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Totti e Ilary si separano e per Repubblica è una buona notizia

FRANCESCO TOTTI ILARY BLASI

Marco Iacobucci Epp | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 12/07/22

È ufficiale: la royal family del calcio italiano si separa. Tantissimi i commenti: dei fan dispiaciuti, dei finti menefreghisti e di una categoria estremamente cinica che fatichiamo a comprendere. Nessuno sembra essersi speso a riflettere sul dolore di un matrimonio fallito

È finito il matrimonio tra Francesco Totti e Ilary Blasi, lo hanno scritto tutti i giornali, da quando ieri Dagospia ha dato per primo la notizia. Già qualche mese fa, a febbraio, si era parlato e sparlato di separazione, di presunti amanti. Ma poi l’ex capitano tramite social aveva messo a tacere tutto, anche se i più scettici avevano avuto da ridire su quei filmati postati sulle storie di Instagram, giudicati macchinosi e poco convincenti.

ILARY BLASI FRANCESCO TOTTI
Ilary Blasi e Francesco Totti, maggio 2017, Addio alla Roma

E poco tempo dopo anche l’ex letterina, ospite dell’amica Silvia Toffanin a Verissimo, aveva accusato giornalisti e testate di aver fatto una pessima figura per aver spacciato per vera una notizia falsa, per non aver rispettato la sua famiglia, soprattutto i figli della coppia.

Totti e Blasi: 17 anni di matrimonio e tre figli

In molti stanno scrivendo che è stato da ipocriti smentire, mostrarsi perfino piccati con i giornalisti, ma sarebbe opportuno dare almeno il beneficio del dubbio a Francesco e Ilary. Perché con 17 anni di matrimonio alle spalle (la coppia si era sposata il 19 giugno del 2005 nella chiesa romana di Santa Maria in Ara Coeli) e tre figli si fa di tutto per non dirsi addio e tutelare la propria famiglia. Si può facilmente immaginare che la coppia stesse lottando per superare la crisi, per restare a galla e ritrovarsi in mezzo la tempesta. Perché il matrimonio è un’impresa difficile, e senza qualcuno che ti indichi il faro è facilissimo sbattere sugli scogli e mandare tutto all’aria.

“Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io”

Per una coppia famosa deve essere ancora peggio. L’avere a disposizione grosse quantità di denaro, l’essere all’apparenza benvoluti da tutti, ricercati, desiderati, apre a mille insidie e tranelli. Ma anche per le persone comuni il clima generale non è a favore della famiglia. L’andazzo è quello del “se non sei felice è finita”, “se non fate sesso da un mese non ti ama più”, “è giusto che tu ti rifaccia una vita, è un tuo diritto”. E spesso queste “perle” vengono pronunciate da amici e colleghi. Infatti c’è un motivo per cui il proverbio dice: “dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io”.

A volte invece servirebbe un sano “cazziatone”, l’amico/a che ti prende a schiaffi con le parole e non ti molla finché quasi non ti metti a piangere per la cavolata che stai facendo, che ti ricorda quello che stai perdendo per una storia di sesso e poco più.

“Gufano” contro gli sposi

Invece oggi è un diritto mollare tutto quando il gioco si fa duro, anzi, se non lo fai sei un mollaccione per non dire un’altra parola. Davvero c’è un “gufare” generalizzato contro gli sposi. Perché si sa, più qualcosa è bello e prezioso più scatena l’invidia. E cosa c’è di più caro del matrimonio?

Separazione Totti Blasy: non solo commenti di fan dispiaciuti

Sarà una sensazione sbagliata, ma leggendo un po’ in giro per il web mi sembra che accanto ai commenti dei fan dispiaciuti, a quelli dei finti menefreghisti, ci sia una categoria composta da chi con un certo gusto conclude: “finalmente si sono lasciati anche loro”.

L’infelice titolo di Repubblica

Basti pensare all’infelice titolo del commento di Natalia Aspesi su Repubblica “Totti e Blasi, la separazione è ufficiale. Finisce la favola, evviva la normalità”. What? Normalità? Il fallimento di un matrimonio è normale? bello? auspicabile? una frase del genere lascia intendere questo, sembra quasi voler festeggiare la fine di una famiglia in cui, ricordiamo, sono nati tre figli.

E l’incipit dell’articolo è dello stesso tenore:

Finalmente una buona notizia! Cioè a distanza di mesi la conferma di una buona notizia (…).

(Ibidem)

Su certi dolori sarebbe meglio non esultare

Va bene l’ironia, l’essere dissacranti per uscire (?) dal coro, però su certi dolori sarebbe meglio non esultare. Un divorzio è un lutto, e sui lutti non si sguazza.

“Coppia tradizionale”, “fallace promessa del per sempre”

Continua la giornalista:

A differenza di un popolo singhiozzante, io (…) trovo la separazione dei due amabili divi molto rasserenante. Perché è la storia di una coppia tradizionale, niente di moderno, composta da un uomo e una donna, con tre figli (17, 15, 6 anni), che dopo 17 anni di matrimonio ce la fa ad uscire dalla prigione dei doveri della celebrità e dalla fallace promessa del per sempre(…)

(Repubblica)

“Coppia tradizionale”; “fallace promessa del per sempre” appaiono chiaramente espressioni su base ideologica e demagogica che a noi risultano fuori luogo di fronte a una vicenda così delicata.

Siamo davvero diventati così cinici?

Ma davvero siamo diventati così cinici e poveri da non aspettare altro che veder capitolare “le favole” degli altri? A prescindere che siano vip o persone comuni. Le favole non esistono, e definirle tali per poi calpestare ciò che di buono è stato e di buono resta, è quantomeno discutibile.

Quello che avremmo voluto leggere sulla separazione Totti Blasi

Ci saremmo aspettati di leggere: “peccato che abbiano mollato, peccato che non abbiano avuto il sostegno necessario per ricucire gli strappi, per ritrovarsi nonostante i problemi e le incomprensioni. Chissà quanta solitudine, dolore. Chissà quanti avranno seminato zizzania, fatto carte false per dividerli”.

Il matrimonio è difficile

Perché come già detto stare insieme è difficile, il matrimonio è duro senza qualcuno che ti ricordi qual è il senso di ciò che hai promesso davanti a Dio quel giorno, è impossibile resistere senza essere accompagnati, senza ricevere incoraggiamento, sostegno, affetto, vicinanza. Gli sposi hanno bisogno di qualcuno che ricordi loro che vale sempre la pena riprovarci, per non lasciare, come dice il Santo Padre, che la tristezza trasformi i loro volti.

Tolto il gossip e la cattiveria, cosa resta?

Io avrei voluto leggere un articolo così. E invece, tolto il gossip e la cattiveria, non resta altro: come è possibile?

È un atteggiamento più diffuso di quel che si potrebbe pensare. Spesso soprattutto anche fra cristiani: “Lo sai che il marito l’ha lasciata? venivano sempre in chiesa insieme, hanno fatto tutti quei figli, e poi lui se l’è data a gambe. Non aspettava altro con una moglie così”. Da poco ho sentito con le mie orecchie queste parole e sono rimasta di sasso. Ma le parti potrebbero essere tranquillamente invertite.

Il comunicato di Ilary Blasi

Dopo vent’anni insieme e tre splendidi figli, il mio matrimonio con Francesco è terminato. Il percorso della separazione rimarrà comunque un fatto privato e non seguiranno altre dichiarazioni da parte mia. Invito tutti a evitare speculazioni e, soprattutto, a rispettare la riservatezza della mia famiglia – il comunicato di Ilary Blasi.

(Ansa)

Ilary_Blasi

Il comunicato di Francesco Totti

Ho tentato di superare la crisi del mio matrimonio, ma oggi capisco che la scelta della separazione, pur dolorosa, non è evitabile. Tutto quello che ho detto e fatto negli ultimi mesi è stato detto e fatto per proteggere i nostri figli, che saranno sempre la priorità assoluta della mia vita. Continuerò a essere vicino a Ilary nella crescita dei nostri tre meravigliosi figli, sempre nel rispetto di mia moglie. Confido nel massimo rispetto della nostra privacy, soprattutto per la serenità dei nostri figli – quello di Francesco Totti.

(Ansa)
Pope Francis with Francesco Totti – fr

Totti ripete per tre volte “figli” e poi scrive “moglie”

Figli è la parola che l’ex capitano della Roma ripete tre volte, e poi mi colpisce quando usa il termine: “moglie”.

Noi non festeggiamo la notizia della separazione di nessuno, anzi, crediamo che gli sposi e le famiglie abbiano bisogno di sostegno, e per chi crede di preghiere. Perché l’amore coniugale e ciò che da esso nasce è l’unica cosa per cui valga la pena soffrire.

Il matrimonio cristiano

(…) È come se nel Sacramento ti venisse affidato il marito o la moglie con questo comandamento “amalo come l’ho amato io”. A questo punto tiro fuori il crocifisso e ribadisco il concetto: Cristo vi dona lo Spirito per amare così, in croce, in modo irrevocabile e indissolubile, volete amare così? Sappiate che Dio ama un peccatore fino in fondo e non retrocede mai, così dovete fare anche voi. (…) Indico il crocifisso. “Allora, siete sicuri? Volete amarvi proprio così?”. Questo stesso crocifisso lo ritiro fuori quando la coppia viene a dirmi che c’è la crisi, la difficoltà, io attraverso il crocifisso li riporto a chiedere la grazia del matrimonio, li riporto a quella domanda: ma tu vuoi essere un discepolo di Cristo? Il punto centrale è sempre l’identità di Cristo, e io sono schietto: o Cristo è Dio o Cristo è un matto. Se tu ci credi, e vuoi essere suo discepolo, quando sei in fila per la Comunione, riferendoti al tuo sposo o alla tua sposa devi dire: “Voglio amarlo come lo ami Tu”, quindi significa che credi che quello sia il corpo di Cristo e allora io domando ancora: davvero vuoi amarlo così? Fino a farti mangiare? Questo è il cuore del matrimonio.

(padre Maurizio Botta)
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