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Il cardinale Marc Ouellet coinvolto in una causa per condotta sessuale inadeguata in Canada

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Kardynał Marc Ouellet

CPP / Polaris/East News

i.Media per Aleteia - Aleteia - pubblicato il 18/08/22

Il cardinale era una volta considerato uno dei papabili

Il cardinale Marc Ouellet, attuale prefetto del dicastero per i Vescovi, è coinvolto in una causa collettiva che prende di mira la diocesi di Quebec City, hanno riferito i media canadesi il 16 agosto. Il porporato 78enne, che non è oggetto di procedimenti giudiziari, avrebbe compiuto gesti inappropriati nei confronti di una stagista tra il 2008 e il 2010. Il Vaticano non ha commentato il caso.

La causa collettiva, autorizzata dalla Corte Superiore del Quebec nel maggio scorso e guidata da Arsenault Dufresne Wee Avocats, include 101 vittime che hanno dichiarato di essere state molestate da circa 88 sacerdoti o persone della diocesi tra il 1940 e oggi, riporta Le Journal de Montréal.

Sono stati diffusi degli estratti di alcune delle accuse presentate da una denunciante riguardanti il cardinale, in base alle quali, riferisce Radio Canada, “in diverse occasioni il cardinale Ouellet l’ha stretta a sé, le ha massaggiato le spalle e l’ha accarezzata vigorosamente ‘fino al punto in cui si uniscono le natiche’, provocando ogni volta un profondo disagio nella giovane stagista”.

L’avvocato Alain Arsenault ha spiegato a Le Journal de Montréal che è passato del tempo prima che la ragazza “capisse davvero ciò che aveva sperimentato”.

La giovane ha poi raccontato la sua storia al comitato di consulenza sugli abusi sessuali della diocesi di Quebec. Secondo l’avvocato, su suggerimento del comitato, che ha riconosciuto che queste accuse descriverebbero un caso di molestia sessuale, la ragazza ha scritto una lettera a Papa Francesco nel gennaio 2021.

Il Vaticano avrebbe nominato il sacerdote gesuita Jacques Servais perché indagasse sul cardinale Ouellet. “Per un anno e mezzo non è accaduto nulla”, ha dichiarato Arsenault.

Contattata da AFP, la diocesi di Quebec ha riconosciuto “le dichiarazioni contro il cardinale Ouellet”, ma ha detto che non avrebbe “rilasciato alcun commento sulla questione”.

Il porporato viene spesso descritto come influente nella Curia Romana nonostante il suo relativo silenzio nel panorama mondiale.

L’opinione pubblica considerava il cardinale “papabile” al conclave del 2013. Dal 2010 è prefetto del dicastero per i Vescovi.

Dal 2003 al 2010 è stato arcivescovo di Quebec.

Nel febbraio scorso, durante un colloquio sul sacerdozio in Vaticano, ha chiesto perdono alle vittime di abusi sessuali commessi dai chierici, riconoscendo che queste situazioni hanno “distrutto” la loro vita.

La decisione della Santa Sede

In merito alle affermazioni dei giorni scorsi riportate dalla stampa e riguardanti l’Em.mo
Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, dichiara che:

“terminata l’indagine preliminare affidata dal Papa al P. Jacques Servais, S.I., la cui conclusione è stata che non ci sono elementi per dare inizio a un processo nei confronti del Cardinale Ouellet per aggressione sessuale, avendo consultato nuovamente il P. Servais e avendo ricevuto conferma che [dal francese, ndr] «Non ci sono motivi fondati per avviare un’indagine per aggressione sessuale della persona F. da parte del Card. M. Ouellet. Né nel suo rapporto scritto e inviato al Santo Padre, né nella testimonianza via Zoom che ho raccolto in seguito alla presenza di un membro del Comitato diocesano ad hoc, questa persona ha portato un’accusa che fornirebbe materia per tale indagine.», a seguito di ulteriori pertinenti consultazioni, Papa Francesco dichiara che non sussistono elementi sufficienti ad aprire un’indagine canonica per aggressione sessuale da parte del Cardinale Ouellet nei confronti della persona F.”.

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