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Risolto il mistero dell’antico manoscritto nascosto nel banco di una chiesa

LETTER

NotarYES | Shutterstock

Theresa Civantos Barber - pubblicato il 01/06/22

Una vera “capsula del tempo” trovata in una chiesa britannica e una riflessione sulle nostre paure

I restauri di edifici antichi permettono spesso ritrovamenti interessanti. Quando sono iniziati quelli di una chiesa del Regno Unito nel marzo di quest’anno, il rinvenimento di una misteriosa lettera ha rivelato tutta una vita di avventure inaspettate.

Gli operai hanno trovato la lettera, di 125 anni fa, dietro una targa metallica negli stalli del coro, dov’era rimasta nascosta per più di un secolo.

L’aspetto che colpisce maggiormente è che si tratta della lettera di un bambino. Era scritta a mano nella parte posteriore di un sermone, ed erano le confessioni di un adolescente che affrontava un futuro scoraggiante.

Un bambino orfano spaventato

All’epoca, i bambini i cui genitori erano morti affrontavano spesso una vita difficile. Vivevano per qualche tempo in orfanotrofi istituzionali, e quando compivano 14 anni dovevano trovare la propria strada.

È il caso dell’autore della lettera misteriosa, William Elliott, della struttura per orfani di Sunderland, vicino alla chiesa. Il ragazzino faceva parte del coro parrocchiale e aveva 13 anni.

William provava paura e ansia in vista del suo 14° compleanno, quando avrebbe dovuto lasciare l’orfanotrofio.

Possiamo solo immaginare lo stato d’animo di un bambino in quelle circostanze, ed effettivamente la sua lettera lacera il cuore. Eccone un estratto.

Caro amico, se troverai questa lettera pensa a William Elliott, che l’11 agosto 1897 aveva ancora due mesi, due settimane e quattro giorni. Chiunque trovi questo biglietto non lo strappi e non lo getti via…

Tienilo in ricordo di me, W Elliott… Ero il bambino leader di questo coro…

Ti voglio bene se tu mi vuoi bene”.

La lettera misteriosa ha ovviamente attirato l’interesse di tutti.

Un futuro inaspettato

La gente si chiedeva soprattutto cosa fosse accaduto a quel bambino dopo aver lasciato l’orfanotrofio.

Il mistero è risolto, visto che vari ricercatori hanno rintracciato il corista attraverso documenti scritti e registri di censo. Come molti bambini dell’epoca, era figlio di un marinaio disperso in mare.

La ricerca ha dimostrato che William era uno dei 50 orfani di marinai che vivevano nell’orfanotrofio di Sunderland. Suo padre, Thomas Duncan Elliot, era un ufficiale caduto tragicamente dalla nave mentre si trovava su un’imbarcazione chiamata Skyros.

La madre de William era Sarah Elliott, una vedova rimasta con quattro figli piccoli che aveva lavorato come modista per arrivare alla fine del mese dopo la morte di Thomas. Prima della fine prematura del padre, la famiglia aveva vissuto in modo agiato.

William trascorse cinque anni nell’orfanotrofio, e poi la sua storia ebbe una svolta inattesa.

Finì per trasferirsi dall’Inghilterra agli Stati Uniti, diventando cittadino statunitense, e seguì i passi del padre come marinaio, avendo anche una buona carriera nella Marina degli Stati Uniti.

La ricercatrice Jen Baldwin ha scoperto ciò che è accaduto dopo che Elliott ha lasciato l’orfanotrofio nel 1897, ad appena 14 anni.

La Baldwin, che lavora per il sito di storia familiare Findmypast, ha trovato dei documenti del marzo 1903 che riferiscono della partenza di Elliott da Glasgow all’età di 19 anni, e del suo viagggio fino a New York con 25 dollari in contanti (oggi equivalenti a 650 sterline).

Si crede che Elliott sia andato a Newport, Rhode Island, per stare con sua sorella. Quell’anno divenne ufficiale della Marina degli Stati Uniti, e si congedò con onore nel 1916 come guardiamarina.

In quello stesso anno, Elliott ottenne la cittadinanza statunitense con un formulario in cui si includono anche informazioni su sua moglie, Dora, con cui si era sposato nel 1908, e sulla figlia, Edith, nata il 26 marzo 1910.

I dettagli sulla sua carriera in Marina sono vaghi, ma un annuncio di ritiro nell’Unione di San Diego mostra che è arrivato all’incarico di Comandante prima di ritirarsi nell’agosto 1945 dopo più di 40 anni di servizio.


Quando è scoppiata la II Guerra Mondiale, Elliott è tornato in servizio come assistente dell’addetto alle forniture, prima di ritirarsi nuovamente nel 1945.

William Elliott è morto il 27 aprile 1968. Gli sono sopravvissute la seconda moglie, Florence, la figlia Edith, un figlio, sua sorella e otto nipoti. È stato cremato e seppellito nel Cimitero Nazionale di Arlington, Virginia, accanto alla prima moglie, Dora”.

Sapere che “andrà tutto bene”

Che vita affascinante e avventurosa ha avuto! Il suo “io” spaventato di 13enne si sarebbe sentito senz’altro sollevato e contento sapendo che le cose sarebbero andate così bene.

Oggi la chiesa in cui è stata ritrovata la misteriosa lettera sta realizzando il desiderio di William di essere ricordato.

“Rispettando i suoi desideri, la lettera è stata incorniciata e ora è appesa sul banco in cui è stata trovata. In occasione della sua scoperta, la direttrice del centro, Tracey Mienie, ha affermato: ‘La sua lettera ha commosso tutti noi. Ovviamente, era consapevole del fatto che il suo periodo all’orfanotrofio e nel coro stava terminando, e credo che l’apprensione per quello che il futuro poteva prospettargli si rifletta nelle sue parole”.

È bello sapere che le cose sono andate bene al giovane William. Forse la sua storia potrà ispirare altri giovani che si trovano in situazioni difficili come la sua.

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