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“Cure e preghiere”, il modo in cui Val Kilmer ha sconfitto il cancro

VAL

PrimeVideo

José Ángel Barrueco - pubblicato il 20/07/22

“Val”, autoritratto di un attore in fase di superamento

A priori, “Val” sembra solo un documentario sulla carriera cinematografica dell’attore Val Kilmer, ma pochi minuti dopo il suo inizio scopriamo che è qualcosa di più: una storia di superamento, di accettazione, perfino di redenzione.

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Confessioni registrate nel corso di molti anni in cui una celebrità di Hollywood ricorda tutto ciò che è stato (attore bello, di successo, sano, sposato, con talento, sempre polemico durante le riprese) e quello che è oggi (una stella che vive della gloria del passato, divorziato dalla moglie Joanne Whalley, senza una voce propria per colpa di un cancro alla gola che è riuscito a superare, che affronta i nuovi impedimenti con un misto di umorismo, miseria e dignità).

Un uomo che ha perso uno dei suoi fratelli quando erano giovani e l’altro è annegato in una vasca da bagno per un attacco di epilessia. Una perdita che Kilmer si è sempre portato dietro.

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Dopo gli interventi chirurgici e la chemioterapia, il comportamento dell’attore è esemplare: anziché nascondersi come fanno tante star quando invecchiano o si ammalano, Val Kilmer, che fin da bambino registra la sua vita personale e domestica, affronta la telecamera senza paura.

Lo vediamo con il volto già deformato, con una cannula in gola che provoca una voce metallica, che si sforza di respirare mentre articola le parole… ma anche mentre scherza con i figli, Jack e Mercedes, ammettendo che in passato si è comportato male quando si giravano i film e che nella sua carriera non ci sono stati solo successi. Lo vediamo anche piangere e crollare per la morte della madre. Resiste a tutto questo con la sua voglia di vivere. Di continuare a lottare.

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Incontrare di nuovo i fans

Si vede poi quando viaggia per gli Stati Uniti per assistere agli incontri di fans dei fumetti e a proiezioni pubbliche dei suoi film, firmando autografi.

“A volte mi sento triste, depresso, e mi costa molto dover girare il Paese. Non mi vedo bene e sto vendendo il mio io del passato, la mia vecchia carriera”, dice.

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Questo, però, gli permette di incontrare i fans, e alla fine “mi sento molto grato anziché sentirmi umiliato”. In una di quelle occasioni, la celebre Comic Con, ha dovuto fermare per un po’ la firma degli autografi perché si sentiva male di stomaco. Ha rimesso e poi è tornato riprendendo la sessione tra gli applausi del suo pubblico.

Al di là di questi passi pubblici e anche intimi, in cui lo si vede scherzare con il figlio o anche travestirsi da supereroe mascherato per deridere la propria performance in “Batman Forever”, noi cinefili ci godiamo una serie di aneddoti e di scene dei suoi film più noti, che lo hanno reso un attore a tutto tondo, passando dal suo lato comico (“Top Secret”, “Scuola di geni”) agli interventi nel cinema drammatico d’azione (“Top Gun”, “Willow”, “Tombstone”, “Kiss Kiss Bang Bang”, il citato sequel di “Batman”) e ai ruoli nel cinema d’autore (“The Doors”, “Heat”, “Wonderland”, “Spartan”). Possiamo rimproverargli solo il fatto di non menzionare la serie di film di poco successo a cui ha partecipato negli ultimi anni.

“Pregare è stata la mia cura contro il cancro”

Un altro elemento importante arriva verso la fine, quando parla della sua ossessione per lo scrittore Mark Twain. Per dieci anni ha scritto una sceneggiatura sulla sua vita e su quella di Mary Baker Eddy, fondatrice della Chiesa della Scienza Cristiana. Un progetto difficile da portare avanti.

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Da quel progetto quasi impossibile è nato “Cinema Twain”, un monologo con cui ha ottenuto abbastanza successo e in cui si trasformava completamente nell’autore di “Tom Sawyer”. Mentre stava per mettere in scena l’opera a Nashville ha perso la voce, è stato ricoverato d’urgenza e “con cure e preghiere” è riuscito a riprendersi. “Pregare è stata la mia terapia”, ha detto ai giornalisti in occasione della promozione del documentario.

“Val” arriva più o meno fino al 2020, ma noi sappiamo cos’è accaduto dopo, perché nel 2022 ha partecipato a “Top Gun: Maverick”, riprendendo il suo celebre ruolo del pilota Iceman.

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Il film è diventato un vero successo e lo ha riportato alle glorie del passato, e tutto grazie all’impegno personale di Tom Cruise, che ha insistito con i produttori perché partecipasse al film.

Questo documentario ci permette di vedere con altri occhi un attore rinato dalle sue ceneri.

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