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8 santi che hanno vissuto miracoli eucaristici

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adoración eucaristica

Renata Sedmakova - Shutterstock

Maria Paola Daud - pubblicato il 20/06/22

I miracoli eucaristici che hanno fatto sì che alcuni santi avessero un rapporto molto speciale con Dio

San Francesco d’Assisi

In varie fonti francescane possiamo notare il grande amore che il Poverello d’Assisi nutriva per gli animali, e come questi incredibilmente restituivano quell’amore.

In un’occasione, alla Porziuncola “portarono come regalo all’uomo di Dio (San Francesco) una pecora.

Egli la accettò con gratitudine perché amava l’innocenza e la semplicità che questo animale dimostra in modo naturale. L’uomo di Dio esortava la pecorella a lodare Dio e a non infastidire in niente i frati.

La pecora, come se sentisse la pietà dell’uomo di Dio, metteva in pratica con grande attenzione i suoi insegnamenti. Quando sentiva che i frati cantavano nel coro entrava in chiesa, e senza bisogno del maestro piegava le ginocchia emettendo teneri belati davanti all’altare della Vergine, Madre dell’Agnello, come se fosse impaziente di salutarla.

Durante la celebrazione della Messa, al momento dell’elevazione, da animale molto devoto, si curvava con le ginocchia piegate, quasi come se volesse ammonire gli uomini poco devoti per la loro irriverenza e per esortare i devoti alla reverenza nei confronti del Sacramento”.

San Satiro

Satiro era un funzionario romano che lasciò tutto per poter aiutare suo fratello nell’amministrazione dell’arcivescovado di Milano, e si dice che in uno dei suoi viaggi di ritorno a casa la barca di Satiro sia stata colta da una tormenta.

Non aveva ancora completato il catecumenato per ricevere i sacramenti cristiani, e allora chiese con insistenza ai compagni di viaggio un frammento di pane eucaristico. Se lo legò intorno al collo con un fazzoletto e poi si gettò in mare, “credendosi così, dice Ambrogio, protetto e difeso a sufficienza”. Si salvò, e poi ricevette il Battesimo.

Sant’Antonio da Padova

Questo è uno dei miracoli più conosciuti di Sant’Antonio. Una volta, quando era a Rimini, il santo provò a convertire un eretico. Discutevano della Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia.

L’eretico, di nome Bonvillo, lanciò la sfida al frate affermando: “Se tu, Antonio, riuscirai a provare con un miracolo che nella Comunione dei credenti c’è, velato, il vero Corpo di Cristo, io rinuncerò a ogni eresia e abbraccerò senza indugio la fede cattolica.

Antonio accettò la sfida convinto di ottenere tutto da Dio per la conversione dell’eretico. Bonfillo allora gli disse: “Terrò chiusa la mia mula per tre giorni privandola del cibo. Dopo tre giorni, la tirerò fuori alla presenza del popolo e lascerò pronto il fieno perché mangi. Tu, nel frattempo, starai dall’altra parte con quello che affermi sia il Corpo di Cristo. Se l’animale, seppur affamato, rifiuterà il cibo e adorerà il tuo Dio, crederò sinceramente nella fede della Chiesa”.

Antonio pregò e digiunò per tutti e tre i giorni. Il giorno stabilito, la piezza era piena di gente che attendeva di vedere chi avrebbe vinto la disputa.

Antonio celebrò la Messa davanti alla folla, e poi con somma reverenza avvicinò il Corpo di Cristo davanti alla mula affamata, mentre Bonfillo le mostrava il fieno.

Il santo ordinò allora all’animale: “In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto indegno, ho davvero tra le mie mani, ti dico, animale, e ti ordino di avvicinarti rapidamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione, perché i malvagi eretici comprendano chiaramente da questo gesto che tutte le creature sono soggette al loro Creatore, tenuto tra le mani per la dignità sacerdotale sull’altare”.

Il santo non aveva neanche finito di pronunciare queste parole che l’animale, lasciando da parte il fieno, piegandosi e abbassando la testa, si avvicinò inginocchiandosi davanti all’Eucaristia.

Una grande gioia contagiò i fedeli, e l’eretico rinnegò la sua dottrina alla presenza di tutti, convertendosi alla fede cattolica.

Santa Chiara d’Assisi

Questo miracolo eucaristico viene menzionato nella Leggenda di Santa Chiara Vergine, scritta da Tommaso da Celano, e descrive il miracolo realizzato da Santa Chiara un venerdì di settembre del 1240.

“…i feroci Saraceni irruppero nelle adiacenze di San Damiano, entro i confini del monastero, anzi fin dentro al chiostro stesso delle vergini.

Si smarriscono per il terrore i cuori delle Donne, le voci si fanno tremanti per la paura e recano alla Madre (Santa Chiara) i loro pianti.

Ella, con impavido cuore, comanda che la conducano, malata com’è, alla porta e che la pongano di fronte ai nemici, preceduta dalla cassetta d’argento racchiusa nell’avorio, nella quale era custodito con somma devozione il Corpo del Santo dei santi.

E tutta prostrata in preghiera al Signore, nelle lacrime parlò al suo Cristo: ‘Ecco, o mio Signore, vuoi Tu forse consegnare nelle mani dei pagani le inermi tue serve, che ho allevato per il tuo amore? Proteggi, ti prego, Signore, queste tue serve, che io ora, dama sola, non posso salvare’.

Subito una voce, come di bimbo, risuonò alle sue orecchie dal Tabernacolo: ‘Io vi custodirò sempre!’ (…)

Subito l’audacia di questi, è presa da spavento; e abbandonando in tutta fretta quei muri che avevano scalato, furono sgominati dalla forza di colei che pregava”.

San Giovanni Bosco

I biografi di San Giovanni Bosco raccontano che nel 1848, durante una Messa con 360 giovani, il santo, al momento di distribuire la Comunione, si rese conto che nel tabernacolo retavano solo otto ostie, e tuttavia tutti i giovani poterono ricevere l’Eucaristia.

Giuseppe Buzzetti, uno dei primi Salesiani, presente per celebrare anche lui la Messa, al termine della celebrazione fu colto dall’emozione notando che era stato testimone di una “moltiplicazione di ostie”.

San Bernardo di Chiaravalle

A un certo punto della sua vita, San Bernardo si recò in Aquitania per riconciliare con la Chiesa un duca di quella provincia. Il duca rifiutò la riconciliazione, e mentre il santo celebrava la Messa lo aspettava alla porta della chiesa.

Dopo la consacrazione, Bernardo si rivolse verso il punto in cui si trovava il duca con l’Ostia nella patena e disse al duca:

“Ti abbiamo supplicato e tu ci hai disprezzato: ecco che ora è venuto da te il Figlio della Vergine, il Signore della Chiesa che tu perseguiti. Ecco davanti a te quel giudice nelle cui mani un giorno sarà la tua anima. Oserai forse rifiutarlo come hai rifiutato il servo? Resistigli, se puoi”. All’improvviso, il duca sentì che le gambe gli si piegavano per prostrarsi ai piedi di Bernardo, che gli ordinò di alzarsi per ascoltare la sentenza di Dio. Il duca si alzà tremante e seguì tutto quello che Bernardo gli ordinava.

San Tommaso d’Aquino

Quando San Tommaso insegnava a Parigi, nacque un’accesa discussione tra i professori sul tema della Santissima Eucaristia, e venne chiesto di spiegare chiaramente tanti dubbi.

San Tommaso scrisse le risposte, si rivolse al Santissimo Sacramento e pregò:

“Signore Gesù, realmente presente e mirabilmente operante in questo sacramento, cerco di cogliere la tua verità e di insegnarla senza errore. Per questo ti supplico, concedimi una grazia: se le cose che ho scritto su di te e con il tuo aiuto sono vere, fa’ che possa dirle e insegnarle pubblicamente. Se, invece, c’è qualcosa che non è affine alla verità rivelata ed è estraneo al mistero di questo sacramento, impediscimi che proponga quello che potrebbe sviare dalla fede cattolica”.

In quel momento in chiesa c’erano anche fra’ Reginaldo, suo segretario, e altri fratelli, e tutti furono testimoni di quello che accadde in seguito: apparve Gesù, che indicando i loro scritti disse: “Hai scritto bene su questo sacramento del mio Corpo, e bene e secondo verità hai risolto la questione che ti è stata proposta per quanto un uomo può comprendere e definire queste cose”.

San Gerardo Maiella

Gerardo proveniva da una famiglia molto povera, e quando era bambino andava spesso alla capella della Madonna di Capodigiano quando soffriva la fame, perché lì il Bambino Gesù lo nutriva con pane bianco.

A otto anni seppe che l’Eucaristia che i fedeli ricevevano in chiesa era Gesù e cercò di ottenerla, ma la Comunione gli venne negata per la sua giovane età.

Quella notte, l’arcangelo Michele gli apparve per offrirgli l’Eucaristia.

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