Aleteia logoAleteia logoAleteia
venerdì 12 Agosto |
Santa Giovanna Francesca de Chantal
Aleteia logo
Spiritualità
separateurCreated with Sketch.

Il dono delle lacrime, quella grazia scivolata nel dimenticatoio 

SAD

Photo by Aliyah Jamous on Unsplash

Marzena Wilkanowicz-Devoud - pubblicato il 26/07/22

Perché nascondere le proprie lacrime? Perché piangere in pubblico è tanto imbarazzante? Eppure le lacrime sono, secondo la tradizione cristiana, una delle grandi grazie di Dio. Un dono magnifico che oggidì si tende purtroppo a non valorizzare adeguatamente.

Quando è stata l’ultima volta che avete pianto? Questa domanda, come pure la sua risposta, mette molte persone a disagio. Madeleine, pediatra di Lille di 49 anni, ci ha detto: 

È sbalorditivo doverlo riconoscere, ma durante la messa dei funerali di mia madre mi concentravo con tutte le mie forze per non crollare, cioè per non piangere. Dovevo “tenere”, essere degna, restare all’altezza dei parenti, degli amici e dei conoscenti. E tuttavia una vocina interiore diceva che stavo sbagliando. Mi suggeriva nettamente che sarebbe stato cosa buona lasciar sgorgare le mie lacrime. Alla fine della messa ne sono stata inondata. È stato come se solo quelle avessero potuto consolarmi, e soprattutto riconnettermi a Dio e… a mia madre che a Lui si era unita. 

Ma perché quest’espressione dell’intimo scuote a tal punto? Perché non è ben vista? Perché la nostra epoca ha gli occhi asciutti? Tale attitudine è infatti relativamente nuova: perché abbiamo dimenticato come si fa a piangere in pubblico, laddove ogni tradizione spirituale cristiana valorizza le lacrime? Che siano di pentimento, di nostalgia o di gioia, le lacrime sono talmente importanti che il cristianesimo le considera un dono, anzi una grande grazia di Dio. 

Il senso delle lacrime 

Per Piroska Nagy, autrice di Don des larmes au Moyen Âge ([Il dono delle lacrime nel Medioevo, N.d.T.] Albin Michel), uno studio basato su testi biblici, scritti di Padri della Chiesa e sulle regole dei monaci fondatori di ordini e confraternite, è ora di comprendere il senso delle lacrime che da tempo pare essersi smarrito. «Beati quelli che piangono, perché saranno consolati». È da questa parola fondatrice che si riconosce come le lacrime siano un magnifico dono. 

Come l’autrice spiga nell’opera, fin dal principio il cristianesimo ha raccomandato di piangere per purificare l’anima. Nel Medioevo furono molti quanti versavano lacrime in abbondanza e aspiravano alla grazia celeste delle lacrime, naturalmente legate alla contrizione o alla sofferenza, e che simboleggiano e producono la beatitudine dell’unione mistica con Dio. Perché Dio s’incarna nel quotidiano di ogni persona. 

Cristo pianse due se non tre volte, nei Vangeli (mentre si accingeva al sepolcro del caro amico Lazzaro; alla vista di Gerusalemme e probabilmente nel giardino degli Ulivi prima della crocifissione), e in quelle lacrime ha raccolto tutte quelle dell’intera storia. Anne Lécu, autrice del luminoso opuscolo Des Larmes ([Delle lacrime, N.d.T.] Cerf), ha spiegato in un’intervista a La Croix

Gesù si è fatto uno di noi, in qualche modo ho l’impressione che le nostre lacrime siano incluse nelle sue. Egli le porta. Quando piange, egli piange una volta per tutte le lacrime di tutti quanti. E se Dio piange, sì, c’è un rapporto fra Dio e le lacrime. Gli autori del Medioevo non si sono sbagliati, quando hanno parlato del “dono delle lacrime”. 

Il “dono delle lacrime”, un regalo di Dio 

Sì, molto probabilmente le lacrime manifestano la presenza di qualcuno. Spiega il gesuita Dominique Salin in una trasmissione su KTO: 

È un segno del fatto che in noi c’è più di noi. Nelle lacrime c’è qualcosa di più grande, qualcosa che viene dall’Altro. Il luogo della presenza di Dio è un regalo per ogni uomo, credente o non credente. E se Dio stesso piange è perché le lacrime sono un cammino verso di Lui. 

Per i Padri del deserto non c’erano dubbi: il “dono delle lacrime”, che trova riscontri sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento, è una forma reale di preghiera. Una preghiera che lava gli occhi e che purifica l’anima. 

Le lacrime al cuore di papa Francesco:

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio] 

Tags:
ascesicammino di santitàlacrimepiantospiritualità
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni