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“Amo i governanti”: il vescovo che ha iniziato un digiuno a tempo indefinito

NICARAGUA

@diocesisdematagalpa

Pablo Cesio - pubblicato il 23/05/22

La situazione del vescovo nicaraguense Rolando José Álvarez, che ha iniziato a digiunare dopo aver denunciato vessazioni e persecuzione da parte del regime di Daniel Ortega, continua ad avere ripercussioni

“In questa giornata di Preghiera e Digiuno, voglio dire che vi amo, amo con tutto il cuore i miei confratelli vescovi, i sacerdoti, il popolo fedele di Dio, e dire anche che amo questi fratelli poliziotti che stanno circondando il tempio di Las Colinas, quelli che ieri mi hanno perseguitato”.

Così ha affermato nell’omelia di venerdì 20 maggio Rolando José Álvarez Lagos, vescovo della diocesi di Metagalpa e amministratore apostolico della diocesi di Estelí, in Nicaragua. Lo ha fatto dalla parrocchia Santo Cristo di Las Colinas, luogo in cui si trova dopo aver annunciato alcune ore prima l’inizio di un digiuno a tempo indefinito e di un momento di preghiera dopo aver denunciato vessazioni e persecuzione da parte del regime di Daniel Ortega.

Álvarez, però, è andato oltre, attraverso un messaggio forte che invita alla riflessione: “Amo il comando nazionale della Polizia, che riceve ordini e li dà; amo i governanti, non ho nulla contro di voi”.

“Ancora una volta vi dico di non serbare odio nel cuore, perché l’odio non solo avvelena, ma fa morire in vita una persona. Chi odia in realtà non vive. Chi odia è morto già in vita”, ha dichiarato.

VIDEO

Eliminazione di Canal Católico e sostegno al vescovo

Quanto accaduto ad Álvarez continua a suscitare attenzione in Nicaragua. Secondo quanto hanno reso noto agenzie come EFE, due pattuglie della Polizia si sono posizionate davanti alla parrocchia in cui si trova il vescovo.

Quest’ultimo ha invitato i fedeli di Metagalpa ed Estelí a unirsi al digiuno e alla preghiera, e ha affermato che il suo obiettivo è cercare di evitare che la persecuzione ingiustificata della Polizia venga considerata una cosa normale, come ricordano media locali come El Confidencial.

Álvarez, che venerdì ha anche offerto una conferenza stampa improvvisata in cui è arrivato a dire che Ortega vuole “una Chiesa muta”, ma che “se la Chiesa tacesse, le pietre griderebbero”, è disposto ad andare avanti fino alla fine dell’assedio da parte della Polizia a cui è sottoposto.

Poche ore dopo questi annunci, è anche emerso che l’Instituto Nicaragüense de Telecomunicaciones y Correos (Telcor) ha ordinato agli operatori via cavo di eliminare dalla loro proposta il canale 51, Canal Católico.  

In quel momento, il canale stava trasmettendo attività collegate al digiuno a tempo indefinito e alla preghiera del vescovo Álvarez. 

Mentre abbondano le dimostrazioni di vicinanza, anche dell’arcidiocesi di Managua, il clero e i fedeli di Metagualpa hanno diffuso un comunicato in cui oltre a fare riferimento alla situazione attuale dei membri della Chiesa in Nicaragua si afferma:” Ci uniamo nel digiuno e nella preghiera al nostro vescovo in tutti i templi e le cappelle della nostra diocesi”.

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digiunonicaraguapersecuzionevescovo
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