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I bambini possono ricevere le ostie non consacrate?

HÓSTIA

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Ricardo Sanches - pubblicato il 07/09/22

Se per qualche ragione viene offerta un’ostia non consacrata a un bambino, è importante che capisca che quel pane non è il Corpo di Cristo

Ricordo che quando ero piccolo era comune che i bambini che non avevano ancora fatto la Prima Comunione ricevessero l’ostia alla fine della Messa.

Tutti sapevano che dopo la benedizione finale potevano fare la fila per ricevere il pane azzimo.

Era, in un certo senso, un modo per placare la curiosità dei più piccoli riguardo all’ostia, al suo sapore, alla sua consistenza.

Questo gesto, anche se oggi è meno frequente, viene adottato in casi specifici. Di solito si compie per motivi catechetici e per suscitare un reale interesse per il mistero dell’Eucaristia.

Alla prova della Prima Comunione, ad esempio, i bambini ricevono in genere l’ostia non consacrata.

Al posto dell’ostia, alla fine della Messa, molte parrocchie condividono con i bambini qualche pezzo del pane benedetto che è stato presentato all’offertorio.

Ma i bambini, in certe situazioni, possono ricevere ostie non consacrate?

Ostie non consacrate per i bambini

Un articolo del portale A12ha affrontato il tema, indicando che bisogna fare attenzione perché il gesto non incorra in alcun tipo di profanazione.

“Se una persona intende profanare il significato del sacramento o confondere la gente, è piuttosto chiaro che sta facendo qualcosa di sbagliato”, si legge nell’articolo.

Per questo, bisogna chiarire ai bambini che ciò che stanno ricevendo non è l’Eucaristia.

“Se per qualche motivo ad un bambino viene data un’ostia non consacrata, quindi, l’importante è che abbia il discernimento per sapere che quel pane, pur conservando il suo aspetto, odore e sapore, non è il Corpo di Cristo”, afferma l’autore.

Cosa dice il Magistero della Chiesa?

Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che “per poter amministrare la santissima Eucaristia ai fanciulli, si richiede che essi posseggano una sufficiente conoscenza e una accurata preparazione, così da percepire, secondo la loro capacità, il mistero di Cristo ed essere in grado di assumere con fede e devozione il Corpo del Signore” (n. 913).

Vale anche la pena menzionare ciò che dice l’istruzione Redemptionis sacramentum su ciò che si deve osservare riguardo all’Eucaristia:

“Va disapprovato l’uso di distribuire, contrariamente alle prescrizioni dei libri liturgici, a mo’ di Comunione durante la celebrazione della santa Messa o prima di essa ostie non consacrate o altro materiale commestibile o meno.

Tale uso, infatti, non si concilia con la tradizione del Rito romano e reca in sé il rischio di ingenerare confusione tra i fedeli riguardo alla dottrina eucaristica della Chiesa.

Se in alcuni luoghi vige, per concessione, la consuetudine particolare di benedire il pane e distribuirlo dopo la Messa, si fornisca con grande cura una corretta catechesi di questo gesto.

Non si introducano, invece, altre usanze similari, né si utilizzino mai a tale scopo ostie non consacrate”.

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