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Nunzio denuncia una pulizia etnica in Nigeria – Vescovo anglicano sulla fede della regina – & altro…

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Gunmen with explosives stormed a Catholic church and opened fire in southwest Nigeria

© AFP

i.Media per Aleteia - pubblicato il 07/06/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Martedì, 7 giugno 2022

1 – “In Nigeria è in corso una pulizia etnica”, avverte il nunzio nigeriano alle Nazioni Unite

2 – Cosa deve cambiare la Chiesa? La risposta di due teologi tedeschi

3 – La beatificazione di due martiri cappuccini conforta i cristiani del Libano

4 – La testimonianza del vescovo anglicano di Londra sulla fede della regina d’Inghilterra

5 – La riconversione professionale di padre José Apeles, star della televisione spagnola negli anni Novanta

1 – “In Nigeria è in corso una pulizia etnica”, avverte il nunzio nigeriano alle Nazioni Unite

“Siamo di fronte a un’altra, atroce tappa di un genocidio”, ha affermato l’arcivescovo Fortunatus Nwachukwu, nunzio nigeriano 61enne che ha lavorato per quasi 30 anni al servizio diplomatico della Santa Sede. Reagendo al recente massacro di cristiani che ha avuto luogo domenica non lontano dalla sua diocesi d’origine, l’arcivescovo, dallo scorso anno a Ginevra come Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha confidato il suo dolore per questi crimini, che ritiene simili a una “pulizia etnica”. “Le scorrerie, i soprusi e le violenze dei Fulani hanno allargato il clima di terrore in un Paese già falcidiato dalla violenza terroristica, e nel quale la chiesa cattolica continua a pagare il prezzo più alto”, ha dichiarato. A suo avviso, i Fulani – nomadi musulmani – hanno attaccato una chiesa perché “non esiste nel paese un struttura più forte e articolata della chiesa cattolica”. Il diplomatico, che ha già provato a mettere in guardia su queste atrocità, sta lavorando per far sì che la comunità internazionale si decida finalmente ad affrontare la questione.

Il Mattino, italiano

2 – Cosa deve cambiare la Chiesa? La risposta di due teologi tedeschi

Due teologi tedeschi si chiedono sul sito web di teologia Feinschwarz cosa debba cambiare nella Chiesa cattolica. A loro avviso, c’è un “fondamentale deficit di credibilità” per via delle lotte della Chiesa per integrare le conquiste “antitotalitarie” dei diritti umani. La Chiesa, insistono, dev’essere in grado di accettare i laici che inizialmente non avevano nulla a che fare con Dio, la religione o la Chiesa. Il suo servizio divino, sostengono, dev’essere visto come un servizio alla gente e alla società. Questo impegno, concludono i teologi tedeschi, ha come “terreno” il secolarismo, e deve quindi implicare un cambio di rapporto verso la leadership, non “lamentandosi” per un passato nostalgico considerato da loro come una “glorificazione dell’assolutismo” e un “sistema patriarcale di governo”.

Feinschwarz, tedesco

3 – La beatificazione di due martiri cappuccini conforta i cristiani del Libano

“Una grande gioia per i Cappuccini, per il Vicariato, per la Chiesa e per il Libano”, ha affermato il vescovo Cesar Essayan, Vicario Apostolico di Beirut per i cattolici di rito latino in Libano, circa la beatificazione del 4 giugno di due monaci cappuccini, Leonard Melki e Thomas Saleh, morti martiri durante il collasso dell’Impero Ottomano. La loro beatificazione è “una buona notizia per un Paese che porta il peso della sua storia e delle circostanze”, osserva la rivista Terre Sainte. Alla celebrazione, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, hanno assistito molti rappresentanti cattolici, ma anche di altre denominazioni cristiane. Il Presidente libanese, Michel Aoun, ha dichiarato che la cerimonia “dice a tutto il mondo che il Libano resta al centro delle preoccupazioni della Chiesa”. Il Capo di Stato ha anche espresso la speranza che il Papa visiti presto il Paese. “Mettiamo da parte le voci dei nostri interessi personali, di fazione, di parte e settari per ascoltare cosa ci sta dicendo lo Spirito”, ha incoraggiato il cardinal patriarca Béchara Boutros Raï durante una Messa di ringraziamento svoltasi il giorno dopo la cerimonia di beatificazione.

Terre Sainte, francese

4 – La testimonianza del vescovo anglicano di Londra sulla fede della regina d’Inghilterra

Il vescovo anglicano di Londra, Dame Sarah Elizabeth Mullally, commenta la Messa che ha celebrato per il 70° anniversario del regno della regina Elisabetta II. Il vescovo, che prima di prendere gli ordini sacri quando la Chiesa anglicana ha aperto al sacerdozio femminile era un’infermiera, ha indossato i paramenti liturgici del 1935 del suo predecessore, progettati per il Giubileo d’Argento (25 anni di regno) del re Giorgio V, nonno dell’attuale regina, ammettendo che sono “faticosi da indossare anche perché non si pensava allora a un vescovo donna”. Comprendendo l’assenza della regina per motivi di salute ma certa che la monarca abbia seguito la cerimonia in televisione, Dame Mullally confida che “è proprio la sua fede ad aprire sul suo volto quel sorriso, ed è un tutt’uno con la vocazione che sente profonda a fare il suo dovere di guida anche morale del Paese”. Nella sua leadership del Regno Unito e del Commonwealth con tutta la sua diversità culturale e religiosa, “la regina ha una visione molto aperta e ha il talento di parlare al cuore della gente, guidata dalla luce della fede”, ha spiegato il vescovo.

Corriere della Sera, italiano

5 – La riconversione professionale di padre José Apeles, star della televisione spagnola negli anni Novanta

Padre José Apeles è stata una figura “iconica” nella cultura popolare spagnola alla fine del XX secolo, apparendo in numerosi dibattiti televisivi e perfino in programmi per bambini. Ordinato sacerdote a Roma nel 1993 in un movimento tradizionalista, quest’uomo erudito ma instabile è stato poi rinnegato dalla Conferenza Episcopale Spagnola, che ha dichiarato che stava esercitando il suo sacerdozio al di fuori di qualsiasi giurisdizione. Ha partecipato progressivamente a programmi sempre più controversi, soprattutto nei primi tempi dei reality show. Una seria depressione e la tendenza all’alcolismo lo hanno portato al ricovero e a un periodo di abbandono. Dopo un lungo silenzio mediatico, il quotidiano catalano La Vanguardia lo ha trovato nel suo “esilio” romano, in cui effettua ricerche sulla storia della Chiesa. Uomo iperattivo che si presenta sulle reti sociali come “giornalista, presentatore televisivo, avvocato, detective, esperto di public relations, autore e insegnante”, ha anche cercato fortuna nel mondo della musica ed è diventato capitano dell’esercito spagnolo.

La Vanguardia, spagnolo

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