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Come riprendere a vivere davvero dopo la guarigione dal cancro?

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PintoArt!Shutterstock

BenEssere - pubblicato il 11/07/22

Per tornare a vivere con speranza e serenità dopo la guarigione da una malattia tumorale non bastano l'esito clinico e i controlli medici. Che cosa può aiutarci?

della professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia medica San Raffaele Resnati (www.alessandragraziottin.it).

Guarire dal tumore non basta: cosa serve?

Ho saputo che lei ha tenuto un bel corso per medici e psicologi per aiutare le donne a ritrovare salute e gioia di vivere dopo un tumore. Mi ha colpita perché i medici di solito parlano di “sopravvivere” non di gioia di vivere. Ho 47 anni e sono guarita da un tumore maligno (carcinoma squamoso) causato da papillomavirus, con l’asportazione dell’utero e delle ovaie. Mi sento però molto giù. Cosa potrei fare per vivere meglio?

ANNA MARIA F., SASSARI

Il “dopo tumore” apre bivi fisici ed esistenziali importanti, gentile signora, anche quando il cancro sia stato eliminato, come nel suo caso. L’asportazione di utero e ovaie, prima della menopausa, ha però indotto uno stato di menopausa “chirurgica”. Buona notizia: il tumore che lei ha avuto non è ormonodipendente.

Alla ricerca di un nuovo equilibrio

Per stare meglio, se non ha controindicazioni, potrebbe quindi fareuna terapia ormonale sostitutiva, con soli estrogeni, meglio se transdermici (cerotto o gel) e testosterone di estrazione vegetale in crema, a livello genitale.

Il riconquistato equilibrio ormonale già potrebbe darle un grande aiuto per sentirsi meglio. Ne parli con il ginecologo di fiducia.

“Riprendersi la vita”, in un senso più ampio, emotivo, affettivo esistenziale, è un progetto che va oltre la possibilità di fare cure ormonali. Vale per tutte le donne, che hanno avuto un tumore, non sempre del tutto eliminabile con la chirurgia, la chemio o la radioterapia. è un percorso parallelo, rispetto alle terapie oncologiche, per cercare di stare meglio per il tempo che a ognuno di noi viene dato.

Ha due grandi pilastri: migliorare l’energia e l’amore che viene da relazioni personali più significative e praticare con costanza stili di vita sani.

Fare squadra per ripartire

Per farlo, bisogna fare squadra: tra donne-pazienti anzitutto, e con medici, psicologi, ma anche con fisioterapiste o altre fi gure professionali, quando indicate, per potenziare le capacità di recupero fisiche, psicologiche e relazionali di ciascuna donna.
Il fare squadra insieme tra donne che hanno affrontato un tumore è il primo passo efficace contro la solitudine, che altrimenti deprime l’umore e il sistema immunitario, il nostro esercito, così importante nell’aiutarci a sconfiggere la malattia.

“Anche tu, come me”

Il rispecchiarsi in altre donne che hanno vissuto e patito in profondità un’esperienza così traumatica e complessa aiuta a sentirsi comprese, “Mai più sole contro il tumore”, come ben dice anche il nome dell’Associazione che mi ha invitata a Cagliari a tenere il corso per i professionisti della salute, e l’incontro con le donne.

Nello stesso tempo, confrontarsi con persone che sono riuscite a mettersi il tumore alle spalle, perché completamente guarite, e condividere le strategie anche esistenziali che le hanno aiutate a riprendersi in mano la vita, meglio di prima, è lo stimolo e l’aiuto più efficace contro la depressione, lo stress, l’angoscia di sentire i giorni fuggire via nella nostalgia e nella malinconia.

Energie nuove

Squadra insieme, perché condividere un’esperienza traumatica può aiutare a reclutare energia e motivazione per non arrendersi, per combattere, per cercare insieme nuove vie di speranza e di luce.
Dare parole al dolore, alla sofferenza, alla paura e alla speranza può far intuire percorsi di vita più soddisfacenti e strategie di stile di vita e psicoemotive più efficaci in risposta al tumore.
Squadra insieme a medici e psicologi motivati a coniugare competenza clinica e capacità di empatia, tempo di ascolto e attenzione a coinvolgere nelle cure la donna, e non solo il suo corpo o il suo organo malato, e la sua famiglia.
Squadra insieme alle volontarie, il grande cuore del nostro Paese, capaci di dare più senso alla propria vita grazie all’aiuto donato a persone in grande difficoltà, con generosità di
tempo e di energia.

Squadra insieme anche per praticare quegli stili di vita, che sono il primo strumento di prevenzione dei tumori ma anche delle loro recidive. E che, in sinergia con la squadra
degli affetti buoni, aiutano a riprendersi la vita.

Ridurre stress e infiammazione

Quali i messaggi cardinali, utili per tutti noi? Anzitutto, stress cronico e depressione sono co-fattori primari nello sviluppo dei tumori e nel loro andamento aggressivo, nonostante cure adeguate, perché causano l’attivazione persistente del sistema di allarme, con incremento di adrenalina e cortisolo. Questo aumenta l’infiammazione patologica, il micro-incendio cronico che distrugge i tessuti e li predispone all’emergere e al moltiplicarsi di cellule tumorali.

L’infiammazione che si estende al cervello causa ulteriore neuroinfiammazione, peggiora ansia e depressione, che vanno contrastati perché riducono la prognosi, anzitutto con attività fisica quotidiana.

Attenzione all’alimentazione

scegliere cibi più sani da assaporare come premio aiuta a migliorare l’efficacia alleata del nostro microbiota, a restare in peso forma e migliorare anche l’umore. Vitamina D e integratori ben scelti, come l’acido alfa-lipoico e la palmitoiletanolamide, su prescrizione medica, potenziano ulteriormente le difese.

In sinergia con l’attività fisica aerobica quotidiana e un’alimentazione più sana contribuiscono a ridurre l’infiammazione, e il rischio di recidive, mentre migliorano la sensazione di energia e di benessere fisico, oltre che emotivo.
Partner e famiglia sono preziosi per aiutare la donna a “riprendersi la vita”.

Ottimo camminare insieme conversando e ammirando la bellezza della natura che ci circonda, anche un piccolo fiore, il cielo, un volo di rondini, una farfalla colorata, perché aiuta a sentirsi meglio anche dal punto di vista emotivo.

Cercare bellezza

E’ la ricerca della “bellezza della vita che cura”.
Infine aiuta molto aprire con curiosità il cassetto dei sogni: per ridare scopi nuovi ai propri giorni.

Il gusto di realizzarli aumenta la motivazione a reagire e diventa uno scudo condiviso ed efficace per sentirsi meglio. Così ogni giorno può essere vissuto con più luce e intensità.

L’ARTICOLO ORIGINALE E’ TRATTO DAL NUMERO DI LUGLIO 2022 DI BENESSERE, QUI IL LINK PER ABBONARSI ALLA RIVISTA

Tags:
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