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Benedetto XVI non è morto – La semplicità nella verità, “marchio di fabbrica” di Giovanni Paolo I – & altro… 

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HANDOUT / VATICAN MEDIA / AFP

i.Media per Aleteia - pubblicato il 13/07/22 - aggiornato il 13/07/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Mercoledì, 13 luglio 2022

1. Ultim’ora: Benedetto XVI non è morto

2. La psicologia, alleata delle vocazioni cristiane

3. Esplosione geopolitica nel mondo ortodosso

4. Due Spagnoli multati per aver pregato davanti a una clinica abortiva

5. La semplicità nella verità, “marchio di fabbrica” di Giovanni Paolo I

1. Ultim’ora: Benedetto XVI non è morto

Il Papa emerito Benedetto XVI non è morto. Anche se in genere questa non verrebbe considerata una notizia, è apparsa su vari titoli e media perché alle 2.30 di martedì un insegnante italiano, Tommaso De Benedetti, ha scatenato il panico online twittando da un account falso in tedesco, inglese e spagnolo che il Papa emerito era morto. Nell’agosto 2021, De Benedetti ha creato un profilo Twitter fingendo di essere il vescovo Georg Bätzing di Limburg, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca. Non ha usato attivamente l’account, ma è riuscito a ottenere migliaia di followers seguendo le persone giuste e lasciando che gli algoritmi di Twitter facessero il resto. Martedì notte ha poi pubblicato la falsa notizia dal suo profilo. Il giornalista di The Pillar JD Flynn ammette di aver ritwittato il tweet di De Benedetti con il disclaimer per cui era qualcosa che il vescovo Bätzing stava affermando e che stavano lavorando per ottenere delle conferme. Ha quindi chiesto scusa ai suoi lettori e ha detto che in pochi minuti aveva cancellato il tweet rendendosi conto che era falso. Poco dopo, De Benedetti ha twittato dal suo falso account ammettendo che si trattava di uno scherzo. Nel 2012, aveva già fatto una cosa simile. “È un hobby strano”, scrive Flynn. “Sono sicuro che ci sono state persone che sono rimaste davvero infastidite da quello che ha fatto De Benedetti – è stato maleducato, mettendo in atto un abuso della nostra libertà d’espressione, e sconsiderato”.

The Pillar, inglese

2. La psicologia, alleata delle vocazioni cristiane

La psicologia è ora pienamente integrata in seminari e conventi di tutto il modo, ed è quasi impossibile immaginare di formare il clero senza l’aiuto di questa disciplina. Cinquant’anni fa questo campo rimaneva nell’ombra nella Chiesa, e l’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana di Roma è stato pioniere quando è stato fondato nel 1971. Tra le difficoltà spesso identificate al giorno d’oggi c’è la mancanza di maturità, che non è necessariamente un fenomeno patologico in sé, ma può portare a una forma di “fariseismo”. “Vogliamo tutti seguire Gesù, ma incosciamente spesso seguiamo noi stessi; cerchiamo di soddisfare i nostri sogni di potere, valore e possesso”. “Questo non comporta una colpa, perché è inconscio, ma ha inevitabilmente un’influenza significativa sul nostro servizio al Regno di Dio”, avverte padre Morgalla, che considera le consulenze psicologiche uno strumento indispensabile per identificare i limiti e il potenziale di ogni individuo quando lo si forma per diventare un possibile futuro sacerdote o persona consacrata. L’Istituto, che ha solo 15 studenti per classe per permettere una formazione personalizzata, interessa anche sempre più laici che desiderano sviluppare la propria coerenza personale di fronte alla “cultura narcisistica” che spesso indebolisce l’autenticità della fede cristiana.

Alfa y Omega, spagnolo

3. Esplosione geopolitica nel mondo ortodosso

Il quotidiano Domani riporta le conseguenze del sostegno di Kirill a Vladimir Putin per via della sua opposizione all’Occidente e ai suoi valori decadenti. Questa posizione è precedente all’invasione dell’Ucraina. Il Presidente russo ha abbandonato il Consiglio d’Europa e ha ricostruito la narrativa dell’identità russa a causa, in parte, dell’“insistenza” del patriarca ortodosso in difesa delle tradizioni, spiega il giornalista Pasquale Annicchino. Il legame tra identità religiosa e identità nazionale – il principio della “sinfonia” – nei Paesi ortodossi “assume un ruolo di primo piano” e ha provocato negli ultimi anni “movimenti sismici” nel mondo ortodosso. Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, è stato l’architetto di questi sviluppi riconoscendo la Chiesa Ortodossa Ucraina, un gesto accolto molto negativamente da Mosca. Più di recente, ha spinto la Chiesa Ortodossa Serba a “a garantire la piena indipendenza della chiesa ortodossa macedone” – l’autocefalia. Secondo il giornalista, la Chiesa Ortodossa Serba “ha voluto probabilmente evitare lo scenario russo”, in cui Bartolomeo ha riconosciuto la Chiesa Ortodossa Ucraina. La guerra in Ucraina ha accelerato le tensioni, con la Russia che pone le diocesi nelle aree invase “ sotto la diretta tutela del patriarcato di Mosca”. In risposta, l’Ucraina sta preparando due progetti di legge: il primo proibisce l’operato del Patriarcato di Mosca sul territorio ucraino, il secondo proibisce l’attività di quei gruppi religiosi il cui centro di governo sia “in uno stato riconosciuto dalla legge come aggressore militare contro l’Ucraina”. L’obiettivo è costringere l’Ortodossia a riconoscere formalmente l’integrità territoriale del Paese e a porre le religioni sotto la supervisione governativa. L’autore dell’articolo afferma che questo progetto è vicino al modello proposto in Cina di rapporto con le religioni, “tanto criticato in Occidente”. “Per ora l’approvazione di questi progetti di legge è sospesa”, conclude.

Domani, italiano

4. Due Spagnoli multati per aver pregato davanti a una clinica abortiva

“Pregare non è un crimine”. Questo è il nome dell’iniziativa intrapresa da varie persone in Spagna per protestare contro un disegno di legge che proibisce di “molestare le donne che si recano nelle cliniche per porre fine a una gravidanza”. La legge è stata approvata a metà dell’aprile 2021, e finora non era stata un problema per coloro che pregavano in prossimità dei centri. Nel giugno scorso, tuttavia, due Spagnoli hanno ricevuto una multa di 600 euro per aver recitato il Rosario fuori da una clinica abortiva a Madrid. In segno di protesta, una volta al mese verrà recitato il Rosario davanti al pioniere del business dell’aborto in Spagna, il Centro Dator.

ACI Prensa, portoghese

5. La semplicità nella verità, “marchio di fabbrica” di Giovanni Paolo I

“Prossimità, umiltà, semplicità, povertà e insistenza sulla tenerezza e sulla misericordia di Gesù”: queste la caratteristiche principali del breve magistero di Papa Giovanni Paolo I secondo Stefania Falasca, vice-presidente della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I e vice-postulatore della sua causa di beatificazione. Durante una conferenza stampa svoltasi a meno di due mesi dalla beatificazione di Papa Luciani, il 4 settembre, la vaticanista ha sottolineato la “coincidenza assoluta tra quello che insegvana e ciò che viveva”. Discepolo di San Francesco di Sales, Giovanni Paolo I è stato l’erede del Concilio Vaticano II, convinto che il primo dovere della Chiesa fosse l’evangelizzazione. Tra i temi che avrebbe sviluppato se non fosse morto per un attacco di cuore appena 33 giorni dopo la sua elezione c’erano l’impegno ecumenico e l’azione per la pace. Per la Falasca, questo Papa è “Un punto di riferimento nella storia della Chiesa universale”.

Omnes, spagnolo

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rassegna stampa internazionale
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