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USA: Vescovo chiede la protezione dei centri pro-vita

VANDALIZED PRO-LIFE CENTER

Mountain Area Pregnancy Services | Facebook | Fair Use

John Burger - pubblicato il 20/06/22

I centri di assistenza alla gravidanza vittime di incendi e altri atti di vandalismo

Se l’aborto non è “sicuro”, non lo sei anche tu.

È questo il messaggio degli attivisti a favore dell’aborto in vista della decisione della Corte Suprema statunitense sulla questione, e per provare il loro punto di vista stanno mostrando quanto possano essere “insicuri” i pro-vita.

Lo slogan è stato dipinto sui muri di centri per le gravidanze in crisi e delle chiese dagli attivisti pro-aborto preoccupati all’ipotesi che la Corte possa annullare i benefici garantiti dalla decisione Roe v. Wade del 1973. Uno degli ultimi atti di violenza è avvenuto lo scorso fine settimana, quando un centro di assistenza alla gravidanza a Gresham, in Oregon, è stato colpito con bombe incendiarie.

Luke Cirillo, CEO del Gresham Pregnancy Resource Center, ha detto aLiveAction che le autorità credono che un dispositivo incendiario sia stato gettato dentro da una finestra e abbia provocato l’incendio, nel quale fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

È stato il quarto incendio noto contro un’organizzazione pro-vita da quando è trapelata un’opinione della Corte Suprema nel caso Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization indicando l’imminenza di un potenziale rovesciamento della Roe v. Wade.

In risposta agli attacchi, come anche agli atti di vandalismo nei confronti delle chiese cattoliche, il cardinal Timothy Dolan di New York, presidente del Comitato per la Libertà Religiosa della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB), e l’arcivescovo William E. Lori di Baltimora, presidente del Comitato della USCCB per le Attività Pro-Vita, hanno esortato i funzionari eletti ad “assumere una posizione decisa contro questa violenza, e le forze dell’ordine ad aumentare la loro vigilanza per proteggere chi è sempre più in pericolo”.

“Ormai da due anni, le chiese cattoliche vengono attaccate e sono oggetto di vandalismo a un ritmo allarmante”, hanno scritto. “Nell’ottobre 2021, abbiamo esortato i funzionari eletti a condannare gli attacchi. Nel gennaio scorso, abbiamo pregato perché tutte le comunità religiose fossero libere di adorare senza paura. Solo raramente le motivazioni sono state chiare; quando lo erano, si trattava spesso dell’opposizione nei confronti degli insegnamenti ecclesiali sulla vita nel grembo materno”.

Dolan e Lori hanno dichiarato che da quando è trapelata la bozza della decisione della Corte Suprema sul caso Dobbs, “le organizzazioni caritative che sostengono le madri in gravidanza sono state oggetto di attacchi incendiari, e le organizzazioni pro-vita sono state minacciate direttamente. Alla luce di questo, esortiamo i nostri funzionari eletti ad assumere una posizione decisa contro questa violenza, e le forze dell’ordine ad aumentare la loro vigilanza per proteggere chi è sempre più in pericolo. Ringraziamo chi lo ha già fatto e lo esortiamo a continuare”.

Chris Slattery, veterano pro-vita con base a New York che gestisce una rete di centri di assistenza alla gravidanza, sostiene che le autorità non stanno facendo abbastanza.

“La Polizia statale [di New York] non sta offrendo protezione alla famiglia di Jim Harden a Rochester, N.Y.”, ha dichiarato Slattery, riferendosi al CEO di CompassCare, un centro oggetto di un attacco incendiario nei giorni scorsi. Delle scritte sui muri dell’edificio recitavano “Jane è stata qui”, un apparente riferimento a un gruppo pro-aborto noto come Jane’s Revenge, che non ha comunque rivendicato l’attacco.

Slattery ha dichiarato che Harden “ha dovuto lasciare la sua abitazione con i propri figli a seguito di minacce di morte e ha dovuto trasferirsi in una località non meglio identificata senza protezione da parte della Polizia”.

Se CompassCare ha dovuto ricorrere ai suoi risparmi per assumere consulenti per la sicurezza e iniziare a installare vetri antifurto nel suo ufficio di Eggertsville, ha anche sottolineato che il governatore dello Stato di New York Kathy Hochul ha stanziato 35 milioni di dollari per sostenere le cliniche abortive, inclusi 10 milioni di dollari per amentarne la sicurezza.

Sulla sua rete di centri di assistenza alla gravidanza a New York City – EMC Frontline –, ecco cosa ha affermato Slattery in un’intervista: “Non posso dire di sentirmi del tutto a mio agio. Non c’è molto che possa fare, perché abbiamo degli uffici all’interno di edifici, non abbiamo strutture al piano terra. Non abbiamo finestre seriamente esposte, ma si trovano al secondo piano nel Bronx, e i nostri uffici a Brooklyn e nel Queens non hanno finestre. Potrebbero comunque invaderci, anche se non è ancora successo. Finora, il metodo degli attacchi ha consistito in bombe incendiarie quando gli uffici erano chiusi”.

Il tentativo di omicidio del giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh, però, “significa che potrebbero cercare di assassinare leader come Jim Harden, o magari me. Ma non vivo nella paura”.

Slattery ha dichiarato che se si tirasse indietro per paura della violenza la sua azione pro-vita ne risentirebbe, significando probabilmente la perdita di bambini nell’utero materno.

“Un solo bambino salvato vale il mondo intero”, ha detto. “Non chiuderei mai il mio ufficio per paura e per eccessive cautele”.

Dolan e Lori hanno scritto che la Chiesa ha “una lunga storia di servizio nei confronti di chi è più vulnerabile, includendo sia madri che bambini, e resta il più grande ‘fornitore’ privato di servizi sociali negli Stati Uniti. Dalle comunità religiose ai centri di assistenza alla gravidanza, dai servizi per il reinsediamento dei rifugiati alle agenzie di affidamento e adozione, dalle strutture per le mamme ai ministeri parrocchiali, la Chiesa testimonia coerentemente a parole e con i fatti la bellezza e la dignità di ogni vita umana”.

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