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3 modi per evitare pentimenti alla fine della vita

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Shutterstock | Oporty786

Cecilia Pigg - pubblicato il 06/06/22

“Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici” è uno dei rimorsi più sentiti da un'infermiera che si prende cura dei malati terminali

Ascoltare persone che condividono ricordi a un funerale è un’esperienza curativa, che fa capire quante persone si possono toccare con la propria storia di vita. Potremmo non renderci mai conto quanto quella cena con il nostro vicino quell’estate ha avuto un impatto sulla sua vita, o come le innumerevoli ore trascorse a giocare con i nipoti abbiano lasciato ricordi felici…

Molte persone, però, alla fine della vita si pentono di certi atteggiamenti relativi al rapporto con gli altri. Un’infermiera del reparto di cure palliative, Bonnie Ware, si è presa cura di innumerevoli pazienti in fase terminale e ha riscontrato vari elementi di pentimento che tutti avevano in comune. Uno di questi è “Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici”.

Uno studio dell’Università dell’Illinois mostra anche molte lamentele degli adulti nei confronti dei loro rapporti. Tenendo a mente tutto questo, come possiamo fare un bilancio delle nostre relazioni oggi? Non dobbiamo dedicare un po’ di tempo ed energia per migliorare i contatti con le persone a noi vicine?

Ecco alcune domande che vi possono aiutare a pensare alle vostre interazioni quotidiane e a evitare pentimenti a livello di relazioni alla fine della vita.

1. Chi è più importante per voi nella vostra vita ora?

Elencate le persone che vi sono vicine: coniuge, figli, familiari, amici stretti… Come le trattate? Dedicate loro più tempo ed energia che ad altro? In caso contrario, come potete dar loro più importanza? Pensate a passi pratici, come andare a fare colazione con vostro figlio una volta a settimana, voi due soli. O dovete dare priorità ai progetti che vi ha chiesto la zia?

2. Con chi interagite regolarmente?

Pensate a colleghi di lavoro, vicini, cassieri del supermercato… Come li trattate? Avete interazioni positive con loro? Quante volte li ringraziate? Li lodate? Imparate qualcosa dalla loro vita?

3. Con chi avete perso i contatti?

Su quali rapporti dovete lavorare per riparare? Ci sono persone che dovete perdonare? C’è qualcuno che sta vivendo un momento difficile con cui dovete parlare, anche se non lo fate da un po’?

Forse non avete alcuna voglia di riparare un certo rapporto per via di ferite passate. Iniziate pregando per ottenere la grazia di voler perdonare. Anche se non trascorrerete mai del tempo di qualità con qualcuno che vi ha feriti, avere almeno una sensazione di pace e di chiusura (anche se a volte unilaterale) della situazione è benefico.

Se avete bisogno di idee su come rafforzare i vostri rapporti, pensate a come vi siete sentiti amati in passato. Chi è riuscito ad amarvi nella sua vita? Cosa direste di lui alla sua morte?

Alla fine della giornata, se riuscirete a dare priorità al perdono e alla generosità nei confronti di amici, familiari e conoscenti, sarà un segno del fatto che state procedendo nella direzione giusta. Fate un po’ di autovalutazione, e analizzate di tanto in tanto i vostri rapporti. E alla fine della vostra vita, dovrà essere confortante ricordare come avete lavorato attivamente per amare gli altri.

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morterapporti interpersonalirimorso
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