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Muore a Cuba il figlio dell’uomo che aveva compiuto un pellegrinaggio in tutta l’isola, ma lascia un dono di fede

CUBA

@gpppmatanzas

Macky Arenas - pubblicato il 07/06/22

Dopo 10 anni, Lázaro Quinteros Montes de Oca ha perso la battaglia contro il cancro. Aleteia aveva raccontato la storia di suo padre, Omar, che aveva fatto una promessa speciale alla Madonna del Cobre per lui

A Cuba, credenti o meno, cattolici o no, tutti venerano la Virgen de La Caridad del Cobre. È il caso anche di Omar Quintero Bermúdez, residente all’Avana, il cui figlio soffriva di un cancro che secondo i medici lo avrebbe fatto morire in pochi giorni.

Omar ha fatto ricorso alla sua fede nella Madonna e le ha chiesto più tempo per suo figlio. Gli è stato concesso, e Omar ha mantenuto la sua promessa: percorrere a piedi l’isola da un estremo all’altro per arrivare al Santuario del Cobre. Aleteia, come reti sociali e media di tutto il mondo, lo ha accompagnato raccontando la sua storia e incoraggiandolo nella sua impresa.

Un paio di mesi fa è tornato nella capitale, a casa sua, trovando il figlio grato e orgoglioso per la sua avventura. Alla fine, però, Lázaro Quintero Montes de Oca, di appena 36 anni, è stato stroncato dalla malattia.

Omar stesso ha annunciato la morte del figlio attraverso le reti sociali:

“In questo momento rendo pubblica la morte di Lázaro, grande guerriero che si è appena riunito con l’Altissimo. Dio, quanto è triste tutto questo! Non ho parole. Riposa in pace, grande guerriero!”

Questo il messaggio di un padre distrutto dalla perdita del figlio, ma con una fede salda e incrollabile.

In varie occasioni, Omar ha detto di aver ottenuto proprio questo durante il suo viaggio verso El Cobre: ha ritrovato la sua fede e il suo Paese. Dalla zona orientale a quella occidentale dell’isola, la Vergine lo ha guidato e ricollegato ai suoi simili. Nel corso del cammino raccontava quanto avesse rivalutato patria e compatrioti, e come la sua fede si fosse rafforzata e lo riempisse di speranza.

Tra colleghi che avevamo seguito attentamente il suo percorso fino al Santuario, ci chiedevamo se, visto che questa malattia aveva fatto durare il figlio altri dieci anni nonostante le previsioni, suo padre non avesse avuto bisogno di questo tempo per rafforzare la sua fede e preparare lo spirito al momento inevitabile. Perché le malattie, i mali e le calamità non sono inviati da Dio, che però concede lo spazio che ci permette di riflettere, di ripensare alla nostra vita. È senz’altro quello che è accaduto a Omar quando ha chiesto alla Virgen de La Caridad di intercedere per suo figlio presso l’Altissimo.

Il miracolo

Il miracolo è stato il prolungamento di una vita che avrebbe dovuto terminare 10 anni fa, il tempo extra che Omar ha avuto per godersi suo figlio. E anche il rafforzamento della fede di un uomo che oggi, nel suo comprensibile e immenso dolore, è certo che suo figlio stia meglio di lui, sia in Cielo, con la Vergine che deve averlo accolto a braccia aperte.

Quello suo padre ha fatto per lui in vita ha peso e valore e aggiunge “mostrine” a quelle che Lázaro portava sulle spalle dopo una vita come operatore sanitario facendo del bene al prossimo, come anche per aver portato la sua croce per dieci anni.

La malattia, come sappiamo, ha un potere di guarigione spirituale molto grande quando la sofferenza viene offerta, come ha fatto Omar camminando verso Santiago de Cuba per quasi mille chilometri per suo figlio. Lázaro ha quindi lasciato a suo padre un dono di fede.

CUBA

Molti sono stati toccati

Mentre Omar passava per città e campagne mantenendo la sua promessa, molti hanno detto di essersi sentiti non solo commossi, ma anche invitati a interrogarsi sulle cose di Dio e sulla fede.

Per questo, le reti sociali si sono riempite di messaggi di condoglianze e solidarietà nei confronti di Omar. Il testo che forse riassume meglio il sentire di tanti è di un artista cubano che lo aveva aiutato in varie occasioni: “Resta solo da dire che grazie a lui molti sono diventati persone migliori, che la sua lotta è stata bella e di viaggiare verso la Casa del Padre con la luce sul viso, perché lì non c’è dolore. Le mie più sentite condoglianze a Omar e a tutta la sua famiglia”.

Lázaro è morto alla vigilia di Pentecoste. Di recente, Papa Francesco ha spiegato il senso di queste feste dicendo che si tratta di aderire a una missione: essere felici, lasciarsi contagiare dall’allegria. Non è proselitismo, è la testimonianza di una vita piena e aperta agli altri, anche abbandonandosi. È quello che ha fatto Omar.

Nel giugno 2019, il Papa aveva pregato così: “Spirito Santo, armonia di Dio, Tu che trasformi la paura in fiducia e la chiusura in dono, vieni in noi. Dacci la gioia della risurrezione, la perenne giovinezza del cuore. Spirito Santo, armonia nostra, Tu che fai di noi un corpo solo, infondi la tua pace nella Chiesa e nel mondo. Spirito Santo, rendici artigiani di concordia, seminatori di bene, apostoli di speranza”. È stata questa la missione di Omar. Grazie a lui, molti hanno riscattato la propria fede e vivono nella speranza.

Oggi, morto suo figlio, vive uno dei doni dello Spirito Santo, la fortezza: “Il Signore viene sempre a sostenerci nella nostra debolezza attraverso un dono speciale: il dono della fortezza”.

La “pietra degli affetti”

Omar aveva chiesto alla Vergine di tenere in vita suo figlio, e lei lo ha esaudito per dieci anni. Il tumore era tra il cuore e il polmone. Non c’è mai stato nulla da fare. La domanda è valida: chissà se prolungare la sua permanenza in questo mondo non ha significato una sofferenza più grande per questo padre e anche per il ragazzo? Ad ogni modo, Dio ha infuso in loro la forza di cui avevano bisogno per ingoiare il boccone amaro.

Quando Omar è tornato all’Avana, suo figlio era vivo e hanno condiviso per qualche mese la gioia del dovere compiuto. “Vengo con più fede, orgoglio, amore e benedizioni per il popolo di Cuba. Ho nel cuore il mio Paese. Ho rivissuto la fede che era caduta a terra”. Ha detto che si riportava dietro nella borsa una “pietra degli affetti”, quelli che ora alleviano il peso della tristezza.

La testimonianza di Omar è splendida: la fede si è risollevata da terra, dove l’aveva lasciata cadere, il suo pellegrinaggio ha portato molti benefici spirituali a quanti ha incontrato lungo il cammino e ora suo figlio riposa nella pace del Signore… e lui ha guadagnato la certezza che tiene viva la sua speranza.

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