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Se ci fosse un conclave presto, i cardinali designati voterebbero?

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Antoine Mekary | ALETEIA

i.Media per Aleteia - pubblicato il 01/06/22

E quanti cardinali elettori ci sono? Quanti dovrebbero essercene?

Papa Francesco ha sorpreso annunciando il 29 maggio la creazione di 16 nuovi cardinali elettori e 5 non elettori. Diventeranno cardinali in un concistoro che si svolgerà il 27 agosto.

Se alcuni esperti speculano sulla fine del pontificato (la salute del Papa lo porterà alle dimissioni?), questo insolito lasso di tre mesi tra l’annnuncio del concistoro e la sua celebrazione offre l’opportunità di considerare alcune disposizioni del Diritto Canonico.

Cosa succederebbe ai cardinali designati nel caso di un imminente conclave? A che punto diventa effettivo l’ingresso nel Sacro Collegio? Quali sono le prerogative papali circa il numero dei cardinali elettori? I.MEDIA ha interpellato al riguardo monsignor Patrick Valdrini, professore emerito di Diritto Canonico alla Pontificia Università Lateranense.

Per la 13ma volta, la soglia dei 120 cardinali elettori è stata superata

Dopo il concistoro del 27 agosto 2022, il Sacro Collegio avrà 132 cardinali elettori, un record nel pontificato attuale, superando ampiamente la soglia dei 120 cardinali elettori stabilita da Paolo VI nella Costituzione Apostolica Romano Pontifici Eligendo del 1° ottobre 1975.

La non abrogazione di questa disposizione, ma il suo aggiramento è una “prerogativa” del Papa regnante, che è “supremo legislatore e può derogare alle leggi promulgate da un Papa”, lui stesso o uno dei suoi predecessori. In Vaticano, “non c’è alcuna giurisdizione costituzionale”, dice Valdrini. Non c’è autorità che possa invalidare una decisione papale, visto che la separazione dei poteri non esiste.

Questa sarà la 13ma volta in cui un Papa supera il limite dei 120 cardinali elettori. Il record è stato fissato durante il primo concistoro del XXI secolo, il 21 febbraio 2001, quando Giovanni Paolo II ha creato 42 cardinali, 38 dei quali elettori, cosa che ha portato il numero dei cardinali elettori a 136. Il Pontefice polacco è giunto ancora una volta vicino a questo recordo con il suo ultimo concistoro, del 21 ottobre 2003, che ha portato a 135 il numero dei cardinali elettori del Sacro Collegio.

I Papi recenti hanno sempre mostrato una certa flessibilità di fronte alla soglia dei 120 elettori. Giovanni Paolo II l’ha superata tre volte, Benedetto XVI due, Francesco in ogni concistoro – otto volte, incluso il prossimo.

E se il conclave dovesse riunirsi prima del concistoro?

In caso di morte o rinuncia di Papa Francesco prima del 27 agosto, questo concistoro verrebbe cancellato, perché la sua convocazione è strettamente legata al Pontefice regnante. Solo i cardinali elettori già creati, attualmente 117, verrebbero convocati al conclave. Lo status di cardinale è condizionato dall’effettivo svolgimento del concistoro, e non dal semplice annuncio della sua convocazione.

La Chiesa lo esprime così: “Un Cardinale di Santa Romana Chiesa, che sia stato creato e pubblicato in Concistoro, ha per ciò stesso e immediatamente il diritto di eleggere il Pontefice, anche se ancora non gli è stato imposto il berretto, né consegnato l’anello proprio dei Cardinali, né ha prestato il consueto giuramento di fedeltà”, secondo l’articolo 36 della Costituzione Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996.

Questa disposizione intende che per i concistori che vengono effettivamente svolti, l’assenza fisica di un nuovo cardinale alla cerimonia per problemi di salute o di trasporto – come nel caso del concistoro del novembre 2020, svoltosi durante una pandemia – non gli impedisce di diventare cardinale e di partecipare così a un conclave successivamente.

L’annuncio di un concistoro è vincolante solo con il Papa regnante. Se il pontificato attuale dovesse concludersi, visto che la scelta dei futuri cardinali è legata a una decisione personale di Papa Francesco, “il suo successore potrebbe non crearli”, dice monsignor Valdrini. Visto che è tuttavia abitudine dare segni di continuità, almeno all’inizio di un pontificato, il nuovo Papa potrebbe convocare un altro concistoro con la stessa lista, o con aggiunte ad essa.

Il caso specifico dei cardinali deposti

Quanto alla partecipazione al conclave, la Costituzione del 1996 specifica che “non hanno questo diritto i Cardinali canonicamente deposti o che abbiano rinunciato, col consenso del Pontefice, alla dignità cardinalizia. Inoltre, in periodo di Sede Vacante, il Sacro Collegio non può riammettere o riabilitare costoro”.

Questi casi di ritiro dal cardinalato sono molto rari, ma nella storia recente se ne sono verificati alcuni. Nel 1927, il cardinale francese Louis Billot ha rinunciato al cardinalato per il suo disaccordo con Pio XI circa la condanna dell’Action Française, ed è morto come semplice sacerdote gesuita.

Molti decenni dopo, nel 2018, l’ex arcivescovo di Washington, Theodore McCarrick, ha perso la sua dignità cardinalizia per il suo coinvolgimento nell’abuso di minori. È ancora vivo, ma ora è ridotto allo stato laicale, ed è stato condannato dalla Giustizia civile.

Il cardinale Keith O’Brien, ex arcivescovo di Edimburgo, coinvolto negli abusi sessuali ma non nell’abuso di minori, ha rinunciato alla sua partecipazione al conclave del 2013 e poi ha rinunciato formalmente ai diritti e alle prerogative del cardinalato nel 2015, anche se ha mantenuto il titolo.

Il cardinale Becciu è stato infine privato delle sue prerogative come cardinale elettore nel 2020 per le accuse di corruzione collegate alla questione del palazzo di Londra. L’ex vicesegretario di Stato non potrebbe partecipare al conclave se si tenesse ora, ma come i cardinali ultraottantenni ha mantenuto il titolo di cardinale (compirà 74 anni il 2 giugno). Potrebbe recuperare il diritto di voto se alla fine delle procedure legali attuali venisse assolto. Una possibile riabilitazione sarebbe ancora una volta una prerogativa personale del Papa.

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