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“Non so se credo…”

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Catholic Link - pubblicato il 24/07/22

7 consigli per affrontare i propri dubbi e riscoprire il tesoro della fede

di Mauricio Montoya

Avete avuto dubbi di fede? Magari momenti in cui vi chiedete cosa potrebbe accadere se vi allontanaste dalla Chiesa? O attraversate un momento di aridità spirituale? Se la risposta a qualcuna di queste domande è affermativa, ringraziate Dio!

Sì, anche se vi sorprende, bisogna rendere grazie a Dio perché vi permette questa esperienza di aridità o crisi, come volete chiamarla. Quella sensazione che avete provato o state provando attualmente fa sì che la fede sia sempre più forte.

Esercitare i muscoli… spirituali!

Pensate all’esercizio fisico. Ci sono routine più complesse di altre, ma che danno migliori risultati al momento di raggiungere l’obiettivo desiderato. Nella fede accade lo stesso: ogni dubbio e ogni crisi rafforza i “muscoli spirituali”, rendendoci più forti.

Evitiamo la concezione che ci fa pensare che la fede non si debba esercitare, promuovere e maturare. Anche se è un dono di Dio, attraverso il quale l’uomo risponde alla Sua rivelazione amorevole, è anche una virtù che aumenta con la formazione spirituale.

Avete una buona vista?

La fede è anche una questione di osservazione. Osservando ci si pongono le grandi domande, ma se non si è capaci di osservare le domande non arrivano. Bisogna imparare a osservare quello in cui crediamo, cercare di costruire un vero sguardo critico e obiettivo che ci permetta di purificare la fede e promuovere una sana spiritualità personale e familiare.

Quando ci permettiamo di interrogarci – o anche di interrogare chi ci circonda –, ci diamo la possibilità di scoprire che ci sono occasioni in cui pensiamo di avere ragione e può essere che non sia così.

È questa la ricchezza del vero dialogo. E attenzione, dobbiamo intavolare un dialogo reale anche con noi stessi, perché comprenderci è importantissimo!

Cercare con sincerità

Parlare dei dubbi di fede e delle domande che ci si possono porre o che si vorrebbero porre a qualcuno è sano e lodevole. Domande come “Cosa fare? È il momento di abbandonare la Chiesa? Come sapere se è solo una fase? È colpa mia?”

Solo con la ricerca sincera di risposte potremo costruire vere basi per le nostre convinzioni.

Chi non sa cosa vuole o in cosa crede è schiavo dell’immediato. Di un’emozione, una tendenza o un sentimento. Questo ci danneggia moltissimo, ci fa credere in un’utopia o nell’astratto, il che alla fine si rivela un inganno.

Non avere paura di interrogare e di interrogarsi

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2 Imparate a farvi delle domande

La cosa più importante non è quella sensazione strana e scomoda che può risvegliare il vuoto emotivo, ma pensare ad esso come a una sorta di allarme. Anziché affondare nel vuoto, possiamo imparare a porci delle domande per essere felici.

In genere rifuggiamo dal silenzio, ci chiediamo meno cose e la sensazione di funzionare in automatico è molto più spiccata quando smettiamo di interrogarci sulla nostra felicità o su quella delle persone che ci circondano. Essendo una decisione che si prende tutti i giorni, la felicità richiede il fatto di generare spazi di riflessione e di porsi delle domande.

Porre domande è interessante. Oltre a promuovere la conoscenza reciproca, richiede educazione e buone maniere, perché non bisogna invadere l’intimità altrui. Porre domande a se stessi, questo sì che è davvero per i coraggiosi.

La risposta non ci piacerà sempre. Possiamo imbatterci in grande bellezza, ma anche in realtà che non ci risultano gradite.

Questo processo ci aiuta in modo incredibile. Da un lato ci permette di conoscere chi ci circonda e di renderci sempre più empatici, più fraterni. Dall’altro, ci aiuta a conoscere la verità su noi stessi, a sapere cosa proviamo, in cosa crediamo, cosa pensiamo, cosa vogliamo.

Tutti abbiamo una vocazione preziosa

Anche se abbiamo dubbi di fede, bisogna coinvolgere la nostra poca fede in questo processo. È molto importante! Solo così sarà possibile scoprire in queste domande e risposte cosa Dio vuole per ciascuno. Qual è la vocazione, la chiamata, la missione… in definitiva, scoprire come Dio ha sognato ciascuno di noi.

Quanto è bello che in questo processo di domande e risposte arriviamo a capire una volta per tutte che la nostra missione su questa Terra è contagiare il nostro amore. Solo così si costruisce il Regno!

Ci avete pensato? Le “crisi” o i dubbi di fede possono essere l’opportunità per trovare la risposta al vostro proposito di vita.

E se questi dubbi fossero l’inizio di qualcosa di grandioso?

È bene essere coraggiosi e trasformare ogni dubbio, ogni crisi, ogni momento di deserto in una mappa per navigare verso qualcosa di bello e non in un pilastro a cui attaccare la nostra barca perché non vada alla deriva.

La nostra vita è piena di opportunità. Lo è anche la situazione più difficile. Ci aiuterà sempre a vivere questa avventura con passione e a non permettere che le vicissitudini quotidiane coinvolgano la nostra storia e ne facciano una barca ancorata a riva.

Bisogna rimanere saldi nella passione di navigare in questa vita, con la certezza che quando ci avventureremo troveremo risposte che ci offriranno altre domande. Domande che ci porteranno a terre nuove.

Dio ci invita a scrivere una storia appassionante

E allora perché aver paura per un dubbio di fede? Può servirci da motore per essere migliori, per credere con più forza, camminare con maggior decisione, trovare la nostra missione e avvicinarci alla realtà desiderata. Dove non ci sono mai state domande non ci sono mai state neanche risposte.

Indossiamo le lenti della fede e avventuriamoci in questa storia. La storia che Dio, nel Suo profondo amore, ha sognato per te e per me.

Coraggio, siamo appena all’inizio… ed è appassionante!

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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