla negli insegnamenti della Chiesa, che sono molto più chiari e completi delle lezioni dell’esperienza personale, perché rappresentano generazioni di saggezza dei santi, guidati dallo Spirito Santo. Quando l’insegnamento della Chiesa rende improvvisamente comprensibile e piena di speranza una questione confusa e preoccupante, quello è Dio.

Dio ci parla attraverso la creazione. Quando la bellezza intorno a noi ci rende grati, quando l’ordine dell’universo ci riempie di fiducia, quando tutti i beni materiali che riceviamo ci umiliano, è Dio che ci mostra che ha posto la Sua bellezza, verità e bontà in tutto.

Lo possiamo sentire sempre lì, ma a volte riusciamo a sentire qualcosa di più.

Avevo sedici anni quando è venuto da me e mi ha cambiato la vita. Non ho avuto alcuna visione, non ho provato una sensazione fisica o una voce udibile, ma lo ricordo in modo vivido, ed era inconfondibilmente Lui.

Ero sul dondolo nel portico del retro di casa nostra e stavo cercando di decidere quale fosse la mia posizione sulla questione dell’aborto. Mi ero convinto del fatto che la cosa più compassionevole da fare fosse accettare che una donna in una situazione difficile potesse agire come voleva, ma non riuscivo a smettere di pensare all’umanità del nascituro. 

“Chi sono io per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato per lei?”, pensavo. “Non posso sapere cos’è giusto o sbagliato”.

All’improvviso, la mia mente è stata attraversata da una serie di pensieri – è difficile descriverne la forza -, e sono stato portato a esplorare le conseguenze di questo “Non posso dire cos’è giusto o sbagliato”.

Se fosse stato vero, come potevo dire che il razzismo era sbagliato? Come potevo dire che il Ku Klux Klan era sbagliato? Come potevo dire che il nazismo era sbagliato? E la schiavitù? Come potevo dire che qualcosa era sbagliato?

Ed ecco un altro pensiero improvviso: le brave persone in tutti i tempi e luoghi si erano fatte avanti per denunciare ciò che era sbagliato. Mi sono chiesto con quale autorità lo avessero fatto. La risposta? Quella di Dio!

Ho capito che doveva esserci un Dio, e che doveva avere qualche legame con la moralità. 

Sapevo che era qualcosa che mi trascendeva, perché l’ho respinto. “No, no, no”, ho risposto. Avevo già deciso che Dio non era necessariamente vero, e che o non esisteva, o aveva reso la sua esistenza così oscura che contava a malapena.

Ma poi sono sopraggiunti altri pensieri: tanti grandi autori che ammiravo credevano tutti in Dio. Erano ingenui? Sconsiderati? Sicuramente no. Era possibile che avessero tutti torto?

Ho pensato a persone specifiche che ammiravo e che dovevano sbagliarsi se Dio non esisteva. In primo luogo ho pensato a mia madre, che per anni mi aveva portato con sé a lasciare “donazioni per madri non sposate” nella nostra chiesa. Perché avrebbe dovuto disturbarsi a farlo?

Poi ho pensato a mio nonno Juan, che ammiravo più di chiunque altro sulla Terra, e ancora a Martin Luther King Jr., Abramo Lincoln, Madre Teresa, a santi, esploratori… tutta una serie di uomini e donne saggi a cui non avevo mai prestato molta attenzione. Ho sentito che mi veniva posta una domanda: “Allora, tu hai ragione e loro hanno torto?”

Come posso essere così sicuro che fosse la voce di Dio? 

All’epoca lo sapevo e basta, ma ora posso vedere che l’esperienza ha superato le regole di discernimento di Sant’Ignazio. Ha aumentato il mio amore per l’innocenza, la mia umiltà e il mio desiderio di sacrificarmi per ciò che è giusto. Ha portato gioia profonda anziché piacere a spese degli altri, ha portato preoccupazione anziché amarezza, generosità anziché egoismo, fermezza paziente anziché fretta piena di ansia. Allo stesso tempo, ha aumentato la mia compassione nei confronti delle donne in difficoltà e dei loro figli, e mi ha fatto sentire più sicuro che mai e di mentalità più aperta.

Alla fine di quell’esperienza avevo tratto due conclusioni: doveva esserci un Dio, e doveva esserci un modo per dire che certe cose eranno giuste e certe sbagliate.

Non accettavo ancora che Gesù Cristo fosse il Significato dell’Universo e sicuramente non consideravo la Chiesa il Suo strumento, ma la mia mente era aperta per la prima volta dopo tanto tempo.

Avete bisogno di sentire la voce di DIO?

Chiedetegli di parlare, e guardate nei soliti posti. Poi rimanete tranquilli e ascoltate la Sua voce inconfondibile.

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