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Pericoli in rete! Come diventare più consapevoli nel mondo digitale

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Umberto Macchi - pubblicato il 13/09/22

Parental control, cyberbullismo, grooming, body shaming, sexting, hate speech, deep fake... aiuto! Come possiamo orientarci in questa selva di neologismi e pericoli in rete?

Internet può ancora essere un luogo sicuro, ma bisogna istruire i ragazzi all’uso consapevole della rete. Ecco perché è stato istituito il Safer Internet Day (SID), la giornata mondiale promossa dalla Commissione Europea e dedicata all’uso positivo di internet e alla sicurezza in rete. Nell’ultima edizione è stato evidenziato un dato molto positivo: che il tempo speso online è diminuito e che tutti abbiamo una maggiore consapevolezza dei rischi del web.

Non solo: per fortuna, secondo le statistiche, più della metà dei ragazzi intervistati dichiara di aver ricevuto informazioni e istruzioni utili per difendersi dai pericoli in rete. Inoltre, nell’ultimo anno, il 95% degli studenti e delle studentesse ha dato supporto a coetanei per orientarsi meglio nella dimensione digitale: la consapevolezza che sia inopportuno disseminare dati sensibili, che si debba fare attenzione alle persone conosciute, non condividere video privati o foto, che si evidenzi l’importanza del consenso quando si pubblicano contenuti in cui compaiono anche terzi, per esempio, sono evoluzioni di straordinaria importanza a livello di alfabetizzazione digitale.

Alcuni neologismi che spaventano

Cyberbullismo: è una forma di bullismo condotto attraverso strumenti digitali come internet. Come il bullismo tradizionale è una forma di prevaricazione e di oppressione reiterata nel tempo, perpetrata da una persona o da un gruppo di persone più potenti nei confronti di un’altra percepita come più debole, in genere nel gruppo dei pari.

Grooming: termine inglese che, nel linguaggio digitale, fa riferimento all’adescamento online e si concretizza in un lento processo interattivo attraverso il quale il cyber predatore (detto “groomer”) sviluppa una relazione intima e duratura con una giovane vittima (talvolta anche con la sua famiglia), “prendendosi cura” del suo mondo psicologico al fine di abbassare le inibizioni del soggetto con l’intento di abusarne sessualmente.

Body shaming: termine inglese formato da “body” (corpo) e “shaming” (vergogna), è quel fenomeno attraverso il quale far vergognare qualcuno per il suo corpo. Si tratta di una forma di bullismo e di cyberbullismo con cui si prende di mira una vittima e la si deride sistematicamente per il suo aspetto fisico, nella realtà e in rete.

Sexting: crasi dei termini inglesi sex e texting, è la pratica di inviare o postare messaggi di testo e immagini a sfondo sessuale, come foto di nudo o semi-nudo, inizialmente via cellulare o tramite internet, oggi sempre più attraverso app e social network. Un esempio sono quelle situazioni in cui gli adolescenti producono e condividono in maniera consensuale immagini “sexy” di se stessi, spesso tra fidanzati/e, utilizzando lo smartphone che possiedono, ormai, in età sempre più precoce.

Hate speech: letteralmente “discorso d’odio” riporta al fenomeno dell’incitamento all’odio, indica discorsi (post, immagini, commenti) e pratiche (non solo online) che esprimono odio e intolleranza verso un gruppo o una persona (identificate come appartenente a un gruppo o categoria) e che rischiano di provocare reazioni violente a catena. Più ampiamente il termine indica un’offesa fondata su una qualsiasi discriminazione (razziale, etnica, religiosa, di genere o di orientamento sessuale, di disabilità eccetera) ai danni di una persona o di un gruppo.

Deep fake e deep nude: tecnica per la sintesi dell’immagine umana basata sull’intelligenza artificiale, usata per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali. Il deep fake può essere usato per danneggiare le persone compromettendone la reputazione, la credibilità e favorendo la diffusione di fake news, come nel caso del revenge porn, nel quale la persona può diventare la protagonista di immagini e video pornografici che non si sono mai girati e che possono essere usati per ricattare, denigrare o vendicarsi di un ex fidanzata/o o compagna/o.

Quali sono le maggiori minacce sul web?

Le maggiori minacce sul web, al momento, sono il sexting, la pedopornografia e il cyberbullismo: nell’ultimo anno, il 24% degli intervistati racconta di aver scambiato proprie immagini intime, mentre il 7% dichiara di essere stato vittima di atti di cyberbullismo. Per chi volesse approfondire tematiche come adescamento online, dipendenze da videogiochi e dalla rete, il fenomeno del deep fake e dello sharenting, la web reputation, il diritto all’oblio, il body shaming, il malware e phishing, l’hate speech, il sexting, il cyberbullismo eccetera, consiglio questo sito web e il mio nuovo libro dedicato ai social media, Internet e l’anello della fuffa.

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