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La fede di Elisabetta II, regina cristiana 

Elisabeth II

Lindsey Parnaby / AFP

Elisabetta II alla fine di un momento di culto nella chiesa di St. Mary the Virgin a Hillington, nel Norfolk, il 19 gennaio 2020.

Marzena Wilkanowicz-Devoud - pubblicato il 01/06/22

Il Regno Unito celebra questa settimana i 70 anni di regno di Elisabetta II. L’occasione offre lo spunto per una molteplicità di articoli sulla sovrana: la longevità, il carattere, i grattacapi, le gioie… Sono invece rari quelli che sottolineano il convincimento religioso della monarca.

Per i sudditi di Elisabetta II, fin dal principio del suo regno, nel 1952, il messaggio di Natale della regina è un evento particolarmente solenne ed atteso. Alla maniera dei cattolici, che seguono la trasmissione della benedizione Urbi et orbi del Papa, milioni di britannici non si perderebbero mai questo momento televisivo per ascoltare con emozione la loro regina (nonché capo ecclesiastico anglicano). 

Da principio diffusa via radio, poi divenuta televisiva a partire dal 1957, questa è l’unica cerimonia in cui la Regina si rivolge alla nazione senza consultare il governo. I soli che hanno sempre gettato un occhio sul testo che la regina preparava erano il suo segretario privato, il consulente teologico della famiglia reale e, naturalmente, il marito (il principe Filippo, morto il 9 aprile 2021). Perché questa eccezione? Probabilmente perché le sue riflessioni sull’importanza della fede cristiana nella sua vita hanno una dimensione personale evidente.

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Il messaggio di Natale della Regina Elisabetta II, 25 dicembre 2021

Con la sua ascesa al trono, la regina è diventata anche la governatrice suprema della Chiesa d’Inghilterra. Come tutti i sovrani britannici, Elisabetta II è stata incoronata e consacrata dall’arcivescovo di Canterbury durante una cerimonia le cui origini affondano nella consacrazione dei re di Francia. È dunque a questo titolo che ella è detta «Regina per grazia di Dio e difensore della fede» (Dei gratia Regina fidei defensor). 

Numerose celebrazioni religiose puntellano allora la sua vita pubblica, come «governatrice suprema della Chiesa d’Inghilterra». È però il messaggio annuale di Natale che svela chiaramente il suo rapporto con Dio, la sua fede personale. Un legame visibile già prima dell’incoronazione: 

Pregate per me… perché Dio mi doni la sapienza e la forza per mantenere le solenni promesse che andrò a fare, e che io possa servire fedelmente lui e voi per tutti i giorni della mia vita. 

Tale era la richiesta di preghiera formulata dalla regina Elisabetta II durante il suo primo messaggio di Natale, nel 1952, sei mesi prima dell’incoronazione, che sarebbe avvenuta il 2 giugno 1953 all’abbazia londinese di Westminster. 

Messaggio di Natale del 1953
Coronation of Elizabeth II
Incoronazione della regina Elisabetta II nell’abbazia di Westminster, Londra, 2 giugno 1953

La fede: “ancora” della sua vita 

I suoi discorsi di Natale rivelano anno dopo anno una certa evoluzione nel suo modo di evocare la sua personale fede e i valori cristiani, quali il perdono, la riconciliazione, l’amore o il senso del servizio. È stato nel corso degli ultimi 22 anni di regno che i messaggi hanno assunto un tono differente, quasi intimo. La regina parla allora volentieri della fede come dell’«ancora della propria vita». A partire dal 2000, infatti, Elisabetta II ha deciso di consacrare il messaggio di Natale al racconto della vita e dell’insegnamento di Cristo. Colui che le offre il quadro in cui lei «cerca di condurre la propria vita»: 

Per molti fra noi le nostre credenze sono di importanza fondamentale. Per me, gli insegnamenti di Cristo e la mia personale responsabilità davanti a Dio costituiscono il quadro in cui cerco di condurre la mia vita. Come molti di voi, ho attinto dalle parole e dall’esempio di Cristo un grande conforto nei momenti difficili. 

Elisabetta II, Discorso di Natale del 2000

Il suo discorso, talvolta apertamente cristiano, avrebbe assunto nel 2014 un tono ancora più personale: 

Per me la vita di Gesù Cristo, Principe della pace, di cui oggi celebriamo la nascita, è fonte di ispirazione e punto d’ancoraggio nella mia vita. Modello di riconciliazione e di perdono, ha teso le mani nell’amore, nell’accettazione e nella guarigione. L’esempio di Cristo mi ha insegnato a cercare di rispettare e valorizzare tutte le persone, quale che sia la loro fede o la loro assenza di fede. 

Elisabetta II, Discorso di Natale del 2014

Due anni più tardi, la regina avrebbe spiegato in forma di testimonianza come ella trova in Cristo «la luce che guida la sua vita»: 

Miliardi di persone seguono oggi l’insegnamento di Cristo, e trovano in lui la luce che guida la loro vita. Sono una di quelle perché l’esempio di Cristo mi aiuta a vedere il valore del fare le piccole cose con molto amore, quale che sia chi le fa e quale che sia la sua propria credenza. 

Elisabetta II, Discorso di Natale del 2016

Infine nel 2020, alla vigilia di Natale, dal castello di Windsor nel quale si era isolata in quarantena con il principe Filippo in ragione della pandemia da Covid-19, assicurò i sudditi delle sue preghiere dopo aver evocato la parabola del Buon Samaritano: 

Certo, per molti questo periodo dell’anno sarà tinto di tristezza: alcuni piangono la perdita dei cari, altri degli amici e dei membri della famiglia messi a distanza per sicurezza, mentre tutto ciò che vorrebbero per Natale sarebbe un abbraccio o una stretta di mano. Se siete tra costoro, sappiate che non siete soli, e lasciate che vi assicuri dei miei pensieri e delle mie preghiere. 

Elisabetta II, Discorso di Natale del 2020

Il credo personale 

Secondo alcuni osservatori reali, è chiaramente in occasione del 2.000mo anniversario della nascita di Cristo, e a partire da lì, che la Regina ha deciso di parlare più apertamente della propria fede. Altri vi scorgono la mano di George Carey, che all’epoca era arcivescovo di Canterbury. Per Ian Bradley, professore di Storia all’università di Saint Andrews e autore di God save the Queen. The Spiritual Heart of the Monarchy, si tratta piuttosto dell’influenza indiretta del principe Philip: 

Dopo il suo personalissimo racconto nel 2000 – ha spiegato Ian Bradley durante un’intervista rilasciata al quotidiano inglese The Guardian –, la Regina è stata incoraggiata a continuare a parlare della sua fede. Mi è stato riferito che aveva ricevuto un volume di lettere, in risposta a quel messaggio di Natale, 25 volte più ampio del solito, e che dal Duca di Edimburgh aveva ricevuto un enorme sostegno nel continuare a parlare ai Britannici del proprio credo personale. 

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La regina Elisabetta II accompagnata dal Decano dell’Abbazia di Westminster, John Hall, in occasione della cerimonia del 15 ottobre 2019 per i 750 anni dell’abbazia stessa. Già cattolico, questo quartier generale del culto anglicano è uno dei grandi simboli della storia inglese.

Quel che colpisce è questo dettaglio, che fa la differenza: nel suo primo messaggio Elisabetta II ha richiesto preghiere per sé. In quello che ha rilasciato alla vigilia del proprio giubileo di platino, assicura i sudditi delle proprie preghiere per loro. Segno che la saggezza, il senso del servizio e la ricerca di Dio di Elisabetta II non hanno cessato di crescere e di unificarsi, contribuendo a farne una delle sovrane più raggianti e più amate, ben al di là del Regno Unito. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio] 

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