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Perché ho detto a un’estranea in un bar di rompere col suo fidanzato

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Jonathan Borba | Pexels

Theresa Civantos Barber - pubblicato il 09/06/22

Prego che si allontani da quell'uomo. E se sta leggendo questo, spero che sappia che vale per quello che è

Non so mai perché degli estranei amano raccontarmi la loro vita, ma ormai l’ho accettato. Di recente ho dato dei consigli a un’estranea, e non posso fare a meno di chiedermi se abbia bisogno di ascoltarli anche qualcun altro.

Lavoravo in un bar locale, come faccio spesso, quando una donna mi ha chiesto del drink che aveva ordinato. Una cosa tira l’altra, e in breve era seduta davanti a me e mi raccontava tutto del rapporto col suo fidanzato.

“Viviamo insieme da più di tre anni, e voglio davvero sposarmi”, diceva. “Oh, ancora questa storia”, ho pensato.

Non molto tempo prima, avevo incoraggiato dei vicini a sposarsi in chiesa commentandolo così:

“Spero che si concedano il dono di questo sacramento e le grazie e le benedizioni per la vita che apporta. Ho visto personalmente quanto queste grazie possano essere significative”.

Pensavo che si trattasse della stessa situazione.

“Penso che adesso sono questo, una persona che incoraggia gli estranei a sposarsi”, ho pensato ridendo tra me e me.

Stavo per iniziare a dire le stesse cose che avevo detto l’ultima volta quando lei ha parlato per prima.

“Ma lui non vuole sposarsi. Soprattutto da quando ho preso tutto questo peso l’anno scorso per i miei problemi di salute”.

Ero senza parola.

Prima di riuscire a pensare a cosa dire ha aggiunto: “Non mi aiuta mai in casa e non fa niente di carino per me. E il mese scorso l’ho beccato a mandare messaggi a un’altra ragazza. Ha detto che non era niente, ma erano messaggi da flirt e inappropriati”.

Ho ritrovato finalmente la voce.

“Ehm… dovrebbe rompere con lui”, ho detto.

“Non lo so… Penso che forse dovrei, ma stiamo insieme da tanto. Abbiamo una vita insieme”.

Mamma mia. Cosa potevo dire? Aveva lo sguardo pieno di dolore al pensiero dell’incoerenza di quest’uomo e del suo desiderio che la amasse.

Ho fatto un grande respiro e ho detto, più gentilmente possibile:

“Vorrei che sapesse una cosa. Merita un uomo che voglia renderla sua moglie. Merita un uomo che sia pazzo di lei. Merita un uomo che non scriva ad altre ragazze e non la tratti come una schiava. E non conta quanto pesa. Lei è abbastanza. Vale la pena. Per quello che è”.

Lei è sembrata sorpresa e confusa. “Lo pensa davvero?”, ha detto.

“Guardi, io sono solo un’estranea in un bar”, ho replicato. “Non deve ascoltare quello che dico. Ma perché non ci prega su? Vada in una chiesa, se si sente a suo agio, o si sieda in un luogo tranquillo, e parli a Dio di questa situazione. Preghi, e poi faccia quello che le dà più pace”.

“Ci proverò”, ha detto. “Sono cattolica, quindi posso andare nella chiesa qui vicino”.

“Anch’io sono cattolica”, ho detto con un sorriso.

Abbiamo parlato un altro po’, e poi lei se n’è andata per andare a lavoro.

Probabilmente non saprò mai cos’abbia deciso, ma prego che si allontani da quell’uomo che la tratta come se non fosse abbastanza. Dio vuole che abbiamo un amore autentico nella nostra vita, che ci trattiamo con rispetto e dignità. Vuole che ci aspettiamo grandi cose, e che abbiamo il coraggio di aspettare che arrivino.

E se quella donna sta leggendo questo, spero davvero che capisca una cosa: che vale la pena per quello che è.

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dignitàfidanzamentorapporti affettivi
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