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Vivere insieme non aiuta, il fidanzamento sì: il segreto dei quattro gradini

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CARRASTOCK - Shutterstock

Orfa Astorga - pubblicato il 07/07/22

Un'esperta di matrimonio e famiglia offre consigli partendo dai casi che ha dovuto affrontare

“Vivo con il mio fidanzato e abbiamo talmente tanti disaccordi che sembriamo due sconosciuti, stiamo sempre peggio. Gli ho proposto di accettare un aiuto, ma non ha voluto”, raccontava nel mio studio una ragazza preoccupata.

“Perché tu invece sei disposta a cercare di salvare il rapporto?”, le ho chiesto immaginando la risposta.

“La verità è che pensavo che saremmo arrivati da qualche parte, e per è molto difficile iniziare un’altra relazione in caso di rottura… sa, siamo già intimi. La cosa più triste è che inizio a rendermi conto del fatto che il mio fidanzato non si preoccupa per questo, perché ha già avuto altre ragazze”.

La sua è stata una storia breve, e alla fine la relazione che voleva salvare è finita nel nulla.

Qual è il motivo di tante esperienze negative?

È comune pensare che la sessualità volta ad essere vissuta all’interno del matrimonio sia passata di moda. Per questo si decide di convivere con qualcuno, che si chiama fidanzato o fidanzata.

Ma dopo questa forma di relazione cosa viene?

La risposta dev’essere l’incertezza, perché la parola fidanzamento è stata svuotata del suo vero significato, cercando di cambiarne la realtà. Ad ogni modo, il fidanzamento è una tappa intrinseca della natura della persona, e si trova al punto di partenza della sequenza armonica della sessualità umana.

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Per questo non è un semplice costume sociale, e nella sua importanza si può scoprire come una scala con quattro gradini.

Primo gradino

Si verifica l’incontro tra uomo e donna single con l’inclinazione naturale a cercare l’unione. Ancora non sono innamorati di una persona concreta, ma sono innamorati dell’amore. Si conoscono, si frequentano per un po’ come amici, e convincendosi che si attraggono a livello fisico, psicologico e spirituale iniziano un fidanzamento.

In questa tappa, il trattamento onesto permette di apprezzarsi a vicenda, in quell’unità sostanziale e psicologica tra corpo e spirito per cui, essendo integri, sono in grado di essere padroni di se stessi, al di sopra delle pulsioni psicosomatiche.

Questo dà loro la libertà di mostrarsi come sono, con difetti e qualità, in una conoscenza sempre più personale, e anche quando esiste una certa compiacenza egocentrica nella relazione, questa non ha bisogno dei rapporti sessuali per avanzare sul cammino di un amore che si forgia sulla verità del loro essere.

Nasce allora un amore nubile.

Secondo gradino

Senza smettere di riconoscere l’esistenza naturale dell’inclinazione amorosa sessuale, la sua pulsione naturale è vinta dall’atteggiamento di valorizzare l’altro come un bene in sé. Non lo si considera, quindi, uno strumento di soddifazione, o un mezzo per risolvere carenze di vario genere.

Tra i due esistono amore e rispetto, il che scarta l’autoinganno che presupporrebbe la decisione di convivere o di essere intimi a livello sessuali, senza un vero impegno.

Si sta incubando l’amore di coniugazione. Si desidera il matrimonio, ma ancora non si decide. È una tappa felice per godersi insieme una vita di speranza.

Terzo gradino

L’amore finisce di forgiarsi e si trasforma nella decisione di diventare sposi. Si aspira a una donazione piena e totale partendo da un’unione nell’essere, che deve tradursi nelle opere di una comunità di vita e amore.

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Quarto gradino

Iniziano i preparativi per le nozze, con la decisione di acconsentire e di impegnarsi in una dedizione piena e totale, uniti nell’essere e nelle opere, decisi a condividere uno stesso destino.

Arriva il momento in cui la gratuità dell’amore deve diventare un debito d’amore da pagare finché si vive.

Tutto è iniziato al primo gradino, quello vero.

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