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Il vescovo di Hong Kong coltiva la speranza – A luglio, un dibattito sulla sinodalità

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AFP

Le cardinal Zen, en 2018.

i.Media per Aleteia - pubblicato il 14/06/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Martedì, 14 giugno 2022

1. Come un fiore che sboccia tra le fessure: il vescovo di Hong Kong coltiva la speranza

2. Trasporto eccezionale: i resti del Santo Sepolcro viaggiano attraverso Gerusalemme

3. A luglio, 100.000 persone dibatteranno sul significato della “sinodalità” per la Chiesa globale

4. In Nigeria, i cristiani devono essere coinvolti nelle elezioni

5. La Chiesa cattolica irlandese lotta per conversare con se stessa

1. Come un fiore che sboccia tra le fessure: il vescovo di Hong Kong coltiva la speranza

In una riflessione pubblicata sul Sunday Examiner, un settimanale cattolico di Hong Kong, il vescovo Stephen Chow evoca i fiori che crescono attraverso le fessure nel cemento come segno dello “straordinario potere di vita che viene dal Creatore”. È una realtà che crede dovrebbe ispirare Hong Kong e la Chiesa locale, condannata ogni giorno a “un’esistenza tra le fessure”. “In passato avevamo molto spazio e libertà d’espressione”, afferma, ricordando frustrazioni, ansie, delusioni e perfino l’esilio, scelto da alcuni di fronte al sentimento prevalente che gli abitanti di Hong Kong “vivano tra le fessure” senza poter fiorire. Ad ogni modo, chiede di non rimanere attaccati al passato, ricordando che “accettare come realtà il contesto che cambia non significa promuoverlo”. Il vescovo invita anche gli abitanti di questa megalopoli a permettersi “lo spazio interiore per il discernimento”.

Sunday Examiner, inglese

2. Trasporto eccezionale: i resti del Santo Sepolcro viaggiano attraverso Gerusalemme

I resti di 5 colonne e 2 capitelli del Santo Sepolcro a Gerusalemme sono attualmente in fase di spostamento dal Giardino del Getsemani al Monastero della Flagellazione nella Città Vecchia, dove orneranno una stanza nel Museo Terra Sancta. Un’operazione “titanica”, sottolinea la rivista Terre Sainte, visto che i resti, risalenti probabilmente all’epoca romana antica, pesano circa 3 tonnellate e sono estremamente fragili. Perché si trovavano nel Getsemani? L’articolo racconta la storia di questi resti, scoperti nel 1969 durante un grande progetto di restauro nell’Anastasis della basilica del Santo Sepolcro. Molto danneggiati, sono stati tirati fuori dalla chiesa e portati nell’eremo del santuario del Getsemani. Nonostante i tanti studi, l’origine e la collocazione temporale dei resti sono ancora incerti. Per alcuni, “tutta la storia di Gerusalemme, tutta la sofferenza di questa città e la sua distruzione sono contenute in queste colonne”.

Terre Sainte, francese

3. A luglio, 100.000 persone dibatteranno sul significato della “sinodalità” per la Chiesa globale

“Discernimento Comune e Decision Making nella Chiesa” è il nome dell’ambizioso seminario online organizzato dalla Scuola di Teologia e Ministero del Boston College, che si pensa coinvolgerà fino a 100.000 persone. Con il sostegno delle Conferenze Episcopali di America Latina, Europa e Asia, dei Gesuiti latinoamericani e dei superiori generali delle congregazioni maschili e femminili, il seminario cerca di aiutare i cattolici a comprendere il concetto di sinodalità. Tra gli oratori c’è la teologa tedesca Judith Gruber, che parlerà di “Conflitto e gestione delle divergenze” e rifletterà su come l’espressione delle dispute possa essere “parte del viaggio verso il discernimento su ciò che lo Spirito dice alla Chiesa”. La suora congolese Josée Ngalula affronterà la questione della leadership femminile nella Chiesa e della lotta contro gli abusi, e la teologa di Singapore Christina Kheng discuterà la visione asiatica del discernimento, includendo la questione di passare dall’“io” al “noi” e la coresponsabilità.

Crux, inglese

4. In Nigeria, i cristiani devono essere coinvolti nelle elezioni

A un anno dalle elezioni politiche in Nigeria, il vescovo Bulus Yohanna di Kontagora ha chiesto ai fedeli del Paese di coinvolgersi nel gioco democratico, preparandosi a votare, presentandosi per una carica o unendosi a un partito politico. Il Presidente Muhammadu Buhari lascia il suo ufficio dopo due incarichi quadriennali, e per i vescovi ci sarà un’opportunità perché i cristiani giochino un ruolo importante. “Bisogna dare potere a chi può sistemare le nostre strade, costruire ospedali, assicurare un’istruzione migliore ai nostri bambini, offrire sicurezza e tutti i comfort di base e assicurare il futuro del Paese”, spiega, esortando chiunque a esercitare il proprio dovere elettorale.

Gazettengr, inglese   

5. La Chiesa cattolica irlandese lotta per conversare con se stessa

Sabato prossimo, più di 100 persone tra laici, religiosi, sacerdoti e vescovi parteciperanno all’assemblea nazionale della Chiesa cattolica irlandese. L’evento sarà il risultato della “consultazione nazionale senza precedenti” come parte del Sinodo sulla Sinodalità, che culminerà a Roma nel 2023. “La gente è stata felice che le venisse chiesto il proprio punto di vista, c’è un senso di speranza e di energia, e molti chiedono che si porti avanti questo modo di procedere sinodale”, spiega il teologo irlandese Gerry O’Hanlon in un articolo d’opinione. L’esperto sottolinea anche, però, che per molti questo processo sembra quasi “troppo bello per essere vero”, perché la Chiesa irlandese si sta ancora riprendendo dalla “ferita aperta degli abusi, clericali e istituzionali, e dalla sua gestione carente da parte dei leader”, che “ha inevitabilmente influito” sul processo sinodale. Nonostante vari sforzi, “serva ancora un regolamento dei conti”, spiega l’autore. “La stragrande maggioranza”, poi, “vuole l’uguaglianza per le donne nella Chiesa […] e un approccio inclusivo nei confronti della comunità LGBTQI+”, aggiunge O’Hanlon, sottolineando che questo è parte di “un senso più profondo di un gap tra fede e vita, e tra la Chiesa istituzionale e la cultura”. L’esperto riconosce anche che c’è una minoranza che non concorda con queste proposte e preferisce attenersi a metodi più tradizionali. “Questo ci ricorda la necessità di discernere attentamente la differenza tra seguire semplicemente la cultura prevalente in modo superficiale, per il desiderio quasi disperato di essere accettati, ed essere sufficientemente umili per renderci conto che facciamo male le cose e che (come ci ha insegnato il Vaticano II) possiamo imparare dal mondo e dalla cultura che ci circonda”, riflette l’autore.

Irish Times, inglese   

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